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23:58 giovedì 17 settembre 2026
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.

Innamorarsi di Chloe Wise

Dal 24 al 26 le sue opere sono in scena ad Art Basel, la fiera d’arte contemporanea e moderna più importante del mondo.

24 Settembre 2021

In principio fu la “Bagel Bag No. 5”, una borsa a forma di ciambella con tanto di logo Chanel che l’attrice e performer India Menuez (la Toby di I love Dick) sfoggiò a Manhattan nel 2014 in occasione di un party in onore di Karl Lagerfeld. Per giorni alla Fashion week newyorkese non si parlò d’altro. Chi l’aveva creata? Chloe Wise, giovane artista di belle speranze originaria di Montreal. L’opera faceva parte di un progetto più ampio dove baguette, filoncini, pain au chocolat e croissant si trasformavano in accessori moda per denunciare la futilità della nostra epoca. Negli ultimi sette anni l’arte di Wise, che nel frattempo si è aperta uno studio tutto suo a New York dove vive con il suo gatto, ha snocciolato una serie di sculture e dipinti raffiguranti cibo, ex fidanzati e amici, poi finiti nelle collezioni più prestigiose del pianeta. Oggi Wise è considerata la quintessenza dell’artista degli anni Venti: coraggiosa, sfrontata, sensuale e tecnologica (il suo profilo Instagram vanta quasi 200 mila devotissimi followers). Ha già esposto nei templi sacri di gallerie come Blum & Poe, Gagosian e Zwirner e ora fa parte della scuderia di Almine Rech, che la considera l’artista più contemporanea che c’è. «Il modo in cui Chloe dipinge e chi dipinge», dicono i curatori, «non può essere fatto in nessun momento diverso da oggi. Quando vedi un suo lavoro non puoi dire: “ma di quando è?”, perché è fisiologicamente attuale e racconta il nostro tempo nel modo migliore possibile. Noi la adoriamo».

Proprio in questi giorni – dal 24 al 26 settembre – Almine Rech è in scena ad Art Basel, la fiera d’arte contemporanea e moderna più importante del mondo, e ha appena dato alle stampe Second Nature, completissimo coffee table book di 432 pagine che raccoglie l’opera omnia della giovane canadese. Il volume è da poche ore in vendita in edizione limitata sul sito della galleria (shop.alminerech.com) e presto arriverà in alcune selezionate librerie d’arte internazionali. Ma Chloe, che considera le nature morte olandesi del 600 “l’equivalente moderno della musica rap”, è molto di più di una creativa. E’ un’antropologa multimediale che concentra l’attenzione sulla costruzione di un sé, intrecciando nei suoi lavori – dalle installazioni agli oli – consumismo, sesso e questioni di genere. Fonde Meret Oppenheim ai pittori fiamminghi, Maurizio Cattelan a Claes Oldenburg, Vermeer a Manet. Gioca con strani assemblaggi di frutta e verdura, e nel frattempo ci parla di assenza, immutabilità, finzione e realtà. Di pubblicità, moda e tabù. Ma è anche un’imprenditrice. Nel febbraio dell’anno scorso Wise ha mixato arte e moda e ha lanciato una capsule collection chiamata Museum in collaborazione con il marchio di moda con sede a Parigi Études. I capi, stampati con dettagli delle sue opere, avevano prezzi che variavano tra i 350 e i 650 euro.

Molto, quasi tutto, gira attorno all’universo della rete, a Facebook e a Instagram. «Sono una Millennial», spiega, «e come nativa digitale sono cresciuta avendo accesso libero ai vari social media. C’è un che di democratico nel dare l’opportunità a tante persone, a gruppi spesso emarginati di poter affermare la propria idea e potersi raccontare. Non si è mai vista una cosa del genere in passato. Tutto ciò ha una forza incredibile. Ma non posso sottovalutare anche i rischi: questo potere rischia di essere pericoloso, perché la nostra attenzione è breve e non siamo sempre consapevoli di ciò che stiamo consumando e comunicando». Le sue tele più grandi ricordano i primi piani meticolosi e impostati degli influencer, mentre i suoi pezzi più piccoli sono più casual e potrebbero essere i selfie che riceviamo dai nostri amici. Nel quadro “Some pleasant lies would be nice”, realizzato proprio quest’anno, si vede una una donna con i capelli colorati e un tatuaggio a forma di farfalla che fissa lo spettatore con uno sguardo imbronciato. È nuda, a parte un paio di cuffie Apple che si attorcigliano naturalmente tra i suoi seni.

«L’idea che le immagini possano viaggiare più velocemente di quanto possiamo fare noi è straordinaria. Vorrei sfruttare questa capacità per raggiungere più gente possibile e diffondere messaggi che vadano oltre una mostra allestita in una galleria», dice. Nel frattempo che ciò avvenga, il valore delle sue opere si è letteralmente impennato nel corso degli ultimi anni. Se nel 2017 la mostra che le ha dedicato Almine Rech contava pezzi con valori compresi fra i 10 e i 25 mila dollari, l’anno dopo un suo dipinto presentato ad Art Basel Hong Kong è stato acquistato per 35 mila dollari. Oggi i prezzi dei suoi lavori esposti sono più che triplicati, con cifre che raggiungono i centomila dollari.

«Chloe non si prende sul serio come molti altri artisti che sono mortalmente seri», racconta Suzanne Landau, ex direttrice del Tel Aviv Museum of Art e co-fondatrice dello spazio artistico Nassima Landau di Tel Aviv, dove sono stati presentati i dipinti di Wise in una collettiva alcuni mesi fa. «Lei è serissima riguardo alla sua arte, ma lo sta facendo in un modo così giocoso e sorprendente da risultare del tutto irresistibile». Irresistibile sì, ma dannatamente caustica. «La caricatura e la farsa sono strumenti straordinari per rivelare e risolvere ogni problema» spiega la quebecoise, «Trattare il mondo come una tragedia (cosa che spesso è) non lo considero un modo soddisfacente di concepire un lavoro. Trattarlo come una commedia, invece, è tutta un’altra storia: mi permette di dare un senso a ciò che è solitamente difficile da esprimere e raccontare. È il mio linguaggio e non ho intenzione di cambiarlo».

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