Hype ↓
17:23 lunedì 26 gennaio 2026
Per la prima volta Pitchfork ha spiegato come assegna e cosa significano i voti che dà agli album È una guida che introduce anche gli abbonamenti al sito, che permetteranno agli utenti di aggiungere il loro voto a quello dei giornalisti.
A sorpresa è uscito un nuovo trailer dell’Odissea di Nolan e sono tutti sorpresi dalla scoperta che nel film c’è anche Travis Scott E anche questa volta i fan si sono messi subito a litigare, anche se nessuno sa ancora che ruolo interpreta Scott nel film.
Un attivista irlandese ha pubblicato su internet l’identità di migliaia di agenti dell’ICE Lo ha fatto su un sito che si chiama ICE List, al momento ci si trovano 4500 nomi, indirizzi email e numeri di telefono di agenti dell'anti immigrazione.
In Iran i morti potrebbero essere 30mila in due giorni, la strage più efferata dalla Seconda guerra mondiale L'unico precedente paragonabile sarebbe l'eccidio di Babyn Yar dove, tra il 29 e il 30 settembre del 1941, i nazisti uccisero 33 mila ebrei ucraini.
Mentre a Minneapolis si scatenava il caos, Trump era alla Casa Bianca a vedere in anteprima il documentario sulla moglie Melania Una proiezione esclusiva, con contenitori di popcorn brandizzati, tra gli invitati il Ceo di Apple e, per qualche ragione, anche Mike Tyson.
Kim Jong-un che fissa le persone mentre fanno il bagno alle terme è già il miglior meme del 2026 Il leader supremo della Corea della Nord ha festeggiato l'inaugurazione di un nuovo Centro vacanze fissando le persone che facevano il bagno e la sauna.
Un giornale portoghese ha scambiato Dario Ballantini, l’imitatore di Valentino, per il vero Valentino Lo ha fatto Jornal Expresso, che ha poi rimosso il post, anche se lo stesso Ballantini ha ammesso che «la nostra somiglianza in passato ha confuso pure Calvin Klein».
Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.

Un antropologo esperto di Polinesia ha fatto il fact-checking di Oceania

12 Gennaio 2017

È appena uscito Oceania, il cartone animato della Disney ambientato nella Polinesia tribale, e un antropologo specializzato nelle culture del Pacifico s’è preso la briga di fare un po’ di fact-checking, controllando l’accuratezza della sua storia, dei suoi personaggi e delle sue ambientazioni. Oceania racconta la storia di una ragazzina coraggiosa, Vaiana, aiutata da un semidio di nome Maui, che convince i suoi a esplorare l’oceano, contravvenendo a una tradizione locale di lungo corso che proibisce di oltrepassare la barriera corallina. A dire il vero il titolo originale del film sarebbe Moana, che nella versione inglese è anche il nome della protagonista, ma in Italia è stato cambiato perché evoca istintivamente associazioni con Moana Pozzi (“Moana” significa “oceano” in diverse lingue polinesiane).

La trama del film parte da un aspetto vero, e secondo molti misterioso, della storia antica delle popolazioni polinesiane, nota Doug Herman, ricercatore del Museo nazionale degli indiani americani di Washington, in un’analisi per il magazine dello Smithsonian. Si tratta di un capitolo noto agli studiosi come “la grande pausa”: per circa duemila anni, infatti, le popolazioni polinesiane hanno davvero smesso di solcare l’oceano e di navigare per lunghe distanze, ma poi hanno ripreso a farlo in modo relativamente improvviso. «La Polinesia occidentale, cioè le isole più vicine all’Australia e alla Nuova Guinea, sono state colonizzate dall’uomo 3500 anni fa», scrive l’antropologo, facendo notare che le popolazioni che si sono spinte fino a lì dovevano essere composte da esperti navigatori, capaci di usare «canoe dell’età della pietra per fare viaggi di migliaia di miglia». Tuttavia, prosegue, la Polinesia centrale e la Polinesia orientale sono state colonizzate soltanto a partire da 1500 anni fa: «Questo significa che, prima di arrivare alle Fiji, in Samoa e alle isole Tonga, i polinesiani si sono presi una pausa di quasi duemila anni».

Esistono però delle inesattezze culturali nel film.  Maui, per esempio, il semidio coprotagonista, era effettivamente venerato «come una figura eroica in gran parte della Polinesia». Però il cartone della Disney lo rappresenta come un gigante dall’aspetto di un uomo adulto, mentre nella mitologia polinesiana è un ragazzo. Inoltre nella cultura locale Maui è spesso accompagnato da una compagna, la dea Hina, che nel cartone non c’è. Infine, il film della Disney mette in scena dei piccoli mostri dispettosi chiamati Kakamora. L’antropologo spiega che i Kakamora sono veramente delle figure mitologiche polinesiane, ma non hanno affatto delle sembianze mostruose né un’attitudine maligna: si tratta di una popolo leggendario di piccoli uomini, paragonabili agli hobbit presenti nella cultura occidentale.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.