Attraverso la storia di una famiglia di artisti, Joachim Trier racconta l'esperienza delle famiglie di tutti: l'amore, i rimorsi, il ricordo, i traumi, la casa.
C’è un’intelligenza artificiale che simula una conversazione infinita tra Werner Herzog e Zlavoj Žižek
Con l’intelligenza artificiale si può fare di tutto: generare immagini partendo da un set di parole, ottenere dei testi che riassumono la stessa cosa di altri testi ma con parole diverse, creare finte interviste. Si può anche riuscire a diffondere leggende metropolitane via internet, come nel misterioso caso di Loab. Certe IA funzionano così bene che un essere umano può arrivare a credere di stare conversando con un’entità in grado di pensare, com’è successo qualche mese fa a Blake Lemoine, l’ingegnere di Google convinto di aver parlato con un’intelligenza artificiale divenuta senziente. Ma con l’IA si può anche cazzeggiare in modo geniale, come ha fatto l’inventore del sito sul quale va in onda una conversazione potenzialmente infinita tra Werner Herzog e Zlavoj Žižek. Alla prima domanda che sorge spontanea – perché? – ha risposto lui stesso sul sito. Per tre ragioni, scrive: «1 perché potevo farlo; 2 come campagna di sensibilizzazione sui poteri del machine learning applicati senza scrupoli; 3 come una lettera d’amore a Werner Herzog e Slavoj Žižek, alle loro idee brillanti e al loro linguaggio idiosincratico. Nessuno dei due ha dato esplicito consenso per questo progetto». Per realizzare quella che ha chiamato The Infinite Conversation, Giacomo Miceli (@liviopacifico su Twitter) ha utilizzato strumenti open source disponibili a chiunque (ma, come sottolinea Ars Technica, non ha specificato quali).
Accedendo al sito su cui va in onda questo affascinante dialogo, veniamo accolti da un pop-up di benvenuto: «Benvenuti in La conversazione infinita: una discussione senza fine generata dall’IA tra Werner Herzog e Slavoj Žižek. Tutto ciò che senti è completamente generato da una macchina. Le opinioni e le convinzioni espresse non rappresentano nessuno. Sono le allucinazioni di una lastra di silicio». Anche se è un po’ difficile star dietro ai loro ragionamenti (il che è abbastanza plausibile, considerato il normale livello dei ragionamenti dei due personaggi), gli scambi tra il regista tedesco di 80 anni e il filosofo sloveno di 73 anni sono molto piacevoli, un delirio filosofico senza alcun senso. Suggeriamo di provare ad ascoltarli prima di dormire, utilizzando The Infinite Conversation come una di quelle app per rilassarsi.
Attraverso la storia di una famiglia di artisti, Joachim Trier racconta l'esperienza delle famiglie di tutti: l'amore, i rimorsi, il ricordo, i traumi, la casa.
Alla galleria Banquet di Milano, KINGS, duo composto da Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, porta una mostra che mescola desiderio, immagini, onestà, censura, pornografia e autodeterminazione.
Il film di Eva Victor, apprezzatissimo prima al Sundance e poi a Cannes, è un raro e riuscito tentativo di raccontare il trauma senza mai mostrarlo. Ed è, soprattutto, una commovente professione di fede nella sorellanza.
E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.