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La nuova campagna di Valentino è un omaggio al ’68, ma non a quel ’68 La campagna pre-fall 2026 (con protagonista il cantante Sombr) è ispirata a un anno molto particolare e sorprendente della lunga storia del brand.
Il nuovo Presidente ungherese Péter Magyar ha detto che se Netanyahu metterà piede nel suo Paese lo farà arrestare e consegnare alla Corte Penale Internazionale Magyar annulla così la decisione dal suo predecessore Viktor Orbán, che si era sempre rifiutato di eseguire il mandato d'arresto che la Corte Penale Internazionale che pende su Netanyahu.
Più di 200 scrittori francesi hanno abbandonato la casa editrice Grasset per protestare contro le posizioni destrorse del suo proprietario, il miliardario Vincent Bolloré Gli scrittori, 230 per la precisione, hanno anche annunciato che faranno causa all'editore per riprendersi i diritti di tutti i loro libri già pubblicati.
Per combattere la denatalità, in Giappone hanno iniziato a elargire bonus alle persone che si iscrivono alle dating app Tra i casi più recenti c'è quello della prefettura di Kochi, che rimborsa l'abbonamento alle app di incontri per tutti gli utenti residenti nel suo territorio.
In una recente battaglia tra esercito ucraino e russo, per la prima volta nella storia della guerra un battaglione di soli robot ha conquistato una postazione nemica Una squadra di robot di terra e un drone ucraini sono bastati a vincere una battaglia contro i russi nella regione di Kharkiv.
Madonna si è persa il vestito che indossava al Coachella e ha offerto una ricompensa a chi lo ritroverà Su Instagram ha detto che chiunque la aiuterà a ritrovarlo riceverà una ricompensa. Il cui ammontare, però, non è stato ancora specificato.
Sono stati ritrovati i Piss Poems di Sufjan Stevens, il blocchetto in cui da giovane il cantautore scriveva una poesia ogni volta che gli scappava la pipì A lungo si è pensato non esistessero affatto o fossero andati perduti. Ora un ex collega universitario di Stevens ha rivelato di averli conservati per anni.
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Christo e la più grande protesta politica del mondo dell’arte

26 Gennaio 2017

Il New York Times l’ha definita «la più grande protesta del mondo dell’arte» contro Trump. Salvo poi aggiungere: «La più grande finora». Christo, il celebre artista bulgaro noto tra le altre cose per il Ponte galleggiante sul lago d’Iseo e per l’impacchettamento del Reichstag, ha cancellato uno suo progetto negli Stati Uniti in polemica con il neo-presidente. Si tratta di Over the river, un’installazione cui l’artista stava lavorando da decenni, e inizialmente concepita insieme alla moglie Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009: un drappeggio sospeso sopra il fiume Arkansas e lungo 42 miglia.

L’installazione però non ci sarà, almeno non nei prossimi anni, perché avrebbe dovuto essere realizzata su un terreno di proprietà del governo federale degli Stati Uniti, e dunque riconducibile a Donald Trump, con cui Christo non vuole avere nulla a che fare: «Uso il mio denaro e il mio lavoro perché voglio essere libero. Qui il padrone di casa è il governo americano, la terra è sua. Non posso andare avanti con un lavoro che porterebbe benefici a questo padrone di casa», ha dichiarato.

"Over the River" Christo

In realtà il progetto è fermo da decenni perché bloccato dalle autorità locali del Colorado (uno degli Stati dove scorre l’Arkansas), che hanno portato l’autore in tribunale sostenendo che danneggerebbe l’ecosistema del fiume. L’artista ha detto però di avere deciso di non realizzare l’opera anche se dovesse vincere la causa. Il New York Times sostiene che, se fosse stata realizzata, l’installazione avrebbe potuto «attirare migliaia di turisti» come già avvenuto con The Gates, il progetto di Christo a Central Park. Il quotidiano newyorchese nota anche che l’artista aveva già investito 15 milioni di tasca propria per realizzarlo, dettaglio che fa della sua cancellazione «la protesta più visibile, oltre che costosa, da parte del mondo dell’altre contro questa amministrazione».

Non si tratta di un caso isolato: la scorsa settimana Richard Prince – il fotografo e pittore noto tra le altre cose per il progetto New Portraits di cui si è molto parlato per la questione del copyright di immagini prese d Instagram – ha restituito alla famiglia Trump i 36 mila dollari ricevuti per un ritratto di Ivanka, la più famosa tra i figli del presidente, che ha ricoperto un ruolo di primo piano nella campagna elettorale. L’opera, commissionata, è comunque già stata realizzata ed è nelle mani di Ivanka, anche se Prince ha preso le distanze con un tweet.

Nell’immagine: Christo con Jean-Claude presentano il progetto The River nel 2007 (Eric Estrade/Afp/Getty Images); quadri con il progetto The River esposti a Washington (Getty Images)
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