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CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot

Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».

27 Febbraio 2026

Durante la cerimonia dei César, il più importante premio cinematografico francese, il video-tributo dedicato a Brigitte Bardot si è trasformato in un momento di grande imbarazzo e tensione. Mentre le immagini della vita e della carriera di Bardot scorrevano sullo schermo, infatti, dalla sala si sono infatti levati pochi applausi, molti fischi e un grido: «Razzista!».

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Morta lo scorso dicembre a 91 anni, Bardot resta una delle figure più controverse e discusse della cultura francese. Lo si è visto nei giorni immediatamente successivi alla sua morte: per ogni ricordo commosso ce n’era (almeno) un in cui si sottolineava come Bardot fosse diventata icona e megafono dell’estrema destra francese. In tanti hanno ricordato le numerose uscite razziste, omofobe, islamofobe e complottiste che l’attrice aveva fatto nel corso degli anni, uscite che le erano valse due condanne per istigazione all’odio e alla violenza razziale, una nel 2004 e una nel 2008, più diverse multe e diversissime critiche. Bardot, però, era talmente convinta di quello che diceva che a un certo punto della sua vita decise che certe parole andavano messe nero su bianco, in modo che tutti avessero un modo facile e veloce di ritrovare le sue più sconcertanti dichiarazioni, in modo che nessuno potesse dimenticare mai e poi mai quanto di destra lei fosse. È così che nel 2003 diede alle stampe Un grido nel silenzio, libro autobiografico in cui, sostanzialmente, dimostrava di odiare tutta il creato, dalla sua furia si salvavano solo le persone bianche e di destra e gli animali sempre e comunque. Per tutti gli altri – minoranze etniche e razziali, comunità Lgbtq+, poveri e disoccupati – Bardot dimostrò di avere soltanto veleno.

Con questo episodio, i César si confermano il luogo prediletto dall’industria cinematografica francese per fare i conti con il suo talvolta imbarazzante passato. Episodi simili a quello verificatosi quest’anno con Bardot erano successi già nel 2020, quando la cerimonia fu segnata dalle proteste contro Roman Polanski, e poi di nuovo nel 2021, quando l’attrice Corinne Masiero era salita sul palco con addosso un costume da asino, tutto sporco di sangue, per protestare contro la chiusura delle attività culturali causata dalla pandemia. Masiero concluse quella sua peculiarissima protesta togliendosi il costume da asino e rimanendo nuda sul palco.

Come spesso capita, si è finiti a parlare più della polemica che di qualsiasi altra cosa. Ma questi premi César sono stati in realtà parecchio interessanti. Tra tutto, segnaliamo due delle cose più rilevanti successe nella serata: il premio per il Miglior film vinto da Les liens qui nous unissent di Carine Tardieu e quello per la Miglior regia vinta da Richard Linklater con il sui Nouvelle Vague, il primo regista americano a vincere questo premio.

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