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14:17 venerdì 27 marzo 2026
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.
L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".

Chi rottama il Cavaliere?

È vero che senza leader non si vincono le elezioni, però il Pdl è un caso patologico. Ultima occasione per il centrodestra italiano di fare il centrodestra.

09 Settembre 2013

E poi però, a un certo punto, una volta ottenuti i sacrosanti diritti di difesa che spettano al Cavaliere, una volta ottenuta la garanzia che la giunta per le elezioni non sarà allestita come un plotone d’esecuzione desideroso di far ruzzolare la testa di Berlusconi sulle scale di Palazzo Madama, una volta ottenuto il ricorso alla Corte Europa, il ricorso alla Corte dei diritti umani, il rinvio della legge Severino alla Consulta, il ricalcolo della pena accessoria in Corte d’Appello, e una volta conclusosi tutto l’iter del lungo e complesso procedimento che riguarda la vicenda giudiziaria del leader del Pdl, una volta ottenuto tutto questo, si diceva, sarà anche utile che il centrodestra se ne faccia una ragione e che si metta in testa una volta per tutte che alle prossime elezioni, a meno che non trovi un omonimo, avrà bisogno di un candidato diverso da quello che risponde al nome di Berlusconi Silvio.

Il centrodestra dovrebbe comprendere che per non regalare il suo elettorato alla sinistra non può pensare sia sufficiente declinare con generosa fedeltà il verbo berlusconiano.

La difesa dei diritti di Berlusconi, come ricordato anche da Giorgio Napolitano, è ovviamente un diritto che non si può negare al popolo del centrodestra e in fondo oggi ci sono mille ragioni per non fidarsi pienamente del sistema giudiziario italiano (e per avere sospetti sul fatto che nel nostro paese esista una parte della magistratura che non riesce a emanciparsi da alcuni pregiudizi di carattere politico-culturale). Una volta esauriti questi argomenti il centrodestra dovrebbe però comprendere che per non regalare il suo elettorato alla sinistra non può pensare sia sufficiente declinare con generosa fedeltà il verbo berlusconiano o nascondere le proprie carenze con una spassosa rivoluzione cosmetica (davvero a destra c’è qualcuno convinto che la sostituzione di tre lettere, Pdl, con altre due lettere, FI, possa essere identificata come la traccia di un progresso culturale?).

Quello che a destra il Popolo della libertà fatica a capire, insomma, è che oggi l’identità del centrodestra è un elemento misterioso ancor più di quanto non lo sia nel centrosinistra. E anche il ritorno a Forza Italia mette i berlusconiani di fronte a un problema mica da poco. Il problema è questo: se è vero che tra il 1994 e il 2001 Forza Italia è riuscita a diventare il simbolo di un partito capace di intercettare il più profondo e genuino dei sentimenti anti statalisti del popolo italiano, è altrettanto vero che una delle ragioni che negli anni successivi ha portato il centrodestra a perdere il suo tratto identitario originario è quella di aver svuotato di contenuti la propria agenda programmatica e di aver rottamato la propria storia liberale (sia al governo sia in campagna elettorale) per raggiungere un consenso facile facile e di breve periodo. L’aiuto gentilmente offerto dal centrosinistra alle ultime elezioni ha aiutato il centrodestra a non scomparire dalla circolazione e ha offerto al partito del Cav. un’ultima occasione per istituzionalizzare il patrimonio politico del berlusconismo e inserire la right nation italiana all’interno di un mainstream conservatore capace di rendersi autonomo dal suo Fondatore. Per il centrodestra, ovviamente, è doloroso che l’uscita di scena del Cav. avvenga per via giudiziaria (e dovrebbe esserlo anche per la sinistra).

L’aiuto gentilmente offerto dal centrosinistra alle ultime elezioni ha aiutato il centrodestra a non scomparire dalla circolazione e ha offerto al partito del Cav. un’ultima occasione per istituzionalizzare il patrimonio politico del berlusconismo.

Ma se Berlusconi resisterà alla tentazione di spaccare tutto, di far cadere l’esecutivo e riuscirà a rottamare il colbertismo, a costringere questo governo a tagliare come si deve la spesa pubblica, ad abbassare le tasse sul lavoro, a smettere di credere che le priorità del paese coincidano con la parola Imu e deciderà quindi di “sfruttare” questo governo per disegnare le nuove coordinate geografiche del Pdl; se tutto questo succederà il Cav., seppure in versione Ayatollah, potrebbe realizzare in extremis una delle promesse che in tutti questi anni non è riuscito a realizzare: regalare all’Italia un vero partito di destra. Perché è vero (e Berlusconi ne è la dimostrazione vivente) che un’elezione non si vince senza avere un leader. Ma è altrettanto vero che se uno vuole governare dietro di sé deve avere un partito che lo possa aiutare a seguire la strada che si è promesso di seguire. È questa la vera partita che nei prossimi mesi si giocherà il centrodestra. E sarà una partita che al centrodestra converrà vincere, e non rinviare. Anche perché alle prossime elezioni, considerando che il competitor sarà un giovane sindaco mangia-comunisti, sarà davvero complicato cavarsela dicendo ai propri elettori «ehi ragazzi, votate noi perché sennò di là arrivano i comunisti».
 

Foto di Giorgio Cosulich/ Getty Images

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