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A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Nonostante la domanda continui ad aumentare, il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.

Chloé Zhao è la regista di cui sentiremo parlare quest’anno

È la seconda donna nella storia a vincere il Golden Globe per la Miglior regia con Nomadland, confermandosi tra i favoriti agli Oscar 2021.

01 Marzo 2021

“Chloé Zhao sta per diventare qualcosa di grande” è il titolo che l’Atlantic ha dato a un lungo pezzo uscito lo scorso 18 febbraio dedicato alla regista cinese che nella notte dei Golden Globes 2021 ha ottenuto il successo con il suo Nomadland nelle sezioni più importanti, quelle di Miglior film drammatico e soprattutto Miglior regia. La prima vittoria di una donna in questa categoria dopo i 37 anni trascorsi dalla statuetta a Barbra Streisand nel 1984 con Yentl, e la prima in assoluto per una donna di origine asiatica. Chloé Zhao, che ha raccontato di essere diventata una regista perché si era accorta di non avere nessun talento in particolare – «sono brava a coordinare i professionisti», aveva detto a Rolling Stone Uk – che ha la passione per Happy Together di Wong Kar-way (lo guarda ogni volta che deve iniziare le riprese di un film) e che ha più volte detto di essere stata una bambina ribelle. Dopo Nomadland, sulla vita di una sessantenne che decide di attraversare gli Stati Uniti a bordo di un furgone (stile documentaristico, una carrellata di personaggi, storie e percorsi, Frances McDormand in Birkenstock, gigante qualsiasi cosa faccia), arriveranno Eternals, il più atteso cinecomic della Marvel in uscita a fine 2021, un film su Dracula e uno sul primo vicesceriffo nero nella storia americana, Bass Reeves.

Lo scorso anno Nomadland (per ora si trova su Hulu, da noi dovrebbe arrivare a marzo) ha diviso la critica. Alla 77esima Mostra del cinema di Venezia la vittoria del Leone d’Oro sembrava scontata, e infatti così è stato. Nonostante ciò, in molti lo avevano definito un film “ostico”, “didascalico”, troppo indie, che voleva commuoverti per forza. Eppure da allora, Zhao (che aveva già diretto lungometraggi come The Rider, apprezzato da Obama e presentato a Cannes nel 2017, ma passato in sordina) è emersa in tutta la sua bravura, e ora è tra i favoriti per gli Oscar 2021.

All’anagrafe Zhao Ting, è nata a Pechino il 31 marzo 1982. Figlia di genitori divorziati (suo padre a un certo punto sposerà Song Dandan, una famosissima comica cinese che da bambina Zhao seguiva in televisione), ha raccontato di aver sempre voluto diventare una disegnatrice di manga e di aver maturato crescendo una fissazione per tutto ciò che fosse il più occidentale possibile. Come Terminator, Mtv, Michael Jordan, Madonna. Dopo aver iniziato a studiare in Inghilterra, termina gli studi negli Stati Uniti, abitando in un monolocale a Koreatown, quartiere coreano di Los Angeles, e frequentando successivamente scienze politiche in Massachusetts. Poi si appassiona alla musica, va a New York, fa la barista, vede Wong Kar-way e inizia ad amare il cinema davvero. Così si iscrive ai corsi della New York University, tra i suoi insegnanti c’è anche Spike Lee. Nel 2007 esce Il Petroliere di Anderson e capisce che, nella vita, vorrebbe creare qualcosa del genere.

Sono gli anni dei primi esperimenti con quattro cortometraggi realizzati dal 2008 fino al 2011, Post, The Atlas Mountains, Daughters, Benachin, e successivamente il primo film, girato in South Dakota senza avere un’idea iniziale ma lasciandosi ispirare da quanto la circonda (la riserva indiana di Pine Ridge): ne nasce Songs My Brothers Taught Me, sul senso di colpa di un ragazzo Lakota che vuole andare a Los Angeles lasciando la sorella con la madre alcolizzata, autofinanziato e interpretato da attori non professionisti. Sarà questa una delle caratteristiche del suo lavoro: coinvolgere la gente vera per creare quell’ibrido tra il genere documentaristico e il film di finzione con cui sta continuando a ottenere riconoscimenti – anche in Nomadland, i nomadi che McDormand incontra sono nomadi reali. Così per The Rider, girato in mezzo agli altri due titoli, su un cowboy (a recitare è un vero cowboy, anche lui incontrato per caso) che ha subito dei danni cerebrali a causa dei quali deve lasciare i rodei.

Un po’ documentario, un po’ hipster, un po’ indie, il suo stile è stato definito anche giornalistico, considerando che a quanto pare Zhao prima e durante le riprese fa sempre tantissime domande. E poi storie di persone che perdono tutto, che cambiano vita, che abbandonano, protagonisti che vagabondano fuori, nelle distese sterminate del Nebraska, e dentro di loro. Nomadi prima di Nomadland. Intervistata da Deadline, Zhao ha detto che è interessata alle «cose che stanno per sparire». E forse è lì che entra in gioco quel particolare romanticismo dei suoi film in cui non succede mai niente e ogni aspetto della vita e del paesaggio sembra in procinto di andarsene per sempre. Intanto, alcuni si sono chiesti come si possa conciliare una poetica simile con un cinecomic come sarà Eternals. La regista lo aveva spiegato parlando con l’Atlantic, in cui aveva detto che i due film sono come i suoi due cani, Taco e Rooster. Due caratteri diversi, uno più vecchio e l’altro più giovane, e lei vuole bene a entrambi.

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