Polemiche ↓
20:58 venerdì 10 aprile 2026
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

A Londra ci sarà un evento per sapere quali canzoni far mettere al proprio funerale

28 Gennaio 2020

Quando i The Trammps cantavano «burn baby, burn» nella loro “Disco Inferno” del ’76 (inserita nella colonna sonora de La febbre del sabato sera), probabilmente non pensavano a nulla che avesse un significato trascendentale. Metafisico, o incline a descrivere un’esperienza ultraterrena. Eppure, come emerso dal sondaggio del sito di assicurazioni sulla vita, Reassured, il singolo dei The Trammps, seguito da “Highway to Hell” degli AC/DC, da “Good Grief” dei Bastille e da “When the Party’s Over” di Billie Eilish, è una delle canzoni che la gente vorrebbe venisse trasmessa negli ultimi attimi della propria vita, al funerale e durante la cremazione.

Come riporta il Guardian infatti, la tendenza a decidere anticipatamente quale musica ascoltare poco prima di morire, o quale usare per celebrare la propria morte è in constante crescita, «d’altronde, incorniciamo le nostre vite con le canzoni, ascoltandole durante compleanni e tutti gli altri anniversari». Per questo il prossimo 29 gennaio si terrà un evento allo Science Museum Late di Londra, il “What’s Your #MyLastSong?”, organizzato dall’ente benefico per malattie terminali Marie Curie e finalizzato a discutere circa le migliori “ultime canzoni” della vita. «Mentre parlare di morire è ancora un tabù, parlare di musica non lo è mai», spiega uno degli organizzatori, Mark Taubert, consulente di medicina palliativa che divenne famoso nel 2016 per aver ringraziato David Bowie (in una lettera immaginaria, ritwittata dal figlio dell’artista) per l’album Blackstar, che avrebbe aiutato un suo paziente malato terminale «ad andarsene senza paura».

«C’è la tendenza a credere che il malato abbia bisogno di morire in una stanza silenziosa, solenne. Ma i nostri ospedali sono pieni di rumori terribili, tra ruote di carelli cigolanti, allarmi, gente che corre». E quindi ascoltare “Angels” di Robbie Williams (tra le canzoni più scelte secondo la società Funeralcare), sembra una valida alternativa. «Le scelte poi si differenziano molto, in base al fatto che si tratti del momento in cui passare a miglior vita o del funerale», continua Taubert. «Nel primo caso, si tende a optare per musiche più tristi, magari qualcosa dei Joy Division. Nel secondo invece, sarebbe meglio non deprimere ulteriormente i parenti, e scegliere qualcosa come “Soul Kitchen” dei Doors. Spesso però ci sono i megalomani, che vogliono “May Way” di Sinatra. Tuttavia, una scelta un po’ egocentrica per il proprio funerale è probabilmente giustificata».

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