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Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.

Costruire e ricostruire

Vincenzo Latina e Francisco Mangado, ospiti di MADE Expo, confrontano la loro visione del progetto, tra architettura sociale e recupero dei beni culturali.

13 Marzo 2017

«L’unica aspirazione dell’architettura è diventare buona archeologia» dice a un certo punto il professor Vincenzo Latina durante la sua lectio magistralis organizzata da Archmarathon Selections in occasione dell’ottava edizione di MADE expo, la fiera biennale che si è svolta a Rho dall’8 all’11 marzo. Quello di Latina è il primo dei due interventi con cui Archmarathon, concorso internazionale di architettura che ha debuttato nel 2014, ha scelto di celebrare la sua terza edizione, premiando i quattordici nuovi progetti che passeranno direttamente all’Archmarathon 2018, la cui finale si terrà a Milano, città che punta a diventare sempre più polo aggregatore di tutto ciò che è legato alla costruzione, dal design all’edilizia.

Subito dopo l’architetto Italiano vincitore nel 2015 del premio assegnato dal Cnapcc (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), è toccato allo spagnolo Francisco Mangado, vincitore del Berlin Art Prize 2017 per l’architettura: entrambi si sono interrogati sul ruolo dell’architetto e sul significato di progettare e costruire oggi, offrendo due prospettive in qualche modo complementari.

Vincenzo Latina, professore di Composizione architettonica e urbanistica all’Università di Catania, autore del Padiglione di accesso agli scavi dell’Artemision di Siracusa e vincitore del concorso per la riconversione delle due gru monumentali che si stagliano nel porto di Palermo, è conosciuto per i suoi interventi sul costruito storico, che si concentrano in particolare sul territorio siciliano. Progettista colto, racconta di come l’attenzione alla trasformazione urbana e al dialogo compositivo tra gli elementi architettonici, vecchi e nuovi, sia sempre il motore primo per costruire – e lasciare così in eredità alle generazioni future – la buona archeologia di cui sopra. È un lavoro di integrazione costante e rigoroso, che coinvolge tanto la salvaguardia dei beni culturali quanto la rifunzionalizzazione di tutti quegli edifici e simulacri spesso inutilizzati, proprio come le gru del porto di Palermo, di cui l’Italia è disseminata: la qualità del progetto è innanzitutto nell’idea stessa che è alla base della “ri”costruzione, che non deve mai, secondo Latina, sovrapporsi alla natura di ciò che già esiste ma piuttosto ampliarne il senso originario e adattarlo alla contemporaneità. Impresa di certo non facile, come le molte polemiche legate agli interventi architettonici sui monumenti dimostrano (si pensi ad esempio al concorso per la copertura dell’Arena di Verona, cui lo studio di Latina ha partecipato classificandosi secondo dietro lo studio berlinese tanto vituperato da Vittorio Sgarbi).

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Francisco Mangado ha invece insistito sulla funzione sociale del costruire: «Viviamo in un periodo storico in cui l’oggetto architettonico sembra essere più importante dei suoi contenuti (…) Il mondo dell’edonismo architettonico crea una falsa bellezza, superficiale, nella quale qualsiasi cosa vale», ha detto in apertura del suo intervento. Il suo approccio punta sempre alla dissoluzione del nuovo nell’ambiente circostante e all’armonia dell’interazione degli elementi e della loro funzione specifica. Tra le opere di Mangado ricordiamo le sistemazioni di Plaza de Carlos II e di Plaza de los Fueros a Estella, una clinica a Iturrama, il capannone di stoccaggio Marco Real a Olite, il teatro di Estella, ottenuto dalla conversione di un’antica chiesa, vari complessi residenziali a Mendillorri e dintorni, il centro culturale di Olite, il golf club di Zuasti, il centro sanitario San Juan e l’auditorium, entrambi a Pamplona.

Nato a Navarra nel 1957, Mangado è stato Guest Professor ad Harvard e Eero Saarinen Visiting Professor a Yale. Dal 1982 è docente presso la Scuola di Architettura di Pamplona. Per aver ideato il Padiglione della Spagna all’Expo di Saragozza del 2008, nel 2009 ha ricevuto il premio García Mercadal e il Premio Nazionale di Architettura del Consiglio Nazionale della Spagna delle Associazioni degli architetti, mentre nel 2011 e nel 2012 ha ricevuto il prestigioso International Architecture Award rispettivamente per il Centro congressi di Avila e l’Auditorium comunale di Teulada (Spagna). La sostenibilità architettonica e ambientale è alla base dei suoi progetti così come la predilezione per i materiali naturali, in particolare per il legno. Conclude Mangado: «L’obiettivo dell’architettura dev’essere innanzitutto sociale: trasformare la realtà in un senso utile per il maggior numero di persone possibile e non essere un mero esercizio estetico o un’immagine».

Nelle immagini: il Museo archeologico di  Álava, Vitoria-Gasteiz (progetto di Francisco Mangado) e il padiglione del Museo Artemision a Siracusa (Vincenzo Latina).
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