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03:13 mercoledì 7 ottobre 2026
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

Siamo tutti Aggretsuko

Dal 27 agosto è disponibile su Netflix la terza stagione della serie comedy con protagonista la rabbiosa panda, nata dalla casa produttrice di Hello Kitty.

09 Settembre 2020

Retsuko è una venticinquenne che lavora nel reparto contabilità di un’azienda di Tokyo, ha le sembianze  di un panda minore ed è quella che tutti definirebbero una brava ragazza (se fosse una ragazza e non un panda, certo): dipendente seria, figlia affidabile, amica piuttosto inquadrata. «Conto fino a dieci e sarò un’impiegata perfetta», si ripete spesso mentre naviga con evidente difficoltà la quotidianità dell’ufficio dove lavora da cinque anni e dove il capo, Ton, è un maiale sovrappeso che odia i computer, è circondato da lacchè e non ha grande stima delle donne. Aggretsuko, accrocchio che sta per “aggressive Retsuko”, è comparsa per la prima volta in una serie di cortometraggi animati di Fanworks trasmessi dalla rete televisiva giapponese TBS tra l’aprile 2016 e l’aprile 2018, quando ha debuttato su Netflix come “ONA”, e cioè un anime originale per la rete. È il nuovo personaggio della Sanrio, la stessa casa produttrice di Hello Kitty, che dopo l’uovo depresso Gudetama, lanciato nel 2014, si avventura con ancora più decisione nel territorio incerto delle nuove generazioni, kawaii sì come l’indecifrabile gattina, ma anche parecchio incasinate.

Retsuko è una Millennial per un soffio, ma sembra aver ereditato le peggiori inclinazioni dei suoi coetanei: è indecisa e titubante, non riesce a decidere se la vita che ha scelto (o che gli altri hanno scelto per lei) la rende felice o la spingerà al suicidio e cova segretamente ma con metodo la sua frustrazione, al punto da lasciarsene sopraffare nelle situazioni più disparate, come quando viene intervistata per caso a Shibuya e si lascia andare in un’invettiva in diretta tv contro il capufficio Ton. Il suo sfogo preferito è però un altro, un hobby che tiene meticolosamente nascosto ad amici e parenti: la stanzetta di un karaoke vicino al lavoro, dove si rifugia a cantare death metal con l’approvazione silenziosa dell’inserviente babbuino, che ogni giorno le consegna le chiavi delle sue ore di libertà. Quando Retusko canta le sue canzoni metal, in fronte le compare la parola “retsu”, che è già parte del suo nome e che significa qualcosa a metà strada tra la rabbia e l’impetuosità. Nella prima stagione, le vicende della piccola e riottosa panda si concentravano sul suo rapporto di nemesi con il capufficio Ton, che si rivelerà essere tanto disgustoso in certe situazioni quanto saggiamente schietto in altre – una lezione per i Millennial lagnosi, forse, perché si può imparare qualcosa anche da chi non ci piace. Al suo fianco, c’è uno zoo di animali-colleghi: la caustica volpe Fenneko, la dolce iena Haida, innamorata di Retsuko, la mucca chiacchierona Kabae, infine le due superdonne dell’ufficio – che incarnano la tipologia femminile che Ton più odia, quelle che hanno successo – e cioè la direttrice del marketing Gori, una gorilla quarantenne che s’è stancata di essere single, e l’uccello serpentario Washimi, chicchissima divorziata che fa la segretaria del presidente e tira dei gran calci rotanti quando s’arrabbia.

Nella seconda stagione, invece, il tema principale sono l’amore e il significato di indipendenza per una giovane donna, tra appuntamenti al buio organizzati da una madre asfissiante e tentativi di lasciarsi alle spalle la triste vita dell’ufficio con il matrimonio, con grande orrore di Gori e Washimi, femmine liberate che ricoprono il ruolo di mentori della sciagurata protagonista. Retsuko, d’altronde, oscilla perennemente tra la rabbia cieca e la depressione e, soprattutto, non sa mai niente: non sa se il lavoro che fa è quello giusto per lei, se gli uomini che incontra potrebbero davvero renderla felice, se il matrimonio è qualcosa che desidera davvero o se è una scorciatoia per scappare dagli ingranaggi di uno stile di vita che, in cinque anni, è passato da essere il sogno tanto agognato in gioventù a una condanna senza scampo. Quando canta se la prende con la società, con il capo, con la madre, pure con il fidanzato intelligente e ricco che a un certo punto incontra mentre frequenta la scuola guida, il cavallo Tadano, guru del tech convinto della necessità dell’automazione totale del lavoro. «Ma se nessuno lavora più, io cosa faccio?» chiede lei, che va bene riformare la società ma fino a un certo punto, non toglietemi la rabbia e il matrimonio. La terza stagione inizia dopo la crisi con Tadano e affronta sin da subito un’altra spinosa questione: i soldi e la capacità di accumularli, investirli, sperperarli. Le puntate di Aggretsuko si consumano in frettissima, perché durano in media 14 minuti, e grazie allo strumento dell’anime riescono a veicolare con una semplicità mai banale, diretta e perciò liberatoria, argomenti che altrimenti ci costerebbero tutta la fastidiosa introspezione di cui siamo capaci come generazione. Retsuko si fa mille domande – Chi sono? Cosa voglio? Cosa mi rende felice? – a un certo punto si ritroverà invischiata in un gruppo di idol, come potevano mancare, e mentre avanza, spaventata e confusa, verso i 30, troverà il modo di guardare alla sua rabbia metal con occhi diversi. Anche se ad abbandonarla non ci pensa neanche un secondo, sennò che Millennial sarebbe.

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