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15:49 martedì 10 marzo 2026
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
Il bilocale che fu la prima casa di Pasolini a Roma è diventato un museo e si può visitare L'appartamento fu acquistato nel 2024 dal produttore Pietro Valsecchi, che lo ha poi donato al Ministero della Cultura.
Diecimila scrittori hanno pubblicato un libro vuoto per protestare contro le aziende che “rubano” le loro opere per addestrare le AI Si intitola Don't steal this book e tra i firmatari ci sono anche Kazuo Ishiguro e Mick Herron, l'autore di Slow Horses.
Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.

Che rapporto c’è tra legalizzazione dei matrimoni gay e quella della marijuana?

03 Gennaio 2015


Negli ultimi dieci anni il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso si è molto diffuso negli Stati Uniti: nel 2004 il Massachusetts è diventato il primo Stato a riconoscere il diritto di sposarsi per le coppie gay, mentre oggi sono ben 25 gli Stati che riconoscono lo stesso diritto. In un lasso di tempo simile si è diffusa anche la legalizzazione della marijuana (solo per uso terapeutico, oppure anche per scopo ricreativo): i primi Stati a legalizzare l’utilizzo medico della cannabis sono stati California e Oregon, già alla fine degli anni Novanta, ma la tendenza ha subìto un’accelerazione nell’ultimo decennio. Nel 2012 infatti il Massachusetts è diventato il diciottesimo Stato a legalizzare la cannabis terapeutica, mentre lo stesso anno lo Stato di Washington e il Colorado sono stati i primi a legalizzare l’uso della marijuana a scopo puramente ricreativo.

Dunque, esiste una correlazione tra queste due fenomeni? Se l’è chiesto Philip Bump sul Washington Post. Che ha realizzato questo grafico, che mostra come da un lato la stragrande maggioranza degli Stati che hanno legalizzato il consumo di cannabis consentano i matrimoni gay, mentre dall’altro esistono molti Stati che consentono i matrimoni gay ma non il consumo di marijuana.

Ha approfondito la questione German Lopez su Vox.com. Che ha fatto notare come il grafico del Washington Post non faccia distinzione tra legalizzazione dell’uso terapeutico e l’uso ricreativo di cannabis. Per capire quali Stati consentono sia l’utilizzo non-medico della marijuana sia i matrimoni gay — insomma «in quali Stati è legale fumarsi una canna a un matrimonio gay?» — il grafico sarebbe come quello qui sotto.

Tutti gli Stati che consentono il consumo di cannabis per piacere,  riconoscono anche le nozze tra persone dello stesso. Ma, ovviamente, non il contrario.

Entrambe questioni riguardano concetti come la libertà individuale e i diritti civili, nota il giornalista, allora perché le nozze gay sono così più diffuse? Fabio Rojas, sociologo dell’Università dell’Indiana, prova a fornire una risposta: dal punto di vista del pubblico americano «legalizzare le nozze gay significa permettere a delle persone di fare la cosa giusta, mentre quando si tratta di droghe o alcol significa permettere alle persone di fare la cosa sbagliata».

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