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La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.
In Germania hanno lanciato un motore di ricerca che serve a scoprire se i propri parenti erano dei nazisti Lo ha realizzato il Die Zeit in collaborazione con l'Archivio federale nazionale: contiene 10,2 di tessere di iscritti al Partito nazionalsocialista.
Sembra che Zohran Mamdani e Rama Duwaji non parteciperanno al Met Gala di Anna Wintour pagato da Jeff Bezos Secondo le prime indiscrezioni, Mamdani e consorte avrebbero rifiutato l'invito all'evento perché finanziato dal miliardario.
Il governo di Pedro Sánchez rischia di cadere per colpa di Guernica di Picasso Tutto inizia con la richiesta del governo della comunità autonoma dei Paesi Baschi di portare l'opera a Bilbao. Richiesta negata dall'esecutivo Sánchez.
Cosa sappiamo del nuovo film di Sean Baker, a parte che si intitolerà Ti amo! e che sarà molto, molto italiano Il titolo scelto dal regista è di Anora per il nuovo film è Ti amo!, con il punto esclamativo. Secondo le indiscrezioni, potrebbe venire a girarlo in Italia.
Cosa ci fanno Brian Eno, FKA Twigs, Jim Jarmusch, Patti Smith, Blood Orange (e molti altri) alla Biennale di Venezia? Espongono le loro opere nel padiglione del Vaticano Per l'esposizione "The Ear Is the Eye of the Soul" la Santa Sede ha messo assieme una lineup degna dei migliori festival musicali.
In Russia non solo non si può vedere Heated Rivalry, ma si viene multati anche solo a parlarne Una rivista che aveva "osato" recensire la serie Hbo si è vista recapitare una multa di 500 mila rubli, l'equivalente di circa 6 mila euro.
In dieci anni gli affitti a Berlino sono aumentati del 69 per cento I prezzi sono aumentati in tutta la Germania, ma nella capitale la situazione è nettamente la peggiore.

Perché alcune cucine sono più costose di altre

14 Luglio 2016

Per quale motivo siamo soliti associare i ristoranti cinesi a menu dai prezzi contenuti, e perché a tutti gli effetti molti di questi posti sono entrati nella nostra quotidianità come luoghi in cui “si spende poco”? La risposta è in un libro uscito quest’anno, The Ethnic Restaurateur. scritto dal docente di food studies della New York University, Krishnendu Ray. La risposta breve di Ray all’Atlantic è che «si tratta di prestigio culturale».

Per spiegarlo meglio, il professore ha coniato l’espressione di “gerarchia mondiale del gusto”. La regola sottesa che governa questa gerarchia non ha tuttavia nulla a che vedere col cibo in sé: «Più capitale o potere militare una nazione esercita e più ricchi sono i suoi emigranti, maggiore sarà la probabilità che la sua cucina abbia menù dai prezzi alti», si legge nell’articolo del magazine americano.

Shunichi Arita, manager of Japanese-styl

Per spiegare il suo assunto, Ray fa l’esempio della diversità di “trattamento” delle cucine giapponese e cinese: prende come riferimento l’America, ma è un discorso che risulta molto valido anche per l’Europa, e l’Italia in particolare. Negli ultimi decenni, i piatti giapponesi sono stati oggetto di emulazioni e contaminazioni nel panorama dell’alta cucina, mentre i ristoranti cinesi sono rimasti sostanzialmente accostabili a «roba schifosa a buon mercato», per usare le parole del docente. Questo accade perché, spiega Ray, «il Giappone ha un ottimo prestigio internazionale, il che è una conseguenza della sua ascesa a grande potenza economica».

Per dare una base alle sue asserzioni, l’autore ha usato i dati di Zagat, un popolare sito di recensioni americano votato ai ristoranti middle-to-highbrown, quelli di fascia medio-alta. A New York nel 2015, come si può notare nel grafico seguente, il costo medio di un pasto in un locale giapponese era di 68 dollari, mentre il dato equivalente per un cinese era appena 35 dollari.

Prezzi delle cucine del mondo

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