La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
Il bot che genera immagini inspirational senza senso
Se avete contatti su Facebook dediti alla condivisione di pensierini che mirano a ispirare, frasi spesso sovrapposte a immagini di albe o tramonti, o comunque fotografie stock di paesaggi o persone, saprete anche che si tratta di contenuti social che negli ultimi anni – complice l’avvicinamento di una fascia d’età più “adulta” ai social network – hanno conosciuto una grande fortuna. Inspirobot si inserisce, con intenti parodistici, in questo filone, generando finte citazioni esistenzialiste e poster “motivational” con parole alla rinfusa. Sul suo sito, il generatore si definisce «un’intelligenza artificiale dedicata a generare un numero illimitato di citazioni motivanti per l’infinito arricchimento dell’insensata esistenza umana».
Di seguito, alcuni dei risultati che abbiamo ottenuto provando Inspirobot. Si passa da machismi contornati da cigni a imperscrutabili tazze di caffè, e da pessimismi cosmici su fondali marini al più puro nonsense anatomico. Buon divertimento.





La chiusura dell'app di generazione di video tramite AI è una notizia improvvisa ma non così imprevista: i problemi legali erano molti e grossi, tutti relativi al diritto d'autore.
In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.