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22:56 domenica 12 aprile 2026
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Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela

Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.

26 Febbraio 2026

In una lettera datata 20 febbraio, l’avvocato di Maduro, Barry Pollack, ha sostenuto che il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti sta «interferendo con la capacità del signor Maduro di avvalersi di un avvocato» e con il suo diritto, sancito dal Sesto Emendamento, di scegliere il proprio difensore. Il problema principale sarebbero le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump al governo del Venezuela. L’ufficio che di queste sanzioni si occupa è l’OFAC (Office of Foreign Assets Control) e il 9 gennaio avrebbe concesso al legale di Maduro la possibilità di emettere la fattura al e ricevere i pagamenti dal governo venezuelano. Tre ore dopo, però, la licenza sarebbe stata modificata in una maniera tale che ha reso impossibile per Pollack riscuotere ciò che gli era dovuto per le sue prestazioni professionali.

La licenza modificata non autorizza più Pollack a ricevere soldi dal governo venezuelano, ora guidato da Delcy Rodríguez, vicepresidente al tempo dell’amministrazione Maduro. L’avvocato sostiene che, nonostante le richieste – piuttosto frequenti e insistenti, immaginiamo – da lui presentate al Dipartimento del Tesoro, l’agenzia non abbia ancora ripristinato la licenza originale né ne abbia fornita una aggiornata in modo tale da permettergli la suddetta riscossione. Pollack ha chiesto l’intervento del giudice federale Alvin K. Hellerstein, che sta supervisionando il caso. Come scrive El Pàis, nelle ultime settimane nell’ambito degli accordi petroliferi che Washington sta supervisionando a Caracas, l‘OFAC ha concesso licenze a società e privati cittadini statunitensi per effettuare transazioni con istituzioni venezuelane, senza però revocare il regime di sanzioni imposto al Paese sudamericano dal 2019, e Pollack  avrebbe richiesto per sé proprio questa esenzione. Ma i fondi per le spese legali di Maduro non sono bloccati per caso. Secondo il New York Times, c’è la possiblità che il governo degli Stati Uniti nutra il sospetto che Maduro disponga di altri mezzi economici per pagare il suo avvocato, mezzi legittimi e accessibili. In tal caso, il Dipartimento di Giustizia potrebbe chiedergli di fornire prove che non dispone di altri beni mobili o immobili e che quindi ha bisogno che il governo del Venezuela copra le spese per la sua difesa.

Maduro e la moglie Flores dovrebbero comparire nuovamente davanti alle autorità federali il 26 marzo, a seguito del rinvio dell’udienza del 17 marzo per «motivi logistici e problemi di organizzazione», come concordato dall’accusa e dagli avvocati della difesa.

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