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La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".

Perché alcune cucine sono più costose di altre

14 Luglio 2016

Per quale motivo siamo soliti associare i ristoranti cinesi a menu dai prezzi contenuti, e perché a tutti gli effetti molti di questi posti sono entrati nella nostra quotidianità come luoghi in cui “si spende poco”? La risposta è in un libro uscito quest’anno, The Ethnic Restaurateur. scritto dal docente di food studies della New York University, Krishnendu Ray. La risposta breve di Ray all’Atlantic è che «si tratta di prestigio culturale».

Per spiegarlo meglio, il professore ha coniato l’espressione di “gerarchia mondiale del gusto”. La regola sottesa che governa questa gerarchia non ha tuttavia nulla a che vedere col cibo in sé: «Più capitale o potere militare una nazione esercita e più ricchi sono i suoi emigranti, maggiore sarà la probabilità che la sua cucina abbia menù dai prezzi alti», si legge nell’articolo del magazine americano.

Shunichi Arita, manager of Japanese-styl

Per spiegare il suo assunto, Ray fa l’esempio della diversità di “trattamento” delle cucine giapponese e cinese: prende come riferimento l’America, ma è un discorso che risulta molto valido anche per l’Europa, e l’Italia in particolare. Negli ultimi decenni, i piatti giapponesi sono stati oggetto di emulazioni e contaminazioni nel panorama dell’alta cucina, mentre i ristoranti cinesi sono rimasti sostanzialmente accostabili a «roba schifosa a buon mercato», per usare le parole del docente. Questo accade perché, spiega Ray, «il Giappone ha un ottimo prestigio internazionale, il che è una conseguenza della sua ascesa a grande potenza economica».

Per dare una base alle sue asserzioni, l’autore ha usato i dati di Zagat, un popolare sito di recensioni americano votato ai ristoranti middle-to-highbrown, quelli di fascia medio-alta. A New York nel 2015, come si può notare nel grafico seguente, il costo medio di un pasto in un locale giapponese era di 68 dollari, mentre il dato equivalente per un cinese era appena 35 dollari.

Prezzi delle cucine del mondo

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