Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come i brand, gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa non solo impossibile ma anche inutile.
Secondo uno studio scegliamo i libri da leggere in estate per sembrare più intelligenti
In una puntata della nuova serie tv su Sky The White Lotus, un personaggio vede due ragazze che leggono a bordo piscina. Quando si avvicina si accorge che il libro che stanno leggendo è diverso da quello del giorno prima: «Avete già finito Freud e Nietzsche?», chiede, «Ma li state veramente leggendo quei libri?». Le ragazze rispondono in modo sincero: «No, sono oggetti di scena». Una scena abbastanza realistica: quanti dei libri che vengono portati in vacanza vengono poi letti veramente? Secondo una ricerca condotta da OnePoll su un campione di duemila americani, il 56 per cento degli intervistati sceglie di leggere almeno un libro “serio” d’estate per sembrare più intelligente e fare una buona impressione sugli amici.
Come dice Literary Hub, la copertina di un libro comunica tanto di noi, e tramite la scelta del titolo possiamo decidere quale storia raccontare agli altri. Quest’estate questa esigenza è stata resa ancora più evidente dalle regole di distanziamento sociale, infatti viene sottolineato quanto sia «importante fare colpo da lontano». Lo stesso studio ha indagato anche sul genere preferito dell’estate ed è emerso che il 36 per cento sfrutta la pausa estiva per «rinfrescarsi la memoria sulla storia».
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come i brand, gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa non solo impossibile ma anche inutile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.
La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.
A 86 anni è morto l'imprenditore italiano che più di tutti ha contribuito ad assottigliare il confine tra design e arte. E che decise di affidarsi a Carlo Scarpa per realizzare un'idea folle: costruire un cimitero che fosse anche un giardino per i vivi, il Memoriale Brion.