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20:40 martedì 3 febbraio 2026
Mehdi Mahmoudian, lo sceneggiatore candidato all’Oscar per Un semplice incidente, è stato arrestato in Iran per aver firmato una lettera contro l’Ayatollah Assieme a lui sono stati arrestati altri due firmatari: al momento non si hanno notizie di nessuno dei tre.
È uscita la prima campagna di Dario Vitale per Versace, che è anche l’ultima A firmare le immagini sono Steven Meisel, la fotografa messicana Tania Franco Klein e l'artista Frank Lebon. L'ispirazione, abbastanza evidente, è Richard Avedon.
Su YouTube è disponibile gratuitamente Forma e sostanza, un bellissimo documentario che racconta tutta la storia dei CSI Tutto merito del regista Cristiano Lucidi, che il film lo ha ideato, narrato, montato e anche caricato sul suo canale YouTube.
Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistatore chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.

Perché il gps in Cina riporta posizioni sbagliate

11 Marzo 2016

Nel racconto “Del rigore della scienza”, contenuto nel suo Storia universale dell’infamia, Jorge Luis Borges narra di un impero in cui l’arte della cartografia è giunta a «una tal perfezione» che si decide di creare una mappa in scala 1:1 dell’intero regno (nel suo Secondo diario minimo pubblicato da Bompiani nel 1992, anche Umberto Eco si cimentò con una straniante analisi pratica della fattibilità di un simile progetto). Nella storia borgesiana la cartina si rivela però inutile e dannosa, perché modifica la geografia stessa che dovrebbe rappresentare.

Per quanto non si tratti di una cosa nota a tutti, nella realtà odierna esiste qualcosa di accostabile al racconto di Borges: in Cina le rappresentazioni grafiche della geografia nazionale sono regolate da leggi molto severe, e comprendono una norma che obbliga le mappe digitali, quelle che consultiamo quotidianamente col gps dei nostri smartphone, a risultare sbagliate. Per generare mappe del territorio cinese è necessario ottenere uno speciale permesso governativo: le stesse mappe di Apple, quelle degli iPhone, sono soggette a uno scostamento calcolato compreso tra 100 e 600 metri dalla posizione reale degli oggetti.

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Non si tratta, per l’appunto, di un bug tecnico risolvibile, ma di una precisa richiesta delle istituzioni di Pechino, tanto spaventate dall’invasione di app con funzionalità geotag da aver proibito anche la documentazione di «forme, dimensioni, posizioni spaziali, caratteristiche ecc. di installazioni artificiali». Come riporta Travel + Leisure, il ministro della Terra e delle risorse si è recentemente lamentato del fatto che «il numero di stranieri che conducono rilevamenti in Cina è in aumento», e il governo non sta concedendo eccezioni alle sue regolamentazioni a nessuna startup o azienda interessata a offrire un servizio basato su un rilevamento affidabile della posizione.

Il blogger John Pasden ha scritto che usando il tuo smartphone in Cina con un amico o conoscente al tuo fianco, «è possibile che lo vedrai segnalato trovarsi in mezzo a un fiume o in qualche posto a 500 metri da dove siete».

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