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06:17 lunedì 23 marzo 2026
Chopper, il medico della ciurma Cappello di Paglia in One Piece, è stato nominato ambasciatore di Medici Senza Frontiere «La convinzione che si debba curare tutti, indipendentemente da etnia o nazionalità, è ciò in cui crediamo anche noi», ha detto il presidente di MSF, spiegando la scelta del nuovo ambasciatore.
La foto che tutti i giornali stanno pubblicando negli articoli sulla vera identità di Banksy non ritrae Banksy ma un tizio qualunque fotografato mentre lavorava vicino a un’opera di Banksy L'uomo si chiama George Georgiou, ha 69 anni e di mestiere fa l'operaio. Ha definito quello che gli è successo «assurdo».
Al trailer di Spider-Man: Brand New Day è bastato un giorno per diventare il trailer più visto di tutti i tempi Ha totalizzato 718 milioni di visualizzazioni in 24 ore, sbriciolando il precedente record detenuto dal trailer di No Way Home.
Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.
Un marinaio della portaerei francese Charles de Gaulle ne ha rivelato a tutti l’esatta posizione loggando la sua corsetta mattutina su Strava Non è il primo militare a rivelare informazioni sensibili registrando i propri allenamenti, tanto che è stato coniato un nome per il fenomeno degli Strava Leaks.
Il nuovo film di Alice Rohrwacher, Three Incestuous Sisters, sarà tutto ambientato tra Roma e Stromboli La regista inizierà le riprese ad aprile e passerà la primavera tra la Capitale e le Eolie assieme a Dakota Johnson, Saoirse Ronan, Jessie Buckley e Josh O'Connor.
C’è solo un Paese al mondo che non è affatto preoccupato dalla crisi energetica causata dalla guerra in Medio Oriente: la Cina La Repubblica popolare raccoglie adesso i frutti di anni di enormi investimenti nelle energie rinnovabili e in particolare nell'elettrico.
Steven Soderbergh sta per lanciare una app che racconta e spiega ogni singolo giorno di riprese de Lo squalo L'app comprenderà una saggio di 25 mila parole scritto da Soderbergh e tutti i dettagli possibili e immaginabili sulle riprese del capolavoro di Speilberg.

Adesso i musei non vogliono più i telefoni spenti

15 Settembre 2016

I musei sono sempre più social. O almeno, ci provano. Sempre più istituzioni stanno dando il via libera agli smartphone, con quello che comportano: selfie con le opere alle spalle, snap, dirette su Facebook e così via.

Secondo The Atlantic, molti direttori hanno deciso di non combattere più l’uso smodato di telefoni all’interno dei musei, ma anzi di sfruttarli per avvicinare il pubblico all’arte. «Le persone mi chiedono quale sia il nostro più grande concorrente: non è il Guggenheim, non è il Museo di Storia Naturale. Sono Netflix e Candy Crush», aveva detto Sree Sreenivasan, ex capo digital del Met di New York. E allora ecco arrivare gli account Instagram, la realtà virtuale e le App.

Musei social

A iniziare questo trend, cinque anni fa, era stato proprio il Metropolitan Museum, che aveva deciso di non implorare più i propri visitatori a non utilizzare il cellulare. Un passo piccolo, ma che col tempo si è dimostrato una guida per tutte le altre istituzioni che hanno smesso, o almeno così sembra, di essere insofferenti verso le persone con il telefono in mano. Il The Altantic fa un elenco di esempi, americani e non, di come possa essere utilizzata la tecnologia: il Brooklyn Museum, ad esempio, ha creato una app che permette di fare domande ai curatori in tempo reale, il Guggenheim, invece, utilizza il Bluetooth per capire come i visitatori si muovono all’interno dell’area espositiva. Entra in gioco anche la realtà aumentata, che il Royal Ontario Museum sfrutta per aggiungere la pelle alle ossa dei dinosauri e per proiettare immagini di bestie animate che seguono i visitatori mentre si spostano nelle varie sale.

Oltre ai musei, ci pensa anche Google: con Google Art Project, lanciata nel 2011, ha messo online le opere in alta risoluzione di 6000 artisti, mentre a luglio ha aggiornato la sua app Arts&Culture che adesso permette di fare il tour di musei e siti storici in tutto il mondo.

Anche in Italia qualcuno sta cercando di portare avanti dei progetti simili, nonostante molti siano ancora molto indietro. I Musei Vaticani, ad esempio, che nel 2015 hanno avuto oltre sei milioni di visitatori, non hanno nemmeno un profilo Facebook. Ma ci sono anche esempi più virtuosi: i partner di Google, che permettono di scoprire da vicino, e gratuitamente, opere permanenti e temporanee sono circa 80, e vanno da musei come gli Uffizi a festival come l’“Emerge” di Giardini Naxos ai teatri come il San Carlo di Napoli. A livello istituzionale, invece, il Ministero dei Beni Culturali ha lanciato qualche anno fa iMiBACT MUSEUM che contiene soprattutto informazioni, percorsi storici e notizie bibliografiche di circa cinquecento musei. Oltre alle App, alcuni hanno deciso di sfruttare le tendenze pop per avvicinare più persone alle loro esposizioni: ecco allora che Palazzo Madama e il MAO di Torino hanno cavalcato l’onda di Pokemon Go chiedendo ai visitatori di raccogliere i pokemon e raccontare la loro esperienza su altri canali social, sfruttando anche la rete museale. Lo stesso hanno fatto anche il museo Castromediano di Lecce e il Poldi Pezzoli di Milano. Ovviamente le polemiche non sono mancate.

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