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03:52 venerdì 20 marzo 2026
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.
Gli impallinati di alieni sono convinti che gli Usa stiano per dire che gli alieni esistono perché il governo ha registrato il dominio aliens.gov Tutti quelli che non sono impallinati di alieni, invece, dicono che è solo un altro tentativo di Trump di distrarre l'opinione pubblica dagli Epstein Files.
Qualcuno si è inventato un traduttore che traduce qualsiasi cosa dici nella ridicola lingua tipica di LinkedIn Si chiama Kagi Translate e vi insegnerà come trasformare qualsiasi cosa vi succede sul lavoro in un «nuovo emozionante capitolo!».
Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.
Per i 25 anni della saga si terrà un rave party a tema Signore degli Anelli in cui il dj sarà Elijah Wood, cioè Frodo Baggins Insieme all’attore Zach Cowie, suo partner nel duo Wooden Wisdom, Wood guiderà un «rave in pieno stile Terra di Mezzo» il prossimo 31 maggio.
Zendaya sarà la protagonista di tutti i film più attesi del 2026 Sette film in un anno, uno più atteso dell'altro: si inizia con The Drama l'1 aprile e si finisce a dicembre con Dune 3.
Tulsi Gabbard, la Direttrice dell’Intelligence Usa, ha detto che non c’è nessuna prova che l’Iran stesse costruendo una bomba atomica Contraddicendo apertamente Trump, che il 4 marzo aveva detto che «se non avessimo attaccato entro due settimane, avrebbero avuto l'atomica».
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.

Cities / Design, la copertina di Studio

Un'indagine urbana sulla qualità della vita, la sostenibilità, i sindaci e il loro network globale. E poi il design: un incontro coi fratelli Mendini nel loro atelier, e un saggio di Jonathan Olivares sul design utile.

07 Aprile 2014

La faccia che vedete sulla copertina del nuovo numero di Studio (in edicola e su ipad dal 5 aprile) è quella di Alessandro Mendini, il maestro che da sessant’anni sdrammatizza e “prende in giro” il buon design italiano. Siamo andati a trovarlo nel suo atelier di Milano, del quale ci ha aperto le porte e che ha per noi documentato il fotografo Stefano Galuzzi, per incontrarlo insieme a suo fratello e socio in affari Francesco, e fare il punto con loro su una carriera incredibile e su come è cambiato il design italiano, un vanto nazionale ieri ma anche oggi (a maggior ragione in questi periodo di disperato bisogno di promozione del cosiddetto Made in Italy in giro per il mondo). Ne è nata una lunga chiacchierata fra i fratelli Mendini e Michele Masneri (che nel pezzo li definisce i Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti del nostro design), con dentro aneddoti, riflessioni e molti spunti sul futuro.

Il ritratto dei Mendini è in realtà solo una parte di una storia di copertina dedicata all’everyday life, alla nostra vita di tutti i giorni, e che abbiamo deciso di declinare seguendo due direttrici parallele: quella del design e della sua evoluzione quotidiana, e quella delle città, i teatri per eccellenza di tutte le piccole e grandi trasformazioni di cui siamo testimoni tutti i giorni.
La parte dedicata al design è completata da un saggio di Jonathan Olivares, americano, designer industriale che non disdegna la teoria, intitolato “Note a margine per il futuro del design”. È uno scritto importante quello di Olivares, che affronta un tema apparentemente accessorio ma in realtà centrale per il futuro del nostro vivere quotidiano: il ruolo del design utile, e  quello conseguente del designer, in un mondo che tende alla smaterializzazione.

La parte dedicata alle città, che apre il numero, è composta da tre pezzi. In quello principale il direttore di Studio Federico Sarica compila un’indagine sul ruolo crescente delle città e di conseguenza dei sindaci; un giro di pareri illustri che parte da due dati di fatto: la dimensione crescente delle città – due abitanti in più al secondo – e il formarsi di un network globale di sindaci, ovvero i politici coi più grandi indici di gradimento in assoluto in questi tempi di antipolitica e ingovernabilità. Ne parliamo, fra gli altri, con Benjamin Barber, il professore americano che sul tema ha scritto un libro fondamentale: What if mayors ruled the world.
Si prosegue poi con un viaggio di Cesare Alemanni a Vienna. Perché Vienna? Perché incrociando le più autorevoli classifiche sulla qualità della vita nelle città, la capitale austriaca risulta la numero uno. Ne è uscito un ritratto sorprendente, quello di una città alla continua ricerca del proprio miglioramento. Da leggere e, perché no, da prendere ad esempio.
La sezione sulle città si chiude con un pezzo di Davide Piacenza che parte da un quesito che, a proposito di città, si pongono in molti: di cosa parliamo esattamente quando parliamo di smart city? Anche qui, risposte controintuitive, leggeteci per scoprirle.

Tante altre cose nel numero che troverete dal 5 aprile, ve le raccontiamo nelle prossime ore. Buona lettura.

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