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Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
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Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.

Perché un video con dei ghanesi che portano una bara è diventato il meme del Coronavirus

Il "coffin dance meme" è perfetto per raccontare tutti gli epic fail che caratterizzano questo momento storico.

11 Maggio 2020

Chiunque abbia dato un’occhiata a Twitter, Facebook o Instagram negli ultimi due mesi si sarà sicuramente imbattuto nel meme della “coffin dance”. Il meme, tanto tetro quanto spiritoso, si divide in due parti, la seconda delle quali è sempre uguale: un gruppo di portatori ghanesi particolarmente cool (bellissimi, elegantissimi, con i guanti e gli occhiali da sole) mette in scena un balletto coordinato durante il trasporto di una bara nel corso di un funerale (un usanza ghanese, quella dei “portatori ballerini” raccontata in un breve video della Bbc nel 2017, che poi è lo stesso utilizzato nel meme). Il meme, chiamato anche Ghana Says Goodbye su Reddit, prevede che la danza dei portatori di bara ghanesi venga accompagnata dall’irresistibile traccia EDM del 2010 di Tony Igy, “Astronomia“. La prima scena del meme è sempre diversa, ed è quella che dà senso al tutto: può essere qualsiasi frammento di video, purché abbia senso che la conseguenza dell’azione rappresentata conduca, idealmente, alla morte del protagonista o dei protagonisti della scena, simboleggiata appunto dalla “coffin dance”. Il meme è esploso durante la pandemia (lo si trova anche in versione Lego, filtro Instagram e in moltissime altre declinazioni) e sembra dia il meglio di sé quando viene collegato al Coronavirus. Un esempio: scena di persone che passeggiano con la mascherina indossata sul mento (il nuovo “casco sulla nuca”) – stacco – coffin dance. Oppure: signora che alza la mascherina per annusare la frutta e la verdura al supermercato – stacco – coffin dance.

Come ha raccontato Dazed, l’autoproclamato “portatore-ballerino numero uno al mondo” che compare nel meme, Benjamin Aidoo, non si preoccupa affatto di essere diventato “la mascotte del Coronavirus” ed essersi ritrovato protagonista di un meme che ironizza sulla gravità delle conseguenze del virus. Al contrario, sembra che i portatori del Ghana abbiano accolto positivamente l’associazione coffin dance – Coronavirus e la stiano a loro volta sfruttando per diffondere la consapevolezza sul problema. Su twitter Aidoo ha pubblicato un video ringraziando i medici di tutto il mondo: «Ricorda», ha aggiunto, «resta a casa o balla con noi».

In “Bounce To This”, primo episodio della quarta stagione della docu-serie Hip Hop Evolution (se non l’avete vista, potrebbe essere il momento perfetto per recuperarla: è tutta su Netflix), in cui viene raccontata, tra le altre cose, l’evoluzione del twerking, si parla molto della scena musicale di New Orleans. All’inizio dell’episodio si parla della tradizione della “second line”, basata sul “jazz funeral” della città. Durante il funerale, la banda conduce la famiglia alla tomba. Questa si chiama “first line”. Al ritorno dal funerale, invece, chiunque può unirsi alla processione, che si trasforma in una specie di festa, e creare la cosiddetta “second line”: un corteo che funziona come una calamita. Tutti possono partecipare, anche i bambini, e ballare e suonare uno strumento qualsiasi (anche un oggetto che faccia soltanto rumore): lo scopo è fare casino, sfogarsi e divertirsi.

Un meme funziona più o meno nello stesso modo. Chiunque può unirsi e dare il suo contributo: non è importante che conosca la fonte dell’immagine o che il risultato sia perfetto o efficace, lo scopo è quello di partecipare a una sorta di rito collettivo. Non è facile ottenere un meme esilarante utilizzando lo schema “coffin dance”: i social pullulano di esempi poco riusciti, che non fanno ridere o risultano grotteschi e poco rispettosi. Perché se nell’ottica del funerale jazz, con i portatori ballerini e la banda, la scena che vediamo smette di sembrarci “strana” (è semplicemente una tradizione diversa da quella cristiana cattolica italiana, che prevede una processione lugubre, lenta e triste, accompagnata dalla cadenza lamentosa delle preghiere), è impossibile non pensare, almeno per qualche istante, alla famosa, terribile foto scattata a Bergamo e diventata virale il 18 marzo, con una lunga colonna di mezzi militari che trasportava fuori dalla città i feretri delle vittime del Coronavirus che non potevano essere seppelliti nel cimitero cittadino per mancanza di spazio. Nella puntata speciale dell’Assedio, andata in onda il 6 maggio, Daria Bignardi ha presentato il documentario inedito Così Soli, realizzato da Valentina Monti e Alessio Valori, che racconta l’esperienza di Roberta Caprini, titolare di un’impresa funebre della zona, che si è trovata in primissima linea a gestire questa situazione, anche perché suo padre e suo zio si sono ammalati a loro volta di Coronavirus.

C’è poco da scherzare, verrebbe da dire, quindi, considerato il numero di persone morte nel mondo e in Italia e soprattutto la quantità di persone che non hanno potuto nemmeno ricevere un funerale come si deve e tantomeno vedere per l’ultima volta le persone amate. Dall’altra parte, spesso, il ruolo dei meme è proprio quello di esorcizzare le nostre peggiori paure, i problemi più gravi e i dolori più profondi (basti pensare alla quantità di account che sfornano quotidianamente meme sulla malattia mentale: i malati mentali, di solito, li adorano). Sarà per questo suo assurdo mix di scorrettezza e allegria, e per il modo in cui invita, magari inconsapevolmente, ad approcciare un punto di vista diverso sulla morte rispetto ai toni gravi, cupissimi, con cui la nostra cultura è abituata ad accoglierla (vi immaginate una “second line” nelle nostre strade? O una bara a forma di ananas, bottiglia di birra, o scarpa Nike?), che quando gli studenti del futuro studieranno i meme in associazione a quello che succedeva nel mondo e verranno interrogati sui “meme del Coronavirus”, si troveranno a parlare soprattutto della coffin dance.

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