Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno
Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, e ingannare il cosiddetto orologio biologico.
La maggior parte del mondo considera il ciclo mestruale una routine biologica con una durata media di 28 giorni (ma è considerato normale anche tra 21 e 35 giorni) e tre fasi principali: follicolare, ovulatoria e luteinica. Nei laboratori di Pechino, però, c’è chi lo vede come un problema da risolvere. Hongmei Wang, una delle ricercatrici di punta del State Key Laboratory of Stem Cell and Reproductive Biology, sta cercando di farlo. La sua missione infatti è quella di trovare il modo di ridurre il ciclo mestruale delle donne a sole tre o quattro volte all’anno. Oltre al leggero sollievo economico, dato il costo degli assorbenti, è un ragionamento comprensibile se si pensa che la Cina sta affrontando una crisi delle nascite senza precedenti e che ipotizza il dimezzamento della popolazione entro la fine del secolo.
Il laboratorio in cui lavora la dottoressa Wang, che durante gli anni della politica del figlio unico era ironicamente conosciuto come il Laboratorio di Pianificazione Familiare, oggi vuole trovare un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile. L’idea della biologa si basa su un calcolo matematico semplicissimo (nella teoria), ovvero le donne a differenza degli uomini che producono milioni di spermatozoi a ciclo continuo, nascono con un numero fisso e limitato di circa 400 ovociti funzionali, destinati a esaurirsi progressivamente dalla pubertà fino alla menopausa. Quindi ridurre il numero di mestruazioni all’anno a tre o quattro significa, in sintesi, congelare la scorta di ovociti. Se si ovula meno volte, la riserva ovarica dura più a lungo. Però bloccando l’ovulazione per preservare gli ovociti si rischia infatti di inibire anche la produzione di estrogeni, fondamentali per la salute ossea, cardiovascolare e cerebrale.
Mentre la dottoressa Wang si logora la vista al microscopio per manipolare le cellule e ingannare l’orologio biologico, il popolo di TikTok ha generato, proprio negli ultimi mesi, una bizzarra e virale tendenza a tema “ciclo mestruale”. Tutto è iniziato nel mese di giugno quando migliaia di utenti hanno condiviso video-testimonianze con un unico, allarmante comune denominatore: “Qualcun’altr* ha il ciclo in totale ritardo o completamente saltato questo mese?”, seguito da #missingperiod e anche #lateperiod o anche #juneperiod. In pochissime ore, le sezioni dei commenti si sono trasformate in un metoo generale in cui una marea di persone hanno confermato di aver riscontrato anomalie nello stesso identico periodo, di non aver avuto il ciclo mestruale o addirittura di averlo avuto due volte nello stesso mese. Davanti a una coincidenza globale di queste proporzioni, la community ha deciso di bypassare i consultori medici, i ginecologi e pure i test di gravidanza per cercare una risposta decisamente più suggestiva, ovvero la colpa di questo blocco ormonale globale è stata ufficialmente attribuita al CERN di Ginevra, l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare e al suo Large Hadron Collider (LHC), uno dei più grandi e potenti accelleratori di particelle.
Secondo le teorie infatti gli scienziati avrebbero avviato un test ed eseguito procedure di spegnimento e riaccensione di un acceleratore di particelle proprio nelle settimane precedenti. Questa attività nucleare avrebbe, sempre secondo le tendenze, sprigionato “frequenze quantistiche occulte”, alterato il campo geomagnetico terrestre o creato micro-fratture nel tessuto dello spaziotempo. E chi poteva mai pagare le conseguenze di questo scontro ravvicinato tra protoni a cento metri di profondità nel sottosuolo svizzero? Ovviamente, l’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio delle persone sparse per il pianeta. Mentre la biologa Hongmei Wang ci ricorda che modificare i ritmi della fertilità richiede una folle precisione e una profonda conoscenza cellulare, il web preferisce affidarsi alla fantascienza.