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17:23 mercoledì 8 luglio 2026
Fred Again ha fatto uscire tre nuove canzoni, però le ha sentite solo chi era alla sfilata di Dior alla fashion week di Parigi Ha anche creato nuove versioni di “Summer Never Dies” e “y como te digo que” dei Latin Mafia, più alcune collaborazioni inedite e ancora senza titolo.
Finalmente uscirà anche in Italia l’autobiografia di Hayao Miyazaki Due volumi per ripercorrere la storia del maestro del cinema d'animazione contemporaneo: arrivano in libreria con La nave di Teseo, il primo sarà disponibile dal 28 agosto.
A Bologna ha aperto la Biblioteca Eco, dove verranno conservati gli oltre 32 mila libri appartenuti a Umberto Eco Migliaia di volumi disposti secondo il principio del "buon vicino" usato da Eco: libri messi l'uno vicino all'altro in base alla loro affinità tematica.
Nel sequel di Heat Leonardo DiCaprio e Christian Bale erediteranno i ruoli che furono di Al Pacino e di Val Kilmer Adesso resta solo da scoprire chi interpreterà il giovane Neil McCauley, il personaggio che nel film del 1995 fu di Robert De Niro.
La tregua tra Stati Uniti e Iran è saltata perché in un mese di trattative sullo Stretto di Hormuz non si è fatto praticamente nessun passo avanti A ufficializzare la fine della tregua, le solite parole di Trump, che ha definito i vertici iraniani «gente malata».
Ci sono diversi indizi di un grande tour europeo degli Oasis nel 2027, con due date molto probabili a Roma Una risposta data da Liam Gallagher su X ad una fangirl che si lamentava ha dato speranza su due nuovi concerti allo Stadio Olimpico.
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella a Parigi, la sera sul red carpet a Londra: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.

Nel processo Depp-Heard ha vinto Camille Vasquez

Siamo in attesa del verdetto che decreterà la fine del processo mediatico più seguito degli ultimi anni, ma secondo noi c'è già una vincitrice: l'avvocata di Depp.

01 Giugno 2022

«My dog stepped on a bee» (da un lato i capelli trattenuti da una manciata di forcine dorate, dall’altro sciolti in lunghi boccoli biondi: subito dopo aver pronunciato la frase si volta di scatto, con espressione disgustata). Anche chi non fa parte di quei fanatici che si sono guardati l’intero processo su YouTube ha visto questa scena. Decontestualizzata dal resto, montata con immagini di cani e di api o con altri video di altre persone che si esibiscono in una challenge potenzialmente infinita: aggiungere una frase che fa rima, « My dad has to pee», «I forgot my house key», «My child spilt my tea», Freddy Mercury che canta «I Want to Break Free». È soltanto uno dei tantissimi meme che la testimonianza di Amber Heard ha generato. Ragazzini che imparano a memoria i suoi strampalati aneddoti, imitatrici truccate e vestite come lei che doppiano le sue risposte, avatar realizzati con programmi di animazione che enfatizzano la sua già troppo enfatica mimica facciale, «anche durante il processo si è rivelata una pessima attrice», «la dimostrazione che non sa recitare», montaggi in cui si sottolinea come Heard sia la meno affascinante di tutte “le donne” dell’attore: il suo viso precede quello di Winona Rider, Sherilyn Fenn, Kate Moss, Vanessa Paradis e Lily Rose (che è la figlia, certo, ma chi ha fatto il TikTok ha pensato di includerla comunque). Intanto Depp, da caricatura di se stesso, freezato in un morphing tra Zucchero e Gianluca Grignani, è diventato (tornato a essere) un mito. È troppo simpatico, troppo carismatico, il modo in cui ripete divertito “mega-pint” e risponde alle domande dell’avvocato prendendolo palesemente per il culo è irresistibile. La figlia perfetta volto di Chanel gli vuole benissimo, la ex Vanessa Paradis dice che è sempre stato bravissimo, Kate Moss conferma che non l’ha mai spinta giù dalle scale. Alcolizzato, ok, cocainomane, ok, un po’ pazzerello, ok, ma non cattivo. La cattiva è sempre stata lei, peraltro affetta dal disturbo borderline di personalità, come la perizia psichiatrica voluta da lui ha confermato. Noi borderline ci siamo sentite un po’ in imbarazzo (alcune, come riporta Cosmopolitan in un articolo che spiega in cosa consiste questa malattia mentale, si sono sentite male). «È vero, sei proprio come Amber», ha detto il mio fidanzato, che è proprio come Depp (tranne esteticamente). L’entusiasmo con cui il popolo dei social si è accanito su Amber Heard, disintegrandola, fa quasi venire voglia di stare dalla sua parte, e non sorprende che abbia generato una serie di articoli che hanno decretato la fine dell’era #Metoo, sottolineando che sono proprio le “vittime imperfette” come lei a meritare di essere ascoltate con più rispetto e attenzione. Come spesso accade, quando si tratta di fenomeni collettivi, abbiamo fatto schifo, e questo casino ci ha fatto capire per l’ennesima volta quanto sappiamo fare schifo. L’ha sottolineato anche Monica Lewinski, che un paio di cose sull’accanimento mediatico le sa, in un articolo pubblicato da Vanity Fair. I gen Z che condividono i TikTok di Amber Heard avranno dovuto googlarla, perché nel 1998 non erano ancora nati.

In mezzo a ‘sto pandemonio è emerso un nuovo idolo da venerare. Perché noi funzioniamo così, abbiamo bisogno di odiare e deridere, sì, ma poi ci vuole un punto di riferimento, una nuova divinità. «In un mondo di Amber Heard, sii una Camille Vasquez», è la risposta del popolo, che suona un po’ come «In un mondo di malate mentali, sii quella sana!». Grazie tante. Su TikTok il nome dell’avvocata di Johnny Depp ha accumulato centinaia di milioni di visualizzazioni. Come ha fatto notare qualcuno, ricorda molto il personaggio di Meghan Markle in Suits. Trentotto anni, specializzata in casi di diffamazione, è socia dello studio legale Brown Rudnick (sede nell’ufficio di Orange County) che rappresenta Depp nella causa da 50 milioni di dollari contro Heard per il suo editoriale sul Washington Post del 2018. Bellissimi denti, capelli perfettamente in piega, smalto nude sulle unghie, i suoi look semplici sono una boccata d’aria fresca in confronto ai barocchismi dei due processati: il codino coi colpi di sole e gli anelli del pirata, le architetture di capelli di Heard e i suoi look “copiati” (così la pensano i più paranoici). Con la sua tattica educatamente aggressiva e le continue, martellanti obiezioni (un tormentone che su TikTok che ha oltrepassato i meme di Heard: «Objection! Your honour! Lack of foundation. Objection! Leading. Objection, your honour! Hearsay. Objection, your honour! Leading. Ms Heard, respectfully, that’s not my question») Vasquez ha instillato in ragazzine di 13 anni il desiderio di studiare giurisprudenza, «da grande voglio essere come lei», e fomentato le nostre fantasie erotiche: mercoledì è diventato virale anche un video di lei e Depp che si abbracciano in tribunale e tutti si sono messi a shipparli immaginando una relazione.

I sette giurati (cinque uomini e due donne) hanno iniziato a deliberare venerdì 27 maggio, a conclusione di sei settimane di processo in aula a Fairfax. Più di nove ore di discussione non hanno prodotto una decisione e la giuria tornerà a riunirsi oggi. Dovranno raggiungere una decisione unanime per rispondere a una semplice domanda: Depp è stato diffamato dalla sua ex moglie, sì o no? (Aggiornamento delle ore 21 in seguito alla lettura del verdetto: sì). Qualunque sia la risposta, questo processo ci ha ricordato quanto è difficile distribuire le colpe e le responsabilità tra due persone mentalmente fragili incastrate in una relazione tossica. Ci ha anche ricordato che la formulazione dei danni provocati da una relazione tossica è a rilascio prolungato. Non si limita a rovinare la vita degli amanti mentre stanno insieme, ma continua a evolversi per anni e anni, con modalità variegate e fantasiose: traumi, dipendenze, malattie, ossessioni, paranoie, soldi che se ne vanno. Anche dignità, nel caso di Depp e Heard. Perché ormai, comunque andrà a finire, di loro ricorderemo cose che forse avremmo preferito non sapere (forse): le “human fecal matter” deposte sul letto da lei, gli schifosi messaggi scritti da lui, le stanze d’albergo con le strisciate di sangue, le bottiglie lanciate, il dito mozzato, la jar of cocaine, il tappeto sporco, il personale costretto ad assistere alle scenate di due ricchi che invece di rompere le palle a tutti avrebbero potuto farsi aiutare dai migliori psichiatri del mondo.

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