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12:57 mercoledì 8 aprile 2026
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.

Peter Jackson ha restaurato così tanti filmati dei Beatles che sono diventati una serie tv di 6 ore

18 Giugno 2021

Doveva fare un semplice film, e invece ne è venuta fuori una serie di sei ore. Chi poteva essere se non Peter Jackson, campione supremo di pellicole lunghissime? Suoi sono tutti i film del Signore degli anelli e Lo Hobbit. Disney+ gli aveva commissionato un film sui Beatles a partire dai filmati di Michael Lindsay-Hogg, che aveva ripreso le loro prove del gennaio 1969, mentre si preparavano a ritornare sul palcoscenico per la prima volta dopo due anni e a comporre le 14 nuove canzoni di Let It Be. Data di uscita in sala già annunciata, doveva essere ad agosto, quando quelli di Disney hanno deciso di non tagliare le 60 ore che Peter Jackson era riuscito a ricavare lavorando per tre anni sui filmati, «l’unico in 50 anni ad avere avuto accesso agli archivi privati del gruppo».

La serie uscirà il 25 novembre, consiste di tre episodi disponibili sulla piattaforma streaming e si intitola The Beatles Get Back. La Disney l’ha descritta così: «riprese del gruppo mentre lavora nello studio, con John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr mentre creano dal nulla le loro canzoni più classiche, mentre ridono, chiacchierano e suonano direttamente davanti alla cinepresa». Una chicca della serie che piacerà tanto ai fan è l’ultima performance live dei Beatles come gruppo, cioè il famoso concerto sul tetto del Savile Row di Londra, che per la prima volta verrà mostrato integralmente. Deadline ha riportato che secondo Peter Jackson Get Back sarà una serie speciale: «I filmati di Lindsay-Hogg catturano trame multiple: la storia di amici e di individui; la storia delle fragilità umane e di un’unione divina», aggiunge, «è un racconto dettagliato del processo creativo, si vedono comporre canzoni iconiche mentre sono sotto pressione, il tutto contestualizzato nel clima sociale dell’inizio ’69. Ma non è nostalgia: è crudo, onesto, e umano. Dopo 6 ore, potrete conoscere i Beatles con un’intimità che mai avreste creduto possibile».

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