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Il governatore della California Gavin Newsom ha ribattezzato il Super Bowl Sunday in Bad Bunny Day Il governatore democratico ha dato l'annuncio con un messaggio ironico che fa il verso a Donald Trump, da mesi impegnato a parlare male del musicista.
Tra le cose mai viste fatte da Bad Bunny al Super Bowl c’è anche quella di essersi esibito in un total look Zara Camicia con colletto, cravatta, maglia e pantaloni chino: questo il look dagli stylist Storm Pablo e Marvin Douglas Linares.
Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.

Oggi, 20 anni fa, usciva Il diario di Bridget Jones

13 Aprile 2021

Quando l’incarico di interpretare Bridget Jones venne affidato a Renéè Zellweger, lei lo prese sin da subito con la massima serietà. Per molti infatti una texana non sarebbe mai stata all’altezza, a differenza di un’interprete britannica (venne proposta Kate Winslet) di un il ruolo come quello della protagonista inglesissima del best seller di Helen Fielding. Invece la Zellweger modificò il proprio accento, prese 25 chili e per entrare meglio nella parte dell’impiegata lavorò per un mese sotto pseudonimo alla Picador, la stessa casa editrice che aveva pubblicato Il diario di Bridget Jones nel 1996, senza mai essere riconosciuta. Ed è proprio grazie a lei se ancora oggi a distanza di 20 anni il film diretto da Sharon Maguire, basato sull’omonimo romanzo, uscito nelle sale angloamericane il 13 aprile 2001, rimane un’opera indimenticabile.

Come racconta il Guardian, persino Hugh Grant e Colin Firth (nei panni del bellissimo e stronzissimo Daniel Cleaver e dello scontroso Mark Darcy, i due uomini che si contendono il cuore di Bridget), si accorsero solo al termine delle riprese che l’accento naturale della Zellweger era completamente diverso, e che scindere le due donne, attrice e personaggio, era diventato difficilissimo. Bridget Jones, apologia di tutte le trentenni single, che beve, fuma (ogni tanto prova a smettere), sbaglia, ci ricasca, colleziona un interminabile elenco di figure tremende (tra le scene immortali del primo film c’è sicuramente quella della presentazione del libro, «signore e signori benvenuti alla presentazione del più grande libro dei nostri tempi, escludendo i suoi romanzi, e anche i suoi, e anche a suoi che non sono niente male»). Ogni donna imperfetta si è riconosciuta almeno un po’ nelle insicurezze di Bridget, così lontana da Carrie Bradshaw di Sex and the City e così vicina a tutte le donne normali, che ha insegnato che per andare a letto con qualcuno le possibilità aumentano se proprio quel giorno indossi un paio di mutande contenitive (quelle che sempre secondo il Guardian sarebbero state riscoperte durante il lockdown).

Come ha evidenziato Rebecca Nicholson, un film del genere ora non avrebbe senso, non farebbe nemmeno ridere (qualche anno fa era emersa la possibilità di trarne anche una serie, idea poi naufragata). I personaggi fumano in casa, alle feste, nei ristoranti, nei pub e negli uffici, come se fosse Mad Men e non la Londra nel 2001. Bridget ha 32 anni, è ossessionata dal suo peso e preoccupata di diventare zitella (ma, appunto, ha solo 32 anni), pensa che a renderla felice sarà il matrimonio o la perdita di qualche chilo, e il suo capo le manda delle mail in cui elogia le sue tette. «Eppure il film è piacevole proprio perché mostra quanto il nostro contesto culturale sia in continua evoluzione. È ingenuo ma cinico, gioiosamente disordinato, adorabilmente stupido», ha scritto. «È una sorta di celebrazione del fallimento e dell’essere un po’ una merda». Lo aveva detto Hugh Grant alla Bbc ricordando Bridget, qualche tempo fa.

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