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Gli asini non sono affatto stupidi e se hanno questa reputazione è per colpa del classismo

Diverse ricerche hanno ormai stabilito che sono intelligenti quanto i cavalli, la loro cattiva fama ha a che vedere con l'associazione alle classi sociali più umili.

01 Luglio 2025

Gli asini non sono animali testardi e poco brillanti: a provarlo sono una serie esaustiva di test scientifici riportati su Science che li hanno messi a confronto con i “cugini” cavalli, scoprendo che per capacità di apprendimento, intelligenza spaziale e memoria le due specie hanno caratteristiche molto simili. Anzi, i muli, la versione ibridata delle due razze, in media hanno un’intelligenza ancora superiore, beneficiando dei punti di forza di entrambe le specie.

Ma allora perché gli asini hanno fama si essere “duri di comprendonio”, irascibili e non particolarmente brillanti? Secondo un lungo articolo di El País che mette assieme diversi degli ultimi studi in merito, gli asini sono stati fraintesi per millenni per due motivi. Il primo ha a che fare con le loro origini: non sono una razza autoctona europea, bensì una variante originaria dell’Africa e pian piano addomesticata. L’antenato dei moderni asini viveva in un habitat roccioso, arido e con scarsità di acqua e cibo. A differenza dei cavalli dunque, sviluppatisi in un contesto ricco di acqua, erba e risorse, l’indole dell’asino deve necessariamente essere più combattiva. L’asino punta gli zoccoli, raglia e reagisce con impeto quando si sente minacciato perché il suo istinto è portato a proteggere il proprio territorio e l’accesso alle risorse scarse, soprattutto l’acqua. 

Il secondo motivo di questa fama poco lusinghiera è la secolare associazione alle classi sociali più umili in Europa e Asia. Forti, robusti e con una elevate soglia di sopportazione del dolore, per secoli gli asini hanno aiutato i contadini nei campi e i pastori nei pascoli, mentre i cavalli combattevano con i nobili in guerra o si pavoneggiavano assieme a loro negli eventi di corte. L’associazione con le classi sociali più umili e la supposta inferiorità intellettuale delle stesse sono rimaste appiccicate addosso anche ai somari. Una questione di classismo, insomma.

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