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C’è un sito in cui si possono leggere e scaricare quasi un migliaio di fanzine punk italiane degli anni ’80 Si chiama FanziNet e lo cura Paolo Palmacci, che da anni si dedica a questo progetto di recupero della memoria underground italiana.
Jonathan Ross, l’agente dell’ICE che ha ucciso Renee Good, è diventato milionario grazie alle raccolte fondi in suo favore I militanti Maga hanno raccolto la cospicua cifra convinti che Ross non abbia fatto nulla di male e che la sua vittima fosse una terrorista.
Dopo che la Francia ha rifiutato di unirsi al Board of Peace per Gaza, Trump ha iniziato a tormentare pubblicamente Macron Dalle minacce di dazi sullo champagne alla diffusione di messaggi privati, Trump sta "punendo" Macron per la decisione di non partecipare al suo progetto di ricostruzione di Gaza.
Per entrare nel Board of Peace per Gaza istituito da Trump bisogna pagare un miliardo di dollari Tutti soldi che verranno investiti nella ricostruzione della Striscia, ha giurato l'amministrazione americana.
Julian Barnes ha annunciato che il suo prossimo libro, Partenze, sarà anche l’ultimo Il romanzo uscirà il 20 gennaio anche in Italia per Einaudi. Dopo questo non ce ne saranno altri, come confermato dallo stesso scrittore.
È morto Valentino Garavani «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari», si legge nella nota stampa della fondazione Valentino.
Il regime iraniano avrebbe intenzione di “scollegare” definitivamente il Paese da internet e farsi la sua Rete nazionale Il modello sarebbe l'internet della Corea del Nord e sistemi simili sperimentati in Russia e Cina: chiusi, inaccessibili, efficacissimi strumenti di censura.
Britney Spears si è chiesta «da dove ca**o salta fuori» la mela di Pistoletto in Stazione Centrale a Milano L'ha scritto sotto la foto di uno sconosciuto che, senza alcun apparente motivo, Britney ha voluto postare sul suo profilo Instagram.

L’antico Egitto non era poi così antico

04 Settembre 2013

Contrordine, l’antico Egitto non era poi così antico. O, meglio, era molto meno antico di quanto non si pensasse.

È giunta a questa conclusione una squadra di ricercatori, capitanata dall’archeologo Mike Dee dell’Università di Oxford, che si sono presi la briga di datare con criteri radiometrici (insomma, col metodo del carbonio14) gli artefatti più antichi della civiltà egiziana. Stiamo parlando dell’Egitto pre-dinastico, antecedente all’avvento dei faraoni: un periodo storico che non ha lasciato una cronologia scritta, ma ricco di produzione di artefatti e di trasformazione sociale, e considerato molto importante perché, in breve, rappresenta una delle prime (seppure non la prima) esperienze umane di organizzazione sociale su vasta scala e di urbanizzazione.

Fino a poco tempo fa si pensava che la civiltà egizia pre-dinastica fosse sorta già nel 4 000 a.C. I dati raccolti dai ricercatori di Oxford invece dimostrano che la data va spostata avanti di 400 anni, al 3600 a.C. Dee e la sua squadra hanno pubblicato i risultati delle loro ricerche in un paper apparso oggi sul giornale accademico Proceedings of the Royal Society: il testo completo è liberamente consultabile a questo indirizzo.

Quello che rende “rilevante” la notizia è che, alla luce di questa nuova scoperta, sappiamo anche che il periodo trascorso tra “gli albori della civiltà egiziana” e “l’Egitto dei faraoni” è molto più breve di quanto non si pensasse.

Gli studiosi sono piuttosto concordi sul fatto che il primo faraone d’Egitto ha regnato intorno al 3100 a.C. Se, come dimostrano i dati radiometrici di cui sopra, la civilizzazione pre-dinastica è iniziata appena 500 anni prima, questo significa che il passo da una civiltà elementare a un regno complesso è assai più breve di quanto non si pensasse.

(via)

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