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07:50 venerdì 9 gennaio 2026
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

La rima più usata nella musica pop, da Shakespeare a Bob Dylan (passando per Justin Bieber)

04 Marzo 2014

C’è una serie di rime che mette in comune artisti piuttosto diversi tra loro: i Beatles, Kanye West, i Rolling Stones, Justin Bieber e Prince. L’avrete sentita di sicuro, visto che è la rima più diffusa e di successo della musica pop, secondo i calcoli fatti daSlate sulla base dei dati di Billboard dal 1960 al 2013. La rima in questione è quella “Do / You”, che può essere trovata in  ”Love Me Do” e molti altri classici beatlesiani ma anche in molte altre hit degli ultimi cinquant’anni; la coppia è seguita a distanza dall’abbinata ”Me / Be”.

Il motivo della loro diffusione è semplice: le parole brevi ed elementari sono più utilizzabili, specie se hanno significato “personale” (You, Me). Non è un caso che tra le 100 paia di termini più usati ce ne sia solo uno lungo più di una sillaba: “Forever / Together”.

Il predominio di “me” e “you” non è però un prodotto del pop e della sua presunta mancanza di fantasia: studiando i 154 sonetti di William Shakespeare si scopre infatti che la rima più diffusa è la stessa, “Me / Thee” (“Thee” è la variante aulica e antica di “You”). “You” è ovviamente la parola perfetta per cantare l’amore, si parli di un componimento del Bardo o dell’ultima hit di Kanye West e una certa ripetitività è quasi inevitabile, seppure spesso ricercata (vedi il caso di Bieber e del suo abuso di rime del genere). C’è però un’eccezione di rilievo: i Queen, che hanno usato la rima “Do / You” solo una volta in 15 album, componendo un repertorio molto vario in cui le rime più diffuse e classiche non compaiono mai più di cinque volte.

Slate ha anche realizzato due grafici interattivi per giocare con i dati esaminati, li trovate qui.

Immagini: fotomontaggio (via); due grafici da Slate


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