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15:15 lunedì 13 luglio 2026
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, e ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso durante l’ondata di calore di giugno Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.

La tregua tra Stati Uniti e Iran è saltata perché in un mese di trattative sullo Stretto di Hormuz non si è fatto praticamente nessun passo avanti

A ufficializzare la fine della tregua, le solite parole di Trump, che ha definito i vertici iraniani «gente malata».

08 Luglio 2026

Il memorandum d’intesa firmato il 17 giugno tra Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, quello che aveva formalmente interrotto i combattimenti tra forze armate americane e iraniane, è ora tecnicamente in vigore ma sostanzialmente svuotato. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato oggi (mercoledì 8 luglio) che le azioni americane, tra cui la revoca della licenza di vendita del petrolio iraniano e i nuovi attacchi militari, hanno reso parti dell’accordo «inefficaci». Come scrive Reuters, Teheran ha anche avvertito i Paesi della regione che ospitano basi e personale militare americano di non permettere che il loro territorio venga usato per nuovi attacchi contro l’Iran. Un membro della Marina dei Guardiani della Rivoluzione è stato ucciso mercoledì mattina in uno scontro con uno sciame di droni americani. Le Guardie Rivoluzionarie hanno lanciato missili e droni contro obiettivi americani in Bahrain e Kuwait. Trump, parlando ai giornalisti a margine del vertice NATO di Ankara, in Turchia, ha detto che non vuole più «avere niente a che fare con gli iraniani, sono gente malata». Ha anche ordinato al Segretario al Tesoro Scott Bessent di tagliare tutti gli scambi commerciali con la Spagna, che ha chiamato «causa persa e partner terribile nella NATO». La Spagna, ha risposto Madrid, tratta i commenti come «il solito Trump».

Il meccanismo che produce gli scambi di missili è sempre lo stesso. Tehran ha ripetutamente dichiarato che solo le sue rotte approvate attraverso lo Stretto sono sicure, ed è sospettata di attaccare le navi che usano la rotta alternativa che passa vicino alla costa dell’Oman. La notte tra lunedì e martedì, l’Iran ha colpito tre navi commerciali nelle acque territoriali dell’Oman vicino allo Stretto di Hormuz, tra cui la petroliera qatariota Al Rekayyat, carica di gas naturale liquefatto, e la cisterna saudita Wedyan. Gli Stati Uniti hanno poi lanciato attacchi contro sistemi di difesa aerea, sistemi di sorveglianza costiera, missili terra-aria e siti di lancio per missili antinave e droni. Anche le strutture portuali iraniane sono state prese di mira. L’ultimo round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran si era tenuto a Doha, dove i negoziatori dei due Paesi avevano trascorso giorni a discutere di traffico marittimo nello Stretto di Hormuz e di sblocco dei fondi iraniani congelati, ma non c’erano stati segnali di progressi verso una pace duratura. Il portavoce del ministero aveva parlato di «avanzamenti positivi» sui temi legati al memorandum e di costruzione sui risultati del summit svizzero. Trump aveva detto che i due litiganti stavano facendo progressi su possibili limiti al programma nucleare iraniano, la ragione principale, ha sempre sostenuto, per cui era sceso in guerra al fianco di Israele a febbraio. Ma le fonti a conoscenza dei dettagli dei colloqui hanno detto che il programma nucleare non era stato affatto discusso a Doha: i negoziati erano di natura tecnica. Vance ha detto ai giornalisti che la questione nucleare «verrà affrontata in seguito».

Il nodo che sta facendo saltare tutto è lo stesso da settimane: l’Iran vuole controllare le rotte di transito nello Stretto di Hormuz e far pagare tariffe di passaggio, gli Stati Uniti e gli stati arabi del Golfo dicono che non lo accetteranno mai. Il memorandum prevedeva transito libero per 60 giorni in attesa di un accordo finale e i 60 giorni stanno per scadere senza che si sia giunti a un accordo finale. Ogni nave che usa una rotta non approvata da Teheran viene attaccata, ogni attacco genera una risposta americana, ogni risposta americana porta nuovi lanci iraniani verso le basi americane in Bahrain e Kuwait. Trump, nel frattempo, ha anche detto ai giornalisti di non essere «soddisfatto della NATO», riferendosi alla questione della Groenlandia, che secondo il Presidente americano dovrebbe essere americana. Intanto lo Stretto di Hormuz è tornato a bruciare e la pace sembra più lontana che mai.

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C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron

Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.