Hype ↓
13:44 venerdì 27 marzo 2026
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.
L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".

Condannare con le cattive

Perché oggi, di fronte alle stragi siriane di Assad, è veramente difficile non dirsi interventisti (e quanto ci vorrebbe una sinistra che si professasse tale).

03 Settembre 2013

Roma – Se in Italia ci fosse ancora una sinistra interventista convinta che gli stati occidentali abbiano il dovere morale di condannare non solo con le buone (ovvero con le parole) ma anche con le cattive (ovvero con l’azione militare) i regimi che stanno facendo carne da macello dei diritti umani, oggi, di fronte alla posizione terzista del nostro paese rispetto al possibile intervento in Siria, quella sinistra avrebbe dovuto alzare la mano, dirne quattro al ministro degli Esteri Emma Bonino e chiedere per quale ragione è giusto rimanere neutrali di fronte a un massacro come quello che da mesi si osserva quotidianamente sul territorio siriano.

Da qualsiasi punto di vista la si voglia osservare, la posizione del governo italiano rispetto all’azione militare che Stati Uniti e Francia hanno promesso di portare avanti in Siria (congresso americano permettendo) per non lasciare impunito il massacro compiuto dal presidente Assad, porta il nostro paese su un fronte alternativo rispetto a quello scelto dal presidente Obama e dal presidente Hollande. La scelta del ministro Bonino e del governo Letta di prendere in considerazione l’intervento in Siria solo a condizione che (a) il consiglio di sicurezza dell’Onu voti a favore dell’intervento militare e che (b) il Parlamento italiano approvi la decisione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, altro non è che un modo molto diplomatico per dire ad America e Francia che questa volta, molto semplicemente, l’Italia non ci sarà.

A meno di non voler osservare lo scenario geopolitico con gli affettati sugli occhi, anche le pietre oggi sanno che il consiglio di sicurezza dell’Onu non darà mai l’ok per un intervento in Siria (non fosse altro che la Russia di Putin sostiene il governo Assad). E sostenere che sia l’Onu (che per tre volte negli ultimi mesi a causa del voto opposto da Russia e Cina al Consiglio di sicurezza non è riuscito ad adottare risoluzioni di condanna nei confronti della Siria) a doversi muovere per decidere cosa fare della Siria è un ovvio atto di furbizia: specie se poi la richiesta di intervento dell’Onu arriva da ministri (come Emma Bonino) che da sempre, in varie forme, hanno denunciato la manifesta incapacità di agire dell’Onu di fronte a chiare violazione delle norme di diritto internazionale (per chi se lo fosse dimenticato l’uso delle armi chimiche, tra l’altro, è stato bandito dalla convenzione di Parigi del 1993).

Il non interventismo dell’Italia e il sostanziale silenzio di quella sinistra italiana che da anni sostiene la necessità di agire con le cattive in quei paesi dove i diritti umani vengono sistematicamente violati (e che oggi dice di sì al fatto che questa dottrina debba essere invece subordinata alle decisioni dell’Onu) – pur essendo almeno in parte giustificabile con la volontà di non mettere a rischio la vita dei nostri militari già impegnati in “missioni di pace” nel Libano –  segna, inutile girarci intorno, la fine della dottrina della guerra umanitaria. La posizione di Emma Bonino non è isolata e anzi è in sintonia con la linea di alcuni giganti del nostro Continente (vedi la Germania). Ma il nostro ministro degli Esteri dovrebbe quanto meno essere sincero e spiegare perché ieri “professare la pace dinanzi a un macellaio ha lo stesso spessore politico-culturale del famoso facciamo l’amore non la guerra degli anni Sessanta” mentre oggi è legittimo non muovere un dito di fronte a un macellaio che da mesi sta massacrando un paese.

Non agire subito, ha scritto qualche giorno fa Tony Blair, significa non voler toccare lo status quo della Siria, voler lasciare il paese chissà ancora per quanto nella situazione in cui si trova oggi e considerare la presenza di centomila morti e di due milioni di profughi una condizione non sufficiente per dichiararsi interventisti. Da un ministro come Emma Bonino ci si sarebbe aspettata una critica feroce al governo Obama per aver scelto un intervento sbilenco, pasticciato, senza prospettive, non sufficientemente coraggioso. Invece oggi ci ritroviamo con un Ministro che da sempre si celebra come ultra atlantista e che invece di fatto oggi proietta il nostro paese su un fronte più vicino alla Russia di Putin che all’America di Obama.
Sicuri che l’Italia se lo possa permettere?

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero