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01:25 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Tutti gli aldilà del mondo

In L’altro mondo. Storia illustrata dell’aldilà, Guillaume Duprat riunisce i luoghi immaginati dalle civiltà umane di ogni tempo per la vita dopo la morte.

12 Gennaio 2017

Dallo sviluppo del pensiero magico in poi, quando la coscienza dell’essere umano ancora galleggiava a fatica nel mare dell’istinto, i popoli hanno sempre cercato di immaginarsi e di codificare una vita dopo la morte: una narrazione che riuscisse a riempire quella vertigine insondabile e insensata. Immaginare una vita dopo la morte implicava però immaginare anche un luogo in cui le anime potessero abitare, un’organizzazione spaziale che riflettesse alla perfezione la credenza della cultura che l’aveva prodotta. fig-1Di riflesso, l’aldilà riempiva di senso e scopo la vita sulla terra, facendo di questa un banco di prova per quello che sarebbe venuto dopo. Il regno dei morti si popola così di oggetti ed esseri del mondo visibile, di stanze, cammini, sentieri, formule magiche ed esami che l’anima avrebbe dovuto superare per accedere al suo riposo eterno. L’oltretomba inizia ad occupare un preciso luogo (spesso a ovest, associato al tramonto del sole) e svolge una precisa funzione nell’economia cosmografica dell’intero universo. Il regno dei morti diventa dunque un riflesso del regno dei vivi: i suoi abitanti sviluppano un ruolo di mutua dipendenza con quelli che rimangono sulla Terra.

Guillaume Duprat riunisce in L’altro mondo. Storia illustrata dell’aldilà (Ippocampo edizioni) i disegni e le spiegazioni di questi aldilà immaginifici, la testimonianza senza tempo del tenero desiderio umano di conoscere l’inconoscibile. I primi a inventare una “tanato-topografia” sono stati gli egizi, ponendo prima le anime dei faraoni tra le stelle e poi le altre nelle profondità della terra, come affermano le molte versioni del Libro egiziano dei morti. La bibbia ebraica, col suo Sheol semisferico, rievoca le descrizioni dell’aldilà mesopotamico retto dal dio Marduk, che sarà l’archetipo per le successive visioni cristiane e islamiche. Prima di Dante e dei suoi tre regni infatti, i cristiani avevano avuto diverse concezioni spaziali di come fosse l’oltretomba: la resurrezione del Cristo è il modello escatologico da seguire ma, per esempio, l’aldilà descritto da Gregorio di Nissa riprende il modello sferico greco e il suo Ade sotterraneo, mentre quello del nestoriano Cosma si ispira a un’interpretazione letterale dei testi sacri, proponendo un universo a forma di tabernacolo.

fig-3Oltre che alle grandi religioni storiche Duprat si spinge a disegnare gli universi delle tradizioni autoctone, come la Foresta degli spiriti congolese, i Mondi paralleli della Guyana o i 99 cieli dei Buriati, in Mongolia, in cui si mescolano elementi dello sciamanesimo e del buddhismo tibetano. Le cosmologie delle tradizioni autoctone e sciamaniche sono permeabili: solo quando entrano in contatto con le grandi religioni inseriscono nella loro visione l’idea di un paradiso, o di un inferno. L’evolversi della raffigurazione di ciò che succede dopo la morte è la rappresentazione stessa di come l’uomo guarda sé stesso, i suoi limiti e il mondo che abita.

Nel testo, in ordine: I tre regni di Dante esposti nella Divina Commedia; il Moksha dei Purana induisti; la macchina per riciclare le anime, una credenza in uso in Ciad; il mondo dei morti della tribù canadese degli Ojibwa, la Terra dei fantasmi; i cieli Buriati che mescolano sciamanesimo e buddhismo mongolo tibetano; l’ascensione di Maometto.
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