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Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.
Era dal 2013 che non si verificava un incidente ferroviario grave come quello in Andalusia Al momento sono 39 le vittime e 150 i feriti accertati nell'incidente, numeri che, purtroppo, quasi sicuramente saliranno.
Si è scoperto che a difendere la Groenlandia in caso di un attacco americano dovrebbe essere un viceammiraglio americano Doug Perry, 58 anni, veterano della navigazione sottomarina, è l'uomo che i Paesi membri della Nato hanno scelto per proteggere l'Artico.
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.

Christo e la più grande protesta politica del mondo dell’arte

26 Gennaio 2017

Il New York Times l’ha definita «la più grande protesta del mondo dell’arte» contro Trump. Salvo poi aggiungere: «La più grande finora». Christo, il celebre artista bulgaro noto tra le altre cose per il Ponte galleggiante sul lago d’Iseo e per l’impacchettamento del Reichstag, ha cancellato uno suo progetto negli Stati Uniti in polemica con il neo-presidente. Si tratta di Over the river, un’installazione cui l’artista stava lavorando da decenni, e inizialmente concepita insieme alla moglie Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009: un drappeggio sospeso sopra il fiume Arkansas e lungo 42 miglia.

L’installazione però non ci sarà, almeno non nei prossimi anni, perché avrebbe dovuto essere realizzata su un terreno di proprietà del governo federale degli Stati Uniti, e dunque riconducibile a Donald Trump, con cui Christo non vuole avere nulla a che fare: «Uso il mio denaro e il mio lavoro perché voglio essere libero. Qui il padrone di casa è il governo americano, la terra è sua. Non posso andare avanti con un lavoro che porterebbe benefici a questo padrone di casa», ha dichiarato.

"Over the River" Christo

In realtà il progetto è fermo da decenni perché bloccato dalle autorità locali del Colorado (uno degli Stati dove scorre l’Arkansas), che hanno portato l’autore in tribunale sostenendo che danneggerebbe l’ecosistema del fiume. L’artista ha detto però di avere deciso di non realizzare l’opera anche se dovesse vincere la causa. Il New York Times sostiene che, se fosse stata realizzata, l’installazione avrebbe potuto «attirare migliaia di turisti» come già avvenuto con The Gates, il progetto di Christo a Central Park. Il quotidiano newyorchese nota anche che l’artista aveva già investito 15 milioni di tasca propria per realizzarlo, dettaglio che fa della sua cancellazione «la protesta più visibile, oltre che costosa, da parte del mondo dell’altre contro questa amministrazione».

Non si tratta di un caso isolato: la scorsa settimana Richard Prince – il fotografo e pittore noto tra le altre cose per il progetto New Portraits di cui si è molto parlato per la questione del copyright di immagini prese d Instagram – ha restituito alla famiglia Trump i 36 mila dollari ricevuti per un ritratto di Ivanka, la più famosa tra i figli del presidente, che ha ricoperto un ruolo di primo piano nella campagna elettorale. L’opera, commissionata, è comunque già stata realizzata ed è nelle mani di Ivanka, anche se Prince ha preso le distanze con un tweet.

Nell’immagine: Christo con Jean-Claude presentano il progetto The River nel 2007 (Eric Estrade/Afp/Getty Images); quadri con il progetto The River esposti a Washington (Getty Images)
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Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.

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