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12:40 giovedì 8 gennaio 2026
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.

Nel processo Depp-Heard ha vinto Camille Vasquez

Siamo in attesa del verdetto che decreterà la fine del processo mediatico più seguito degli ultimi anni, ma secondo noi c'è già una vincitrice: l'avvocata di Depp.

01 Giugno 2022

«My dog stepped on a bee» (da un lato i capelli trattenuti da una manciata di forcine dorate, dall’altro sciolti in lunghi boccoli biondi: subito dopo aver pronunciato la frase si volta di scatto, con espressione disgustata). Anche chi non fa parte di quei fanatici che si sono guardati l’intero processo su YouTube ha visto questa scena. Decontestualizzata dal resto, montata con immagini di cani e di api o con altri video di altre persone che si esibiscono in una challenge potenzialmente infinita: aggiungere una frase che fa rima, « My dad has to pee», «I forgot my house key», «My child spilt my tea», Freddy Mercury che canta «I Want to Break Free». È soltanto uno dei tantissimi meme che la testimonianza di Amber Heard ha generato. Ragazzini che imparano a memoria i suoi strampalati aneddoti, imitatrici truccate e vestite come lei che doppiano le sue risposte, avatar realizzati con programmi di animazione che enfatizzano la sua già troppo enfatica mimica facciale, «anche durante il processo si è rivelata una pessima attrice», «la dimostrazione che non sa recitare», montaggi in cui si sottolinea come Heard sia la meno affascinante di tutte “le donne” dell’attore: il suo viso precede quello di Winona Rider, Sherilyn Fenn, Kate Moss, Vanessa Paradis e Lily Rose (che è la figlia, certo, ma chi ha fatto il TikTok ha pensato di includerla comunque). Intanto Depp, da caricatura di se stesso, freezato in un morphing tra Zucchero e Gianluca Grignani, è diventato (tornato a essere) un mito. È troppo simpatico, troppo carismatico, il modo in cui ripete divertito “mega-pint” e risponde alle domande dell’avvocato prendendolo palesemente per il culo è irresistibile. La figlia perfetta volto di Chanel gli vuole benissimo, la ex Vanessa Paradis dice che è sempre stato bravissimo, Kate Moss conferma che non l’ha mai spinta giù dalle scale. Alcolizzato, ok, cocainomane, ok, un po’ pazzerello, ok, ma non cattivo. La cattiva è sempre stata lei, peraltro affetta dal disturbo borderline di personalità, come la perizia psichiatrica voluta da lui ha confermato. Noi borderline ci siamo sentite un po’ in imbarazzo (alcune, come riporta Cosmopolitan in un articolo che spiega in cosa consiste questa malattia mentale, si sono sentite male). «È vero, sei proprio come Amber», ha detto il mio fidanzato, che è proprio come Depp (tranne esteticamente). L’entusiasmo con cui il popolo dei social si è accanito su Amber Heard, disintegrandola, fa quasi venire voglia di stare dalla sua parte, e non sorprende che abbia generato una serie di articoli che hanno decretato la fine dell’era #Metoo, sottolineando che sono proprio le “vittime imperfette” come lei a meritare di essere ascoltate con più rispetto e attenzione. Come spesso accade, quando si tratta di fenomeni collettivi, abbiamo fatto schifo, e questo casino ci ha fatto capire per l’ennesima volta quanto sappiamo fare schifo. L’ha sottolineato anche Monica Lewinski, che un paio di cose sull’accanimento mediatico le sa, in un articolo pubblicato da Vanity Fair. I gen Z che condividono i TikTok di Amber Heard avranno dovuto googlarla, perché nel 1998 non erano ancora nati.

In mezzo a ‘sto pandemonio è emerso un nuovo idolo da venerare. Perché noi funzioniamo così, abbiamo bisogno di odiare e deridere, sì, ma poi ci vuole un punto di riferimento, una nuova divinità. «In un mondo di Amber Heard, sii una Camille Vasquez», è la risposta del popolo, che suona un po’ come «In un mondo di malate mentali, sii quella sana!». Grazie tante. Su TikTok il nome dell’avvocata di Johnny Depp ha accumulato centinaia di milioni di visualizzazioni. Come ha fatto notare qualcuno, ricorda molto il personaggio di Meghan Markle in Suits. Trentotto anni, specializzata in casi di diffamazione, è socia dello studio legale Brown Rudnick (sede nell’ufficio di Orange County) che rappresenta Depp nella causa da 50 milioni di dollari contro Heard per il suo editoriale sul Washington Post del 2018. Bellissimi denti, capelli perfettamente in piega, smalto nude sulle unghie, i suoi look semplici sono una boccata d’aria fresca in confronto ai barocchismi dei due processati: il codino coi colpi di sole e gli anelli del pirata, le architetture di capelli di Heard e i suoi look “copiati” (così la pensano i più paranoici). Con la sua tattica educatamente aggressiva e le continue, martellanti obiezioni (un tormentone che su TikTok che ha oltrepassato i meme di Heard: «Objection! Your honour! Lack of foundation. Objection! Leading. Objection, your honour! Hearsay. Objection, your honour! Leading. Ms Heard, respectfully, that’s not my question») Vasquez ha instillato in ragazzine di 13 anni il desiderio di studiare giurisprudenza, «da grande voglio essere come lei», e fomentato le nostre fantasie erotiche: mercoledì è diventato virale anche un video di lei e Depp che si abbracciano in tribunale e tutti si sono messi a shipparli immaginando una relazione.

I sette giurati (cinque uomini e due donne) hanno iniziato a deliberare venerdì 27 maggio, a conclusione di sei settimane di processo in aula a Fairfax. Più di nove ore di discussione non hanno prodotto una decisione e la giuria tornerà a riunirsi oggi. Dovranno raggiungere una decisione unanime per rispondere a una semplice domanda: Depp è stato diffamato dalla sua ex moglie, sì o no? (Aggiornamento delle ore 21 in seguito alla lettura del verdetto: sì). Qualunque sia la risposta, questo processo ci ha ricordato quanto è difficile distribuire le colpe e le responsabilità tra due persone mentalmente fragili incastrate in una relazione tossica. Ci ha anche ricordato che la formulazione dei danni provocati da una relazione tossica è a rilascio prolungato. Non si limita a rovinare la vita degli amanti mentre stanno insieme, ma continua a evolversi per anni e anni, con modalità variegate e fantasiose: traumi, dipendenze, malattie, ossessioni, paranoie, soldi che se ne vanno. Anche dignità, nel caso di Depp e Heard. Perché ormai, comunque andrà a finire, di loro ricorderemo cose che forse avremmo preferito non sapere (forse): le “human fecal matter” deposte sul letto da lei, gli schifosi messaggi scritti da lui, le stanze d’albergo con le strisciate di sangue, le bottiglie lanciate, il dito mozzato, la jar of cocaine, il tappeto sporco, il personale costretto ad assistere alle scenate di due ricchi che invece di rompere le palle a tutti avrebbero potuto farsi aiutare dai migliori psichiatri del mondo.

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