Esteri ↓
15:49 lunedì 12 gennaio 2026
Il regime iraniano ha inventato un nuovo strumento di censura pur di impedire ai manifestanti di accedere a internet con Starlink Secondo gli esperti di cybersecurity, un simile livello di oscuramento delle comunicazioni, e di internet in particolare, ha pochissimi precedenti nella storia.
Lo “Zanardi equestre” di Andrea Pazienza è diventato un caso giudiziario perché era stato buttato nell’immondizia e adesso non si sa a chi appartenga Da una parte c'è l'uomo che lo ha recuperato dalla discarica e restaurato, dall'altra il Comune che l'opera l'ha pagata.
La maggior parte dei visti per artisti e scienziati stranieri negli Stati Uniti sta andando a influencer e onlyfanser Più della metà dei visti riservati alle «persone che eccellono nel campo delle arti» va a a persone che di mestiere creano "contenuti" per i social.
L’unico film corto mai realizzato da Béla Tarr si può vedere gratuitamente online Si chiama Prologue, fa parte di Visions of Europe, un film collettivo del 2004 composto da 25 cortometraggi, e dura poco più di 5 minuti.
Per impedire ai manifestanti di organizzare altre proteste, il regime iraniano ha spento completamente internet in tutto il Paese Tra giovedì 8 e venerdì 9 gennaio, il traffico internet in Iran si è azzerato. Letteralmente. Il regime spera così di rendere più difficile l'organizzazione di nuove proteste.
X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.

Il disastro delle divise dell’esercito americano

16 Ottobre 2013

L’ultima divisa in dotazione ai soldati dello U.S. Army si chiama UCF (acronimo di Universal Camouflage Pattern) e in origine fu un’idea dei Marines. Come spiega The Daily, «i marine scelsero uno dei colori di riferimento – conosciuto come marrone coyote – per conto loro». Siccome all’epoca, nel 2004, l’esercito aveva un problema con le divise utilizzate sul campo – che portava i soldati a non mimetizzarsi opportunamente nell’ambiente in cui operavano – decise di adottare l’UCF. E fu una scelta che non migliorò troppo la situazione, sembra.

L’impiego della riconoscibile divisa dal pattern formato da pixel grigi e verdi costò al governo federale 5 miliardi di dollari. Eppure, a nemmeno dieci anni di distanza, oggi i soldati criticano l’uniforme «perché salta agli occhi quasi in ogni contesto in cui è indossata» e sottolineano gli ovvi rischi derivanti dal suo utilizzo nei teatri di guerra.

Secondo un osservatore dell’esercito americano con due esperienze in Iraq alle spalle, «essenzialmente, l’esercito ha disegnato un’uniforme universale che ha fallito universalmente in ogni ambiente». Attualmente ricercatori dell’esercito e tecnici dei tessuti sono al lavoro per cercare una divisa più efficace dell’attuale, che per il momento è stata sostituita da «un rimpiazzo di un amalgama verdastro chiamato MultiCam». The Daily Beast riporta che il nuovo design militare dovrebbe costare altri 4 miliardi di dollari al governo di Washington.

(via)

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