Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
The Legend of Zelda diventerà un film
Tre indizi fanno una prova: il primo è stato il successo di The Last of Us e di Super Mario, il secondo la crisi del Marvel Cinematic Universe, il terzo la notizia che Nintendo e Sony Pictures stanno sviluppando un adattamento cinematografico di The Legend of Zelda. Si capisce che Hollywood sta vivendo un cambio di paradigma: l’epoca dei cinecomic sta finendo (ne abbiamo scritto qui), urge trovare nuove proprietà intellettuali dalle quali trarre franchise multimediali infiniti. Era ampiamente prevedibile, praticamente scontato che una delle saghe videoludiche più amate di tutti i tempi venisse portata al cinema, dunque. Se ne parlava ormai da anni, ora è ufficiale.
This is Miyamoto. I have been working on the live-action film of The Legend of Zelda for many years now with Avi Arad-san, who has produced many mega hit films. [1]
— 任天堂株式会社 (@Nintendo) November 7, 2023
Dell’adattamento si occuperanno il game designer Shigeru Miyamoto, il produttore Avi Arad (nel suo lunghissimo curriculum anche la trilogia di Spider-Man diretta da Sam Raimi) e il regista Wes Ball. Il cast è ancora da decidere, una data di inizio delle riprese anche, anche se Miyamoto, con un post pubblicato sul profilo giapponese di Nintendo, ha detto che lui, assieme ad Arad, è al lavoro sul film già da diverso tempo. Ma «ci vorrà ancora un po’» prima di vedere il film al cinema, ha spiegato Miyamoto. Nintendo, ha detto il game designer, è molto coinvolta nel progetto, una rassicurazione preventiva a tutti i fan della serie: il film di Zelda sarà fedele allo spirito dei videogiochi. Anche perché non c’è maggiore garanzia di successo di questa: dopo soli tre giorni dall’uscita, Tears of the Kingdom, l’ultimo capitolo della saga, aveva venduto dieci milioni di copie, un record per Nintendo. Che ora spera di ripetersi anche al cinema.
Invece di celebrare per l'ennesima volta il funerale delle riviste indie, sarebbe più utile parlare di come gli algoritmi e la frammentazione del pubblico stiano trasformando il fare un giornale in un'impresa impossibile.
Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.
La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.