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11:00 sabato 3 gennaio 2026
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.

Sta per arrivare su Amazon Prime la serie remake di Christiane F. – Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino

19 Febbraio 2021

Wir Kinder vom Bahnhof Zoo è considerata, scrive il Guardian, una delle serie più attese per il 2021. Presentata ai vari network internazionali nel corso dello scorso anno – e alla fine comprata da Amazon Prime – non è altro che un remake del memoir di Christiane F. Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino, nato sulla base delle lunghe interviste registrate di Christiane Felscherinow con due giornalisti, pubblicato nel 1978 e trasformato in un film diretto da Uli Edel nel 1981. La serie, in otto parti e con lo stesso titolo, arriverà in Germania proprio sta sera.

Il film originale, cupo e bellissimo di Edel venne realizzato a basso budget, utilizzando principalmente attori esordienti e veri ragazzi di strada, con la colonna sonora di David Bowie, riprese sporchissime, ambientazioni reali. All’epoca dell’uscita sconvlose l’opinione pubblica e la critica, con le sue rappresentazioni violente e crude di una generazione perduta di giovani berlinesi soggiogati dall’eroina. Reazioni opposte a quelle suscitate dal remake: in molti si sono chiesti se fosse davvero necessario rifare un’opera perfetta e con un grande valore di documento storico. Il quotidiano Die Tageszeitung, per esempio, ha insistito sull’impossibilità per il remake di avere un tale impatto culturale, sociale e politico come il suo precursore. «Questa nuova serie non potrà mai lasciare il segno come ha fatto il film del 1981, e il libro. È davvero necessario dare un nuovo linguaggio a materiale iconico di 40 anni fa che ha influenzato un’intera generazione e inserirlo in un qui e ora totalmente privo di senso?».

I creatori della nuova serie, che è stata girata a Praga e Berlino, insistono sul fatto che non sono tanto interessati a riprendere l’atmosfera dell’originale, quanto ad abbracciare l’essenza di una storia universale sui giovani alla ricerca di un proprio posto nel mondo. «Questa è la nostra interpretazione di ciò che Christiane e i suoi amici hanno vissuto, ma trasportando il tutto a questo momento nonostante l’ambientazione rimanga la stessa», ha detto il regista Philipp Kadelbach in un’intervista. Sebbene la storia continui a essere ambientata nella Berlino Ovest tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, infatti, la connessione con l’originale è stata deliberatamente offuscata in più modi. Tra questi, la scelta della colonna sonora che sostituisce Bowie con la dancehall, il punk e l’hip-hop degli ultimi anni.

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