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La Corea del Nord ha accusato la Corea del Sud di essere una dittatura
«Il burattino Yoon Suk Yeol, che già aveva affrontato una grave crisi di governo e una messa in stato d’accusa, a sorpresa ha imposto la legge marziale e minacciato il popolo con le armi della dittatura fascista», così la Kcna, agenzia di stampa controllata dal governo della Corea del Nord, ha raccontato quello che è successo e che sta succedendo in Corea del Sud. Come riporta il Guardian, è il primo commento della Repubblica popolare sul tentato colpo di Stato in Corea del Sud, golpe che il Presidente Yoon aveva raccontato come necessario per debellare le forze «pro-Corea del Nord, anti-Stato» che continuano a opporsi a lui e al suo governo.
Nell’articolo di Kcna, Yoon viene descritto come «un pazzo» a capo di un «Paese mafioso». Lo stesso articolo è stato pubblicato anche sul Rodong Sinmun, il giornale del Partito dei lavoratori di Corea. Viene raccontato con dovizia di particolari tutto quello che è successo in Corea del Sud nella notte tra il 3 e il 4 dicembre scorso: si parla di «assedio» dei militari al Parlamento, di soldati ed elicotteri inviati sul posto per impedire ai parlamentari di votare contro l’imposizione della legge marziale, delle proteste che ci sono state dopo la decisione del partito di Yoon di fermare la messa in stato d’accusa del Presidente, richiesta dall’opposizione parlamentare. L’articolo è stato pubblicato anche con un ricchissimo corredo di fotografie.
Il pezzo si chiude con un monito: «La comunità internazionale osserva attentamente, ma è chiaro che l’imposizione della legge marziale ha mostrato quanto fragile sia la società sudcoreana… e quanto poco resti da vivere, politicamente, a Yoon Suk Yeol». L’ironia di tutti questi fatti, di tutte queste parole, della Corea del Nord che accusa il prossimo di usi e costumi dittatoriali, è tale che sarebbe superfluo sottolinearla.
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