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La Slovenia non solo boicotterà l’Eurovision ma al suo posto trasmetterà una rassegna di film palestinesi «Trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi», ha detto il direttore della tv pubblica slovena.
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La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, un profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.

Il romanzo riscoperto dopo 90 anni

Si sta parlando molto di Romance in Marsiglia di Claude McKay, pubblicato ora per la prima volta e ispirato a una storia vera.

13 Febbraio 2020

Spesso sono le critiche dei contemporanei a dare un’idea di quanto un artista sia stato capace di precorrere i tempi, raccontando qualcosa sul presente ma anche e soprattutto sul futuro. Lo scrittore e attivista afroamericano W. E. B. Du Bois era uno degli eroi di Claude McKay, nato in Giamaica nel 1889, anche lui scrittore e attivista. Di 21 anni più vecchio di McKay, Du Bois criticò il suo best-seller del 1928 Ritorno ad Harlem per la rappresentazione esplicita delle situazioni più dissolute della scena notturna di Harlem, accusando l’autore di far leva sui desideri lascivi dei lettori e degli editori bianchi, in cerca di descrizioni della “depravazione” dei neri. Se Du Bois aveva usato la scrittura come un mezzo di propaganda nella lotta per i diritti civili degli afroamericani, McKay la considerava un modo per mostrare la vera vita delle persone nere, senza sentimentalismo e con una franchezza ancora oggi sorprendente (scriveva i suoi personaggi, diceva, senza usare “carta vetrata e vernice”), soprattutto nella descrizione del sesso, com’è evidente in Romance in Marseille, appena pubblicato da Penguin, con 90 anni di ritardo.

Come ha sottolineato Molly Young su Vulture (ma del libro ha recentemente parlato anche il New York Times) né la copertina né il titolo rendono onore al carattere prorompente di questo breve romanzo (solo 130 pagine), serenamente popolato di coppie lesbiche e gay. L’illustrazione bambinesca che raffigura una donnina per bene e un uomo senza espressione, così come il riferimento a una “storia d’amore a Marsiglia” del titolo, stridono con il contenuto ardente e appassionato di un libro che potrebbe facilmente essere stato scritto l’altro ieri, considerando gli argomenti di cui tratta, il modo in cui li tratta e lo stile di vita del suo autore: poeta, romanziere, attivista politico, giornalista, critico, McKay è riconosciuto come una delle voci più illustri del Rinascimento di Harlem (la sua raccolta di poesie del 1922, Harlem Shadows è citata come uno dei libri che hanno inaugurato il movimento). McKay abitò in Giappone, frequentò i caffè di Tangeri con Paul Bowles e Henri Cartier-Bresson, conobbe George Bernard Shaw, si unì a un movimento di attivisti radicali neri, ebbe relazioni con uomini e donne. Pur collaborando con gli intellettuali di Harlem, trascorse la maggior parte degli anni ’20 fuori New York, in giro per il mondo. Nel 1920, a Londra, iniziò a collaborare regolarmente con il Workers’ Dreadnought e c’è chi sostiene sia stato il primo giornalista nero nel Regno Unito.

Il protagonista di Romance in Marsiglia è Lafala, marinaio africano che viene derubato di tutti i suoi averi da una prostituta marocchina nel porto di Marsiglia e per la disperazione si imbarca clandestinamente su una nave per New York. Viene scoperto, catturato e imprigionato in una cella gelida. Alla fine del viaggio i suoi piedi sono gravemente congelati, tanto che non resta che ricorrere all’amputazione di entrambe le gambe. Un avvocato si prende a cuore il suo caso e denuncia la compagnia di navigazione, Lafala vince il caso e ottiene un cospicuo risarcimento, torna a Marsiglia senza gambe ma con molti più soldi e si mette a cercare la prostituta.

La storia di Lafala è ispirata al reale caso di Nelson Simeon Dede, un nigeriano che McKay aveva conosciuto mentre viveva in una comunità di marinai e vagabondi neri a Marsiglia, città che descrisse con amore in tutta la sua turpe, sporca e vibrante sensualità. Alla fine del 1926, Dede aveva cercato di viaggiare clandestinamente su un piroscafo Fabre, una delle più antiche compagnie di navigazione in Francia, in rotta verso New York: come Lafala venne scoperto e imprigionato, e le sue gambe dovettero subire lo stesso destino. Dopo essere stato risarcito dalla compagnia Fabre e rispedito a Marsiglia, però, Dede venne arrestato perché accusato di “imbarco clandestino”. Fu proprio McKay a salvare Dede: nel gennaio del 1928, lo scrittore inviò una lettera al direttore della Fabre, chiedendogli di intervenire nel caso. Presentandosi come un romanziere pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Harper & Brothers di New York, McKay lo informò che nel suo libro voleva scrivere della comunità nera a Marsiglia e in particolare di Dede e che quindi aveva bisogno che l’uomo fosse «rilasciato rapidamente e incondizionatamente» e rimpatriato in Africa.

Lo stratagemma funzionò: Dede venne liberato e, in effetti, finì veramente nel libro sottoforma di Lafala. Non solo: c’è una scena in cui un sindacalista comunista francese dei Caraibi convince un dirigente di una compagnia di navigazione a rilasciare Lafala mostrando un articolo di una rivista che ha scritto sulla comunità nera a Marsiglia. Romance in Marseille, mai pubblicato durante la vita del suo autore – che però pubblicò quattro volumi di poesie, tre romanzi e un’autobiografia – segna il ritorno di McKay dopo Amiable With Big Teeth, uscito nel 2017, scritto nel 1941 e ambientato nel 1935. Un altro romanzo che parla di oggi, tra diplomatici autoproclamati e manipolatori dell’opinione pubblica, rimasto completamente sconosciuto fino a quando lo studioso Jean-Christophe Cloutier non scoprì il dattiloscritto in un archivio.

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