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Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.

Questa volta Britney Spears potrebbe davvero dire addio alla musica

16 Maggio 2019

Non è la prima volta che si parla di un addio alle scene per Britney Spears. Ma questa volta, la ragazza della Lousiana potrebbe davvero dire basta alla musica. A rivelarlo è il suo fedele manager Larry Rudolph, che la segue dai tempi del suo primo album di successo Baby… One More Time. Era il 1999, Britney aveva i codini e indossava la divisa da studentessa del college. Un’immagine molto lontana dalla madre un po’ impacciata un po’ sexy di cui parlavamo qui. E sicuramente lontanissima dalla cantante che ha interrotto il tour a Las Vegas e si è ricoverata per problemi emotivi e di salute mentale.

Sono ormai vent’anni che Larry Rudolph si occupa della carriera. Intervistato da Variety non è riuscito a nascondere una certa commozione: «Sono stato con lei per due terzi della sua vita. Vorrei solo che trovasse la tranquillità. Non è più una scelta di carriera. Ma di vita».

Lo scorso gennaio Britney aveva scelto di interrompere i concerti, per prendersi cura del padre malato. Jamie Spears è più di un padre per lei: è un mentore e un amico, la persona che le è stata più vicina durante il suo primo crollo emotivo, nel 2007. In realtà, Britney aveva già pensato di lasciare le scene nel 2013, per dedicarsi alla famiglia. Questa volta, però, potrebbe fare sul serio. «Sulla base delle informazioni che ho e di quelle che hanno tutti i professionisti che lavorano con lei», ha detto Rudolph «è chiaro che non dovrebbe tornare a fare il suo tour a Las Vegas, sicuramente non nel prossimo futuro e forse mai più». Nessun “One more time”, quindi.

I fan non si arrendono e non vogliono credere a questa versione della storia. Su Twitter è stato lanciato l’hashtag #freeBritney, per liberare la cantante dalle grinfie di chi l’avrebbe ricoverata contro il suo volere.

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