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21:42 mercoledì 3 giugno 2026
L’ultima moda tra i miliardari è comprarsi lo scheletro di un dinosauro Vengono battuti per milioni di dollari dalle più prestigiose case d'asta del mondo e acquistati da miliardari che si sono un po' stufati delle "normali" opere d'arte.
Sempre più giovani si dedicano al solomaxxing, cioè rimanere single perché per trovare un partner servono troppo tempo e troppi soldi Essere single non per scelta sentimentale o filosofica, ma perché le relazioni hanno un costo che il reddito medio non copre più.
Per festeggiare il centesimo compleanno il brand islandese 66°North si è inventato una delle campagne più riuscite degli ultimi anni Cento persone, nate ognuna in uno degli anni trascorsi dal 1926 a oggi, fotografate con addosso i loro vecchi capi 66°North, quelli a cui sono più affezionati.
Nelle praterie della Mongolia è stata costruita una galleria d’arte che sembra un’astronave precipitata sulla Terra Si chiama Praire Ark, l'ha disegnata lo studio architettonico cinese Büro Ziyu Zhuang ispirandosi alla saga di Alien di Ridley Scott.
Un tizio ha trovato per caso una demo unica di Is This It degli Strokes che la band aveva registrato e poi buttato È una prima versione dell'album, prodotta da Gil Norton, che Casablancas e compagni bocciarono e cestinarono. E che ora è miracolosamente riapparsa.
Secondo una ricerca scientifica gli uffici open space fanno male al cervello, fanno stancare di più e lavorare peggio A quanto pare ci voleva una ricerca per capire che rumore continuo, confusione incessante e assenza di spazio personale non fanno bene al cervello.
La pregiatissima collezione di vini di Stalin verrà venduta per finanziare l’apertura di una scuola di enologia in Georgia Al suo interno sono conservate più di 40 mila bottiglie, in parte prese dalle cantine degli zar e in parte scelte personalmente da Stalin.
Il prossimo film di Alice Rohrwacher sarà un adattamento del Barone rampante di Italo Calvino La regista non ha fatto in tempo a finire le riprese di Three Incestuous Sisters che è già arrivato l'annuncio del suo prossimo progetto.

Nella colonna sonora di Avatar 2 c’è una nuova canzone di The Weeknd

05 Dicembre 2022

A quanto pare, tra i motivi per andare a vedere Avatar: The Way of Water ci sarà anche la colonna sonora. In queste ore abbiamo scoperto che una delle canzoni della soundtrack del film di James Cameron, attesissimo sequel di un primo capitolo risalente ormai al 2009, l’ha composta The Weeknd. A farcelo scoprire è stato lo stesso The Weeknd, che sui suoi profili social ha pubblicato un brevissimo video che mostra il logo del film e la data di uscita del 16 dicembre (in Italia arriverà con due giorni di anticipo, il 14), accompagnato da cori e percussioni che ricordano la grandiosa colonna sonora del film precedente, firmata James Horner. A ufficializzare la collaborazione con The Weeknd ci ha pensato l’account Twitter ufficiale del film, ha ritwittato il post e cominciato a seguire The Weeknd sul social. Il produttore Jon Landau, poi, ha seguito l’esempio, pubblicando una foto in cui lo si vede assieme a The Weeknd con la didascalia: «Come dicono i Na’vi, “Zola’u nìprrte’ soaiane Avatar“… Benvenuto nella famiglia di Avatar».

https://www.instagram.com/p/ClwO4ekpRur/

https://www.instagram.com/p/ClwTDsQO_bg/

Al momento, come riporta Variety, non è chiaro quanta parte della colonna sonora del nuovo Avatar sia opera di The Weeknd. Forse è anche per risolvere questo mistero che tantissime persone hanno già dichiarato l’intenzione di andare a vedere Avatar non appena uscirà al cinema: stando alle più recenti stime, il film incasserà almeno 150 milioni di dollari solo nel primo weekend di programmazione e solo negli Stati Uniti. Calcoli più ottimistici dicono che l’incasso del primo fine settimana potrebbe essere addirittura superiore: dai 175 milioni di dollari in su. Cifre tanto alte quanto necessarie a rendere questo sequel un’operazione commercialmente riuscita: stando a quanto dichiarato dallo stesso Cameron, perché Avatar sia un successo dovrà diventare «il terzo o quarto maggior incasso della storia del cinema. Questo è l’obiettivo. Questo è il break event point». D’altronde, le cifre non posso che essere così alte: questo secondo Avatar è in lavorazione praticamente dal giorno successivo all’uscita del primo Avatar, e se ci sono voluti più di dieci anni per realizzarlo è perché Cameron ha bucato tutte le scadenze fissate e rifissate in attesa dell’invenzione della tecnologia che gli permettesse di portare sullo schermo esattamente quello che aveva in testa. Un’attesa che, pare, si sia tradotta in un budget da 250 milioni di dollari.

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Personaggio al momento molto misterioso, di cui sappiamo solo che è una fetta di pizza, che indossa occhiali da sole e che è «estremamente cool».