Hype ↓
12:10 martedì 17 febbraio 2026
L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro «Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.
La Cina abolirà i dazi sulle importazioni da tutti i Paesi africani (tranne uno) L’unico Stato escluso dall’accordo è l’Eswatini e ovviamente, come sempre con la Cina, c'entra il riconoscimento di Taiwan.
Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.
Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.
Il prossimo film di Sean Baker sarà ambientato in Italia e avrà per protagonista Vera Gemma Il regista di Anora ha detto che sarà una «lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70».

La Cina abolirà i dazi sulle importazioni da tutti i Paesi africani (tranne uno)

L’unico Stato escluso dall’accordo è l’Eswatini e ovviamente, come sempre con la Cina, c'entra il riconoscimento di Taiwan.

17 Febbraio 2026

Negli ultimi 15 anni la Cina è stata il principale partner commerciale di numerosi Stati africani. Ora, dopo una serie di incontri sulla cooperazione, la Cina ha dichiarato di essere pronta ad abolire i dazi doganali sulle importazioni da tutti i 53 Paesi africani con cui intrattiene relazioni diplomatiche. La decisione non sorprende, l’Africa è nel mirino (per il momento solo economico) di Trump che nei prossimi mesi potrebbe aumentare i dazi su tutti i prodotti importati negli Stati Uniti.    

Solo nel 2023, le esportazioni africane verso la Cina hanno raggiunto un valore di circa 170 miliardi di dollari. Una volta attuata, la misura di azzeramento dei dazi doganali, costituirà un’estensione dell’accordo stipulato lo scorso anno con la Cina per l’abolizione dei dazi doganali sui prodotti provenienti da 33 paesi africani classificati come “meno sviluppati”. L’elenco ampliato includerà alcuni dei maggiori partner commerciali della Cina nel continente, tra cui il Sudafrica e la Nigeria. L’unico Stato escluso dall’accordo resta l’Eswatini poiché riconosce Taiwan come Paese indipendente.

Da Pechino, come riporta Bbc, una dichiarazione congiunta ha criticato «gli sforzi di alcuni Paesi volti a destabilizzare l’attuale ordine economico e commerciale internazionale» attraverso l’imposizione unilaterale di dazi doganali. Xi ha quindi invitato gli Stati Uniti a risolvere le controversie commerciali sulla base di «uguaglianza, rispetto e reciproco vantaggio». Nel 2024, gli Stati Uniti hanno importato dall’Africa merci per un valore di 39,5 miliardi di dollari. Ad aprile 2025, il presidente Trump ha annunciato dazi sulle importazioni da molti Paesi africani, tra cui un’aliquota del 50 per cento per il Lesotho, del 30 per cento per il Sudafrica e del 14 per cento per la Nigeria.

Articoli Suggeriti
Le politiche migratorie dell’Unione europea somigliano sempre più a quelle degli Stati Uniti, nel peggior senso possibile

La prossima approvazione del Patto sulla Migrazione, e soprattutto del regolamento sui rimpatri, segna una stretta senza precedenti sui diritti dei migranti in Europa. Un precedente che potrebbe cambiare per sempre, e in peggio, la vita dell'Unione.

Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime

Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.

Leggi anche ↓
Le politiche migratorie dell’Unione europea somigliano sempre più a quelle degli Stati Uniti, nel peggior senso possibile

La prossima approvazione del Patto sulla Migrazione, e soprattutto del regolamento sui rimpatri, segna una stretta senza precedenti sui diritti dei migranti in Europa. Un precedente che potrebbe cambiare per sempre, e in peggio, la vita dell'Unione.

Il giorno di San Valentino più di un milione di iraniani della diaspora sono scesi in piazza in tutto il mondo per protestare contro il regime

Era dal 1979 che non si vedevano manifestazioni così partecipate di iraniani che vivono lontano dall'Iran.

Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone

Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.

Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti

La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.

Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+

Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire

C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.