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18:16 martedì 24 marzo 2026
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.

Come si diventa un’ex divinità

Pechino foraggia i monaci che lo adorano. Il Dalai Lama lo ha dichiarato uno "spirito maligno."

24 Settembre 2011

Si respira una strana atmosfera nel monastero Songzanlin di Shangri-la, una cittadina dello Yunnan, in Cina. In una parte della struttura non solo compare una statua di Dorje Shugden, una divinità tibetana particolarmente controversa, ma in una stanza laterale ci sono ben 340 suoi busti nuovi, destinati a essere dislocati in altrettanti templi. In un altro edificio, invece, si vede un monaco dare il benvenuto a un visitatore con aria sospettosa. Solo dopo aver verificato la sua indifferenza nei confronti di Dorje Shugden il religioso cambia espressione e rassicura con gioia il suo interlocutore spiegandogli che si trova nell’area “pulita” del monastero. Quella in cui “il diavolo” non viene venerato.

Il culto di Dorje Shugden è oggi l’arma con cui Pechino cerca di dividere la comunità tibetana. E i risultati dati dall’aver finanziato sia la produzione di statue e poster della divinità sia le attività di proselitismo dei monaci pro Shugden iniziano a vedersi con chiarezza. Tanto da poter spingere il Dalai Lama a rivedere la sua posizione su questa divinità per recuperare un po’ di armonia e coesione all’interno della comunità tibetana. Anche se in questo modo rischia di perdere almeno in parte la stima di chi non ha mai avuto il coraggio di contraddirne scelte e insegnamenti.

La controversia su Dorje Shugden risale agli anni ’70, quando nel Libro Giallo di Kyabje Trijang Rinpoche, uno dei maestri del Dalai Lama, l’autore spiegò che i monaci che avessero praticato gli insegnamenti di altre scuole avrebbero suscitato la collera di Dorje Shugden. Il Dalai Lama percepì questa affermazione come una minaccia diretta alla sua leadership all’interno del movimento, e da quel momento indicò Dorje Shugden come uno spirito maligno, chiese ai suoi seguaci di rinunciare al culto verso questa “ex divinità”, di smettere di fare proseliti, pur autorizzandoli a rivolgerle, in privato, qualche preghiera.

Solo negli anni ’90 il Dalai Lama si rese conto che la sua richiesta non era stata presa in considerazione da nessuno. Molti religiosi avevano continuato a diffondere gli insegnamenti di Dorje Shugden, anche all’estero, tanto da rafforzare il culto della “divinità-diavolo” grazie all’opera di decine di migliaia di nuovi seguaci.
Anche se è difficile immaginare che la Cina abbia in qualche modo influenzato i contenuti del Libro Giallo di Rinpoche, è certo che Pechino ha monitorato con attenzione la situazione per riuscire ad inserirsi in una spaccatura che avrebbe potuto aiutarla a destabilizzare un movimento che le fa tanto paura. Per questo nella Repubblica popolare sono stati approvati stanziamenti extra destinati alla costruzione di nuovi templi dedicati a Dorje Shugden, all’estero sono state finanziate le attività di proselitismo per promuovere il culto della divinità “maligna”. Nella speranza di riuscire, in un secondo momento, ad aumentarne il numero di seguaci anche in Tibet. Grazie al passaparola tra fedeli.

Oggi il partito può dirsi soddisfatto dei risultati raggiunti. Monasteri “spaccati” come quello di Songzanlin non rappresentano casi isolati, e oggi ne esistono anche in Tibet. Tibetani pro-Dalai Lama e tibetani pro-Dorje Shugden sono sempre più diffidenti gli uni nei confronti degli altri. “Il culto di Dorje Shugden è responsabile di molte divisioni tra insegnanti e studenti, ma anche tra mariti e mogli”, racconta un ragazzo tibetano. “Alcune coppie hanno persino divorziato per Dorje Shugden. E noi tibetani, oggi, non riusciamo più a percepire noi stessi come un’unica comunità”, fa eco un altro. Non solo: alcuni seguaci di Dorje Shugden hanno iniziato a riflettere sul vero significato di “pietà” visto che il Dalai Lama che la predica da decenni si sente minacciato da una divinità qualsiasi. “Continuiamo a riconoscerlo come il leader spirituale del movimento tibetano, ma forse ha così tanta paura perché sa di non essere la vera reincarnazione del Lama”.

Fino a qualche anno fa sarebbe stato impossibile sentire pronunciare frasi del genere a un tibetano. La Cina naturalmente esulta e si sente quanto meno corresponsabile di aver instillato qualche dubbio nei fedeli di una comunità apparentemente tanto unita. E il Dalai Lama cosa può fare? Se continua a rinnegare Dorje Shugden rischia di spaccare ancora più profondamente il suo popolo. Se invece decide di riabilitare la “divinità maligna” potrebbe creare confusione e, addirittura, confermare i dubbi di una parte dei suoi fedeli.

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