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01:55 giovedì 8 ottobre 2026
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.

Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot

Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».

27 Febbraio 2026

Durante la cerimonia dei César, il più importante premio cinematografico francese, il video-tributo dedicato a Brigitte Bardot si è trasformato in un momento di grande imbarazzo e tensione. Mentre le immagini della vita e della carriera di Bardot scorrevano sullo schermo, infatti, dalla sala si sono infatti levati pochi applausi, molti fischi e un grido: «Razzista!».

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Morta lo scorso dicembre a 91 anni, Bardot resta una delle figure più controverse e discusse della cultura francese. Lo si è visto nei giorni immediatamente successivi alla sua morte: per ogni ricordo commosso ce n’era (almeno) un in cui si sottolineava come Bardot fosse diventata icona e megafono dell’estrema destra francese. In tanti hanno ricordato le numerose uscite razziste, omofobe, islamofobe e complottiste che l’attrice aveva fatto nel corso degli anni, uscite che le erano valse due condanne per istigazione all’odio e alla violenza razziale, una nel 2004 e una nel 2008, più diverse multe e diversissime critiche. Bardot, però, era talmente convinta di quello che diceva che a un certo punto della sua vita decise che certe parole andavano messe nero su bianco, in modo che tutti avessero un modo facile e veloce di ritrovare le sue più sconcertanti dichiarazioni, in modo che nessuno potesse dimenticare mai e poi mai quanto di destra lei fosse. È così che nel 2003 diede alle stampe Un grido nel silenzio, libro autobiografico in cui, sostanzialmente, dimostrava di odiare tutta il creato, dalla sua furia si salvavano solo le persone bianche e di destra e gli animali sempre e comunque. Per tutti gli altri – minoranze etniche e razziali, comunità Lgbtq+, poveri e disoccupati – Bardot dimostrò di avere soltanto veleno.

Con questo episodio, i César si confermano il luogo prediletto dall’industria cinematografica francese per fare i conti con il suo talvolta imbarazzante passato. Episodi simili a quello verificatosi quest’anno con Bardot erano successi già nel 2020, quando la cerimonia fu segnata dalle proteste contro Roman Polanski, e poi di nuovo nel 2021, quando l’attrice Corinne Masiero era salita sul palco con addosso un costume da asino, tutto sporco di sangue, per protestare contro la chiusura delle attività culturali causata dalla pandemia. Masiero concluse quella sua peculiarissima protesta togliendosi il costume da asino e rimanendo nuda sul palco.

Come spesso capita, si è finiti a parlare più della polemica che di qualsiasi altra cosa. Ma questi premi César sono stati in realtà parecchio interessanti. Tra tutto, segnaliamo due delle cose più rilevanti successe nella serata: il premio per il Miglior film vinto da Les liens qui nous unissent di Carine Tardieu e quello per la Miglior regia vinta da Richard Linklater con il sui Nouvelle Vague, il primo regista americano a vincere questo premio.

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