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Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.

Come l’energy drink ha conquistato il mondo

09 Dicembre 2013

Il NYT Magazine ha pubblicato un pezzo che racconta la storia di una degli articoli di consumo più popolari: l’energy drink. Il mercato delle bevande energizzanti oggi è una realtà consolidata a livello globale, ma fino a pochi decenni fa questo tipo di bibite era molto meno diffuso di quanto si potrebbe immaginare.

L’energy drink, nella sua prima forma, nasce in Giappone. Qui nel periodo seguito alla seconda guerra mondiale si era diffusa l’abitudine di assumere anfetamine per rimediare agli strascichi psicofisici lasciati dal conflitto. Nel corso degli anni Cinquanta, per contrastarne l’abuso, le autorità nipponiche passarono una serie di leggi per mettere fuori legge queste sostanze. Fu però nel 1962 che un’azienda produttrice di bevande, Taisho, introdusse Lipovitan D, una bottiglietta dal contenuto energetico e – soprattutto – legale.

A partire dagli anni Ottanta, queste bibite ricche in vitamine e caffeina iniziarono a far parte del kit di sopravvivenza di manager e impiegati delle metropoli giapponesi, che se ne servivano per affrontare le giornate di lavoro più faticose. Uno spot giapponese dell’epoca raffigurava un personaggio in giacca e cravatta che firmava accordi e presenziava a summit in giro per il mondo a ritmo serrato, commentando con una tagline eloquente come «riuscite a combattere per 24 ore al giorno?».

Negli Stati Uniti queste bevande ebbero meno fortuna, all’inizio: il primo esempio di energy drink americano è Dr. Enuf, il prototipo di bibita vitaminica sviluppato da un chimico di Chicago nel 1949 (esiste ancora, anche se continua a vendere poco). Sempre negli anni Ottanta, Coca-Cola e Pepsi tentarono di presentare una versione “breakfast” dei loro prodotti (chiamata rispettivamente “Coca-Cola in the morning e Pepsi A.M.), ma ebbero scarsa fortuna.

Nel frattempo, però, la fama degli energy drink si espandeva dal Sol Levante all’Europa. Dietrich Mateschitz, responsabile del settore marketing di una società di prodotti da bagno austriaca, scoprì la novità durante un viaggio a Bangkok e ne rimase folgorato. Nel 1984 decise di licenziarsi e avviare una partnership con un produttore thailandese di un soft drink a base di caffeina e taurina, che tre anni dopo riuscì a portare in patria col nome Red Bull.

Nel 1997 Mateschitz sbarcò col suo prodotto negli Stati Uniti, generando di fatto il momento d’oro del settore che perdura ancora oggi. L’anno scorso la vendita al dettaglio di energy drink ha fatto incassare 11 miliardi di dollari al mercato americano. In realtà – spiega Gary Hemphill, direttore di ricerca alla Beverage Marketing Corporation, al NYT – i prodotti odierni non sono molto diversi da quelli rimasti per decenni in commercio sul suolo statunitense. La vera novità sta nel marketing: «Si tratta di una categoria di prodotto costruita attorno a un prezzo pieno pagato per merce di qualità, dal punto di vista degli ingredienti le somiglianze sono numerose», ha dichiarato Hemphill.

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