Hype ↓
15:36 venerdì 27 febbraio 2026
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.
Non si è capito se è stato Morgan a non voler duettare con Chiello o Chiello a non voler duettare con Morgan nella serata delle cover di Sanremo Morgan ha detto che è stato lui a decidere di non esibirsi con Chiello, Chiello ha detto che la scelta di fare da solo è tutta sua.
I prezzi dei club di Berlino sono aumentati così tanto che è stato necessario inventarsi il termine technoinflazione Tutto è partito dal Berghain, ovviamente, che negli ultimi tre anni ha aumentato il costo del biglietto del 20 per cento. E tutti gli altri hanno seguito.
Nanni Moretti ha annunciato che voterà No al referendum sulla giustizia con una storia Instagram molto morettiana «Al referendum voto no cari saluti» ha annunciato sul social, in una storia che secondo tanti è un rimando anche a Caro diario.
L’avvocato di Maduro si è lamentato del fatto che Maduro non lo sta pagando per colpa delle sanzioni statunitensi al Venezuela Quando ha accettato di difendere in tribunale i coniugi Maduro, l'avvocato Barry Pollack non immaginava che avrebbe dovuto farlo gratis.
Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.
Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.

Quando un artista diventa vecchio?

Che senso ha leggere oggi Invecchiare come problema per artisti, da poco pubblicato da Adelphi, tratto da una conferenza di Gottfried Benn del 1954.

12 Dicembre 2021

Adelphi ha da poco pubblicato un libro che mi ha messo in crisi. Invecchiare come problema per artisti, tratto da una conferenza di Gottfried Benn del 1954. Quando me ne parla un amico, un artista che rientra nella mia fascia d’età, e cioè quella che sta per valicare i quarant’anni, obietto sull’attualità di qualcosa scritto quasi settant’anni fa, scritto per capirci mentre il mondo celebra Jackson Pollock e il sistema dell’arte scopre il white cube. Quindi che cosa può insegnarci oggi, nell’epoca degli Instagram show e degli Nft, un libretto di 60 pagine che arriva da così lontano? Benn lo evidenzia già nelle prime battute, mentre si chiede «in quali anni abbia inizio, a rigore, il processo di invecchiamento». Detto in maniera più esplicita: quando un artista diventa vecchio?

Appena afferro la profondità di questa domanda passo in rassegna alcuni capisaldi della storia dell’arte, e penso non soltanto alla vita di Pollock ma anche a quelle di Pablo Picasso, Marchel Duchamp, Salvador Dalì, Tiziano, Andy Warhol, Michelangelo e molti altri. Mentre Picasso muore – siamo nel 1973 – Warhol ha già fatto della Brillo Box (1964) un successo planetario. Mi fa specie ammetterlo, dato che mi sono laureato proprio in questa materia e la studio da tutta la vita, eppure quando penso a Picasso penso a un uomo morto prematuramente, a un artista evaporato in seguito all’ultima pennellata stesa sul suo capolavoro, “Guernica”, nel 1937.

Il problema che Benn solleva non si limita all’invecchiare di un uomo e della sua opera, bensì scava più a fondo, fra le ombre di queste tombe vuote, e di conseguenza raggiunge una forma di verità capace di denunciare, seppur in maniera pacata, che la storia dell’arte, quella redatta nei manuali, è una saga di vincitori, un’epopea di gesti infallibili, di prove di forza, di conquiste muscolari. Crescita, sviluppo, progresso: in quest’idea evolutiva e tassonomica dell’arte dev’esserci un errore. Un vizio determinato dalla verticalità, dalla gerarchia.

E infatti Benn, noto per le sue poesie, evita di dare risposte nitide. Anzi, sfuma il tema della vecchiaia con quelli dell’insicurezza, del rinnovarsi e del ripetersi, della conoscenza di sé, concludendo che «alla fine della vita si aprono allo spirito rassegnato pensieri fino allora impensabili, sono come demoni beati che si posano splendenti sulle cime del passato». Mentre leggo e rileggo questa frase avverto un’improvvisa voglia di invecchiare, di raggiungere questa condizione privilegiata, l’attimo che si apre verso l’infinto. Perciò il punto sta proprio qui: invecchiare è un problema per gli artisti dal momento che non è determinato da una questione organica, come il decadimento fisico, o da una questione aritmetica come l’età. Si può essere vecchi già a trent’anni, tipo Pollock, che si trova imprigionato in una tecnica e in ruolo che interpreta stancamente; oppure si può essere come Michelangelo, che alla soglia dei novant’anni realizza qualcosa di magico, di inspiegabile persino oggi: “La pietà Rondanini”, lavorata fino a tre giorni prima della morte, avvenuta il 18 febbraio del 1564. Benn ne parla quando paragona la vecchiaia a una resa dei conti, a uno spietato confronto fra sé e ciò che si è combinato nella vita.

«Alla fine della vita si aprono allo spirito rassegnato pensieri fino allora impensabili, sono come demoni beati che si posano splendenti sulle cime del passato»

Per cercare di intuirlo passo 40 minuti proprio davanti alla Pietà Rondanini. Il nuovo allestimento al Castello Sforzesco di Milano pone la scultura al centro di una stanza ampia e abbastanza sobria. Raramente ho trascorso così tanti minuti davanti a una sola opera, 40 per l’appunto, durante i quali cedo al suo enigma, un enigma che gli storici dell’arte hanno tentato di definire in mille modi, spesso didascalici. E io, mentre ammiro i corpi avviluppati del Cristo e della Madonna, ci giro intorno, mi siedo, li fotografo e ne approfondisco la storia, mi chiedo come si possa spiegare un’onda di marmo che sembra sfuggire a ogni coniugazione temporale. Ma soprattutto mi chiedo se sia giusto spiegarla. André Malaraux, citato da Benn nella sua conferenza, scrive a tal proposito: «l’incarnazione più alta di un artista si fonda in pari misura sul rinnegamento dei suoi maestri e sull’annientamento di tutto ciò che lui stesso era stato un tempo».

Questo senso di distruzione impresso sul marmo della “Pietà Rondanini” coincide con uno slancio di vitalità insostenibile. Basti guardare dentro al volto di Cristo, che è concavo, mangiato dallo scalpello, un volto da cui emerge un calcolo oscuro e paradossale, e cioè che l’ordinario sommarsi degli anni non sempre equivale alla vecchiaia. Dunque, giunto alle ultime pagine del libro, mi resta una curiosità: quanti anni aveva davvero il Michelangelo della “Pietà Rondanini”? Dieci, venti, novanta o quattrocentocinquantasette? Benn risponde a modo suo, nelle battute finali, sostenendo che il conflitto col mondo non si risolve mai tramite la rassegnazione; al contrario, «la durezza è il dono più grande per l’artista, durezza contro se stessi e contro la propria opera».

Articoli Suggeriti
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix

Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.

Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano

A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.

Leggi anche ↓
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix

Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.

Alla prossima Biennale d’Arte di Venezia non ci sarà neanche un artista italiano

A parte quella scelta per rappresentare il nostro Paese nel Padiglione Italia, Chiara Camoni.

Dopo essere stato snobbato agli Oscar, Park Chan-wook si è consolato con la nomina a presidente della giuria del Festival di Cannes

Il regista torna, stavolta con un ruolo "istituzionale", al Festival che lo ha fatto conoscere a tutto il mondo: fu qui che nel 2004 presentò Oldboy.

Se a un certo punto smettiamo di interessarci alla musica nuova la colpa è del nostro cervello ma anche dell’industria musicale

Le ricerche dicono che il gusto musicale si congela intorno ai 33 anni. Ma dietro c'è un fenomeno più profondo, che riguarda il modo in cui il cervello codifica i ricordi, la costruzione dell'identità e un'industria che monetizza la nostalgia.

Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron

L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.

Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda

Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.