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Il Partito Comunista Francese ha aperto la sua sede parigina gratuitamente a tutti coloro che non hanno l’aria condizionata a casa «La sede del PCF a Parigi apre le sue porte a tutte e tutti coloro che soffrono il caldo», ha detto Fabien Roussel, segretario nazionale del PCF.
Futuro Nazionale di Roberto Vannacci ha aperto una sede a Firenze, ma siccome su internet la stanno recensendo come fosse una kebabberia, per Google adesso è una kebabberia Ha già quasi trecento recensioni, tra chi consiglia «la salsa alla remigrazione» e chi commenta: «In Generale un buon kebab», con la G maiuscola.
Nel Regno Unito si sono accorti che 9 bestseller su 10 hanno una cosa in comune: una donna che viene uccisa da un uomo Per la precisione, l'84 per cento dei libri più acquistati racconta una storia che comprende una donna che viene uccisa da un uomo.
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.

Nella colonna sonora di Avatar 2 c’è una nuova canzone di The Weeknd

05 Dicembre 2022

A quanto pare, tra i motivi per andare a vedere Avatar: The Way of Water ci sarà anche la colonna sonora. In queste ore abbiamo scoperto che una delle canzoni della soundtrack del film di James Cameron, attesissimo sequel di un primo capitolo risalente ormai al 2009, l’ha composta The Weeknd. A farcelo scoprire è stato lo stesso The Weeknd, che sui suoi profili social ha pubblicato un brevissimo video che mostra il logo del film e la data di uscita del 16 dicembre (in Italia arriverà con due giorni di anticipo, il 14), accompagnato da cori e percussioni che ricordano la grandiosa colonna sonora del film precedente, firmata James Horner. A ufficializzare la collaborazione con The Weeknd ci ha pensato l’account Twitter ufficiale del film, ha ritwittato il post e cominciato a seguire The Weeknd sul social. Il produttore Jon Landau, poi, ha seguito l’esempio, pubblicando una foto in cui lo si vede assieme a The Weeknd con la didascalia: «Come dicono i Na’vi, “Zola’u nìprrte’ soaiane Avatar“… Benvenuto nella famiglia di Avatar».

https://www.instagram.com/p/ClwO4ekpRur/

https://www.instagram.com/p/ClwTDsQO_bg/

Al momento, come riporta Variety, non è chiaro quanta parte della colonna sonora del nuovo Avatar sia opera di The Weeknd. Forse è anche per risolvere questo mistero che tantissime persone hanno già dichiarato l’intenzione di andare a vedere Avatar non appena uscirà al cinema: stando alle più recenti stime, il film incasserà almeno 150 milioni di dollari solo nel primo weekend di programmazione e solo negli Stati Uniti. Calcoli più ottimistici dicono che l’incasso del primo fine settimana potrebbe essere addirittura superiore: dai 175 milioni di dollari in su. Cifre tanto alte quanto necessarie a rendere questo sequel un’operazione commercialmente riuscita: stando a quanto dichiarato dallo stesso Cameron, perché Avatar sia un successo dovrà diventare «il terzo o quarto maggior incasso della storia del cinema. Questo è l’obiettivo. Questo è il break event point». D’altronde, le cifre non posso che essere così alte: questo secondo Avatar è in lavorazione praticamente dal giorno successivo all’uscita del primo Avatar, e se ci sono voluti più di dieci anni per realizzarlo è perché Cameron ha bucato tutte le scadenze fissate e rifissate in attesa dell’invenzione della tecnologia che gli permettesse di portare sullo schermo esattamente quello che aveva in testa. Un’attesa che, pare, si sia tradotta in un budget da 250 milioni di dollari.

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