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18:25 giovedì 12 febbraio 2026
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Il Partito Liberale Democratico di Sanae Takaichi ha preso così tanti voti che non ha abbastanza deputati per occupare tutti i seggi vinti, quindi ne ha dovuti “regalare” un po’ agli altri partiti La vittoria è stata così larga che a un certo punto si sono accorti che non avevano più deputati da mandare alla Camera.
Alla Tate Modern di Londra sta per aprire la più grande mostra mai dedicata a Tracey Emin Concepita in stretta collaborazione con l’artista, A Second Life ripercorre 40 di carriera e riunisce più di 90 opere, alcune mai esposte prima.
C’è una nuova piattaforma streaming su cui vedere centinaia di classici, legalmente, gratuitamente e senza pubblicità Si chiama WikiFlix e riunisce più di 4000 lungometraggi, cartoni animati e cortometraggi, sia famosissimi che sconosciuti.
Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.

Perché la barba non è ben vista durante un’epidemia

31 Marzo 2020

«Nei primi anni del Ventesimo secolo, New York City era alle prese con un’isteria da tubercolosi», scrive Michael Waters su Vox. Nonostante l’epidemia di Tbc in America appartenesse a un periodo di poco precedente, la prima metà dell’800, l’ascesa della teoria dei germi di Pasteur del 1878 che dimostrò per la prima volta il suo alto tasso di contagio, portò le persone a temere che il batterio fosse ancora in circolazione. Così che i newyorkesi iniziarono a chiedere che agli studenti delle scuole pubbliche venisse misurata la febbre ogni mattina, la Biblioteca di New York chiese al dipartimento sanitario di sterilizzare tutti i libri da poco restituiti, e gli americani in generale iniziarono una vera e propria guerra alla barba e ai baffi.

Come racconta Vox, William H. Park, medico del New York Board of Health, vietò agli uomini barbuti di lavorare direttamente con le scorte di latte, annunciando nel 1901 che «se il casaro è barbuto potrebbe infettarci tutti». Secondo Park, la ragione era chiara: «La barba, in particolare se umida, può diventare un portatore di germi ideale, e su un uomo con scarse abitudini igieniche potrebbe diventare letale, per lui e per gli altri». L’editoriale del 1902 intitolato “Radi la barba infestata da microbi” che ipotizzava che i medici con la barba fossero dannosi per i loro pazienti, poi, fu solo l’inizio. Le paure anti-barba tornarono infatti durante l’influenza spagnola del 1918, tanto che secondo le ricerche storiche del Museum of Health Care quasi nessuno in America continuò a tenere la propria barba per tutto il periodo.

Ovviamente, l’idea che i baffi intrappolino i germi e quindi la malattia non ha basi concrete: «Non vi è alcuna differenza tra uomini barbuti e non barbuti», ha dichiarato Carrie Kovarik, professoressa associata di dermatologia e medicina all’Università della Pennsylvania. Anzi, nell’approfondire il fenomeno, l’esperta avrebbe scoperto che le persone con la barba potrebbero in realtà trasportare meno germi rispetto alle loro controparti rasate, «perché il “micro-trauma” che la rasatura infligge alla pelle apre lo spazio ai batteri per riunirsi». Eppure, numerose isterie anti-barba sono riemerse proprio in questo periodo, durante la pandemia di Coronavirus. Non è un caso che il Daily Mail abbia titolato “barba e baffi potrebbero farti prendere il Coronavirus più facilmente?”, tanto che il vecchio tema della barba come capro espiatorio in tempi di epidemia virale sia tornato con forza. «Naturalmente queste idee contro la barba sono sbagliate», ha spiegato Christopher Oldstone Moore, professore di storia alla Wright State University, «ma l’idea che le barbe siano sporche e piene di germi è ormai un pensiero troppo radicato per riuscire a eliminarlo per sempre».

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