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Una prima, piccola rispolverata al New Yorker

16 Settembre 2013

È dal primo gennaio 1925, giorno d’uscita del suo primo numero, che il New Yorker, settimanale di cultura e attualità, ha cominciato a fare scuola con i suoi racconti, i “profili” diventati un classico del giornalismo e un’ammirevole cura per la grafica, l’arte, la fotografia e l’illustrazione. Non è di certo l’unica rivista ad avvalersi di font originali e “proprie” ma è di sicuro l’unica ad aver reso l’aspetto tipografico una parte consistente dell’anima della testata, creando di fatto un brand che unisce uno stile unico a un umorismo rappresentativo a un’organizzazione grafica inconfondibile.

Ma tutte le cose sono destinate e cambiare, e così anche il New Yorker: lo storico font “Irvin”, creato da Rea Irvin, primo grafico del giornale, subirà infatti qualche variazione a partire dal numero in uscita questa settimana. Le modifiche mireranno a recuperare parte del suo aspetto originale mantenendolo nel contempo moderno e attuale.

Nel video seguente il direttore creativo del magazine Wyatt Mitchell spiega come lui e il suo team di 30 grafici e tipografi hanno lavorato per trasformare il font Irvin e  “Goings on About Town”, nota sezione di recensioni di film, spettacoli, appuntamenti: una sorta d’agenda per il newyorchese perfetto. Un restyling “parziale” che è solo prima parte di un progetto che mira a trasformare la rivista più ammirata e delicata del mondo, con la scommessa di riuscire a migliorarla. Da un primo, fugace sguardo alle nuove pagine, sembra che Mitchell e i suoi siano nella direzione giusta.

 

 

(A proposito di restyling e news design, può interessarvi l’intervista a Francesco Franchi, art director di IL)


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