Se avete la carnagione molto chiara o siete amanti di videogiochi, potrebbe essere la grande occasione per esordire al cinema.
È uscito il primo trailer di After the Hunt, il prossimo film di Luca Guadagnino
Protagonisti Julia Roberts, Andrew Garfield e Ayo Edebiri. Esce il 16 ottobre, data per la quale Guadagnino ovviamente avrà girato almeno altri due film.
La carriera di Luca Guadagnino ormai potrebbe essere descritta così: non fa in tempo a uscire il primo trailer del suo nuovo film che già si sta parlando della sceneggiatura di quello successivo. È più o meno esattamente quello che è successo con After the Hunt e Artificial: del primo è appena uscito il primo trailer, ma viste le voci circolate nelle scorse settimane sono già tutti a chiedersi come sarà il secondo, il biopic di Sam Altman, dall’infanzia a OpenAI, forse girato in Italia o forse no (a giudicare dalle comparse che sta cercando Guadagnino, però, si direbbe proprio di sì).
«After the Hunt è un appassionante thriller psicologico che racconta la storia di una professoressa universitaria (Julia Roberts) che si ritrova a una svolta nella sua vita personale e professionale quando una studentessa eccellente (Ayo Edebiri) lancia una grave accusa nei confronti di un suo collega (Andrew Garfield) e rischia di far riemergere un oscuro segreto seppellito nel suo passato», questo si legge nella sinossi ufficiale del film. Il trio di protagonisti è notevolissimo ma di pari livello sono i comprimari: Michael Stuhlbarg e Chloë Sevigny, su tutti, e poi Lio Mehiel e Thaddea Graham.
Scritto da Nora Garrett, prodotto da Amazon MGM Studios, il film uscirà negli Stati Uniti il 10 ottobre e il 16 nelle sale italiane. Come al solito, la distribuzione italiana si è premurata di aggiungere un sottotitolo che è una traduzione del titolo: da noi il film uscirà come After the Hunt – Dopo la caccia.
Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
Lo scrittore ha recentemente ribadito che «non è dell'umore giusto» per scrivere il finale, gettando nello sconforto chi da anni lo attende. Ma il tormentato rapporto con la sua opera più famosa dice molto su cosa significhi oggi essere uno scrittore di successo.