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La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
ll governo tedesco ha approvato una riforma che equipara i club ai teatri e li protegge dalla speculazione immobiliare Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
Il brand di skincare The Ordinary se la sta prendendo con l’assurdo marketing e i prezzi folli dei brand di skincare “Buy the ingredients, not the hype”, si intitola la nuova campagna del brand, in cui a prodotti di uso comune viene applicata la stessa maggiorazione di prezzo che si usa con gli ingredienti dei cosmetici.
Phoebe Bridgers ha organizzato un concerto a sorpresa al Madison Square Garden di New York e i biglietti costano un dollaro Il concerto è previsto per questa sera e varrà la solita regola a cui Bridgers tiene molto: niente telefoni.
Per la prima volta al mondo, una cittadina in California ha votato per impedire totalmente e permanentemente la costruzione di data center È successo a Monterey Park, dove l'86 per cento dei cittadini ha votato per vietare per sempre la costruzione di data center.
A Oxford sta per aprire la prima libreria che vende esclusivamente romantasy Si chiama Bad Girl Books e l'ha aperta Starlin Marot, che prima di diventare libraia faceva la tiktoker. La booktoker, per la precisione. Di romantasy, ovviamente.
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La Danimarca è diventata il primo Paese al mondo a usare solo energie rinnovabili per un mese intero

A marzo del 2025 il Paese è riuscito a soddisfare tutto il suo fabbisogno energetico usando solo l'eolico e il solare, per 31 giorni consecutivi.

15 Aprile 2026

Non è un mistero che la Danimarca abbia puntato moltissimo sulle energie rinnovabili per diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, dipendere meno dai combustibili fossili e ridurre l’inquinamento. Negli ultimi anni gli investimenti di Copenaghen sono stati tali che già oltre il 50 per cento dell’energia utilizzata quotidianamente nel Paese è di origine eolica o solare. Analizzando il report ufficiale con dati relativi ai consumi del 2025 pubblicati da Energinet ed elaborando i relativi dati giornalieri, gli esperti di energie rinnovabili si sono accorti che nel marzo del 2025 la Danimarca è riuscita a provvedere ai suoi bisogni energetici per ben trentun giorni consecutivi usando solo l’energia rinnovabile prodotta dal suo mix di fonti sostenibili. A riportare l’analisi è il sito del Matr, una fonte indipendente attenta alle questioni ambientali, che spiega come l’energia eolica prodotta dagli impianti offshore da sola sia riuscita a coprire il 78 per cento del fabbisogno nazionale, mentre un altro 14 per cento sia stato coperto dalle pale onshore. Da anni la Danimarca, particolarmente ventosa, investe fortemente in questi impianti.

Aiutata da condizioni meteorologiche favorevoli nel periodo primaverile, la produzione eolica di marzo 2025 è stata tale da permettere di coprire tutto il fabbisogno energetico giornaliero, creando un surplus di energia pulito dalle altre fonti rinnovabili del Paese. La Danimarca ha così esportato l’energia in eccesso nelle nazioni europee vicine come Norvegia, Svezia e Germania. Un gesto di “collaborazione energetica” particolarmente importante in un momento in cui, tra conflitti e tensioni internazionali, ridurre la propria dipendenza da combustibili fossili è una delle priorità dell’agenda politica dell’Unione Europea. Questo risultato storico, ancora tutto da analizzare nelle sue ricadute, fornisce un’altra possibile chiave di lettura. Nel pianificare il suo futuro energetico, infatti, la Danimarca non ha puntato su costosi impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta ma non consumata, preferendo distribuirla attraverso la rete interconnessa alle nazioni europee vicine. La Danimarca sta investendo molto in questo senso: nel 2022 ha installato un cavo da 765 chilometri che la collega via mare al Regno Unito, così da poter esportare la propria produzione eolica e illuminare 4,5 milioni di case britanniche.

È questo uno dei punti cruciali su cui prendere una scelta oggi nella pianificazione del mix energetico nazionale per il futuro. Tra i punti deboli delle rinnovabili c’è infatti la produzione “altalenante”, con picchi in alcune fasi della giornata che richiederebbero lo stoccaggio dell’energia. L’alternativa invece potrebbe essere quella di investire in una rete più sviluppata ed efficiente che connetta l’intero Vecchio continente, distribuendo l’energia prodotta durante i picchi laddove ce n’è più bisogno, evitando sprechi e dimostrando una solidarietà energetica in linea con l’ideale alla base dell’Europa stessa.

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