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08:12 lunedì 30 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone

Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.

12 Febbraio 2026

La contrapposizione tra i vecchi blocchi della Guerra fredda torna in veste nuova e rivisitata spostandosi, tralasciando per un momento tutto quello che sta succedendo tra Russia e Stati Uniti, sul web. E nello specifico nel campo delle piattaforme di messaggistica. Dal pomeriggio di mercoledì 11 febbraio, 100 milioni di utenti russi non riuscirebbero più ad accedere a Whatsapp a causa della rimozione dell’app da un “registro online” – tenuto e gestito dal governo, ovviamente –  in cui vengono iscritte tutte le app il cui uso è consentito nel Paese. L’iniziativa arriva dopo, come fa sapere il Financial Times, mesi di tentativi di dialogo tra Meta (l’azienda proprietaria di Whatsapp) e l’autorità nazionale di regolamentazione delle telecomunicazioni, la Roskomnadzor. Di fatto,

Le rimozioni sembrano essere il culmine di un lungo sforzo da parte del regime russo per spingere i cittadini verso un’applicazione “rivale” chiamata Max, modellata sul cinese WeChat, che combina messaggistica e servizi governativi, ma senza alcuna crittografia, quindi senza nessuna vera e propria protezione per i dati degli utenti. Come riporta Bbc, Whatsapp ha dichiarato che la mossa spingerebbe 100 milioni di utenti verso un’applicazione “di sorveglianza e di proprietà dello Stato”. Dall’altra parte, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che Meta potrebbe riprendere le operazioni se “rispettasse la legge e avviasse un dialogo”, ma che non avrebbe “alcuna possibilità” se si rifiutasse. L’azione contestata, secondo la legge russa, sarebbe il rifiuto di archiviazione dei dati degli utenti russi all’interno di server localizzati nel Paese, una mossa alla quale avrebbe aderito anche Telegram. Su internet, anche i blogger russi filogovernativi lamentano che la misura ostacoli le comunicazioni sul campo.

Meta, dal 2022, è stata iscritta nella lista delle “organizzazioni estremiste”. Di conseguenza Facebook e Instagram sono state bloccate in Russia e sono accessibili solo attraverso reti private virtuali (Vpn). Parallelamente, il progetto russo che si occupa di diritti digitali “Na Svyazi” (In Touch) ha riferito che la Russia sta rimuovendo sempre più siti web dalla directory degli indirizzi Internet gestita dallo Stato, controllata da Roskomnadzor. Ha affermato che 13 risorse popolari sono ora scomparse dal Sistema Nazionale dei Nomi di Dominio (Nsdi), tra cui YouTube, Facebook, WhatsApp web, Instagram, Bbc e Deutsche Welle.

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