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08:44 lunedì 10 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Lo psichiatra che a furia di studiare gli psicopatici scoprì di essere psicopatico

13 Aprile 2017

James Fallon è un neuropsichiatra, docente alla Irvine School of Medicine dell’università della California, che ha svolto molte ricerche sui cervelli degli psicopatici. Il suo lavoro consisteva soprattutto nell’esaminare le Pet dei cervelli di serial killer, stupratori e altri criminali affetti da disturbo antisociale di personalità, cioè che erano privi di empatia per il prossimo e di qualsivoglia rispetto per i limiti e per le regole, per vedere se esistevano pattern fisici ricorrenti. Nel corso delle ricerche, Fallon e la sua squadra osservarono che, in effetti, i cervelli dei criminali psicopatici erano accomunati da una bassa attività in alcune zone dei lobi frontali e temporali associati con empatia, moralità e autocontrollo.

Nel frattempo, il neuropsichiatra stava conducendo anche una ricerca parallela sull’Alzheimer e, nel corso di questo lavoro, aveva effettuato delle Pet del cervello proprio e di quello dei suoi stessi familiari da utilizzare come gruppo di controllo. Scorrendo le immagini, Fallon si accorse che uno dei cervelli presentava molte delle caratteristiche che accomunavano quelle dei criminali psicopatici: era il suo. «Il mio cervello era evidentemente patologico», ha raccontato lo scienziato in un’intervista al magazine dello Smithsonian, che ha raccontato la sua storia.

sociopatia

«Non ho mai ucciso né violentato nessuno. Dunque la mia prima reazione è stata che forse la mia ipotesi era sbagliata, che quelle aree del cervello non erano affatto collegate alla psicopatia o a un comportamento criminale», prosegue il medico. Tuttavia, dopo essersi sottoposto ad altri test, Fallon è convinto di possedere in realtà dei tratti psicopatici: difetta, insomma, di empatia e di autocontrollo, ma quello che lo separa dai psicopatici criminali è che queste carenze emotive e cognitive non si sono tradotte in un comportamento aggressivo.

Il neurospsichiatra ha deciso di definire la propria condizione quella di un “pro-social psycopath”, cioè un psicopatico socialmente inserito. Si tratta, spiega lo Smithsonian, di persone che «hanno difficoltà a provare empatia per il prossimo ma riescono a tenere il proprio comportamento dentro i parametri del socialmente accettabile». A partire da questa esperienza, Fallon ha tenuto un discorso ai Ted e scritto un libro.

Nelle foto: un convegno di frenologia, Londra, anni Trenta (Hulton, Getty)
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