Hype ↓
23:57 venerdì 3 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Fotografare il Coronavirus a Vo’

Un fotografo ha documentato l'indagine più approfondita sull'intera popolazione organizzata durante la pandemia nel paese diventato zona rossa il 22 febbraio insieme a Codogno e Lodi.

12 Giugno 2020

Il 21 Febbraio è mancato Adriano Trevisan, 78 anni, primo morto per Coronavirus in Italia e in Europa. Il 22 Febbraio Vo’ è diventata “zona rossa” insieme a Codogno e Lodi: non si poteva più uscire né entrare. Mi sono interessato a questa storia circa una settimana più tardi, quando il dottor Crisanti, padre del “modello veneto” e professore di Microbiologia all’Università di Padova, ha iniziato a coordinare i test a tampone su tutti gli abitanti del comune. Ciò che in quell’occasione mi ha colpito maggiormente è stata la partecipazione di massa da parte della comunità: il 95% degli abitanti ha aderito all’esperimento. Un’indagine così approfondita su un’intera popolazione non è stata fatta nemmeno in Cina. Ho dato inizio alla mia ricerca contattando l’Università di Padova e congiuntamente il sindaco di Vo’ Giuliano Martini, per approfondire e soprattutto avere il loro permesso di fotografare. La disponibilità da parte di tutti è stata inaspettata, la mediazione da parte delle istituzioni ha facilitato molto il mio lavoro con il personale sanitario e i cittadini. Da quel momento ho iniziato a fotografare le attività essenziali rimaste aperte durante il lockdown, come il supermercato, le Poste, i corrieri, la farmacia, etc.

In seguito mi sono dedicato al personale sanitario e ai successivi screening fino a una settimana fa, quando sono andato a fotografare la macchina che analizza 9 mila tamponi al giorno (tra cui il mio, negativo). Proprio il sindaco Martini racconta che se inizialmente il virus colonizzava ogni discussione, rendendo ancora più opprimente il clima, con il passare dei giorni, la condivisione di una situazione inedita ed estrema ha avvicinato le persone: «Si è creato un bel senso di cooperazione». Grazie a questo grande sentimento collettivo sono state salvate decine di vite.

Verso la fine di Febbraio ho cominciato a perdere diversi lavori e mi sono improvvisamente trovato con molte settimane vuote davanti a me. Mi sentivo confuso sul da farsi e ho cominciato a chiedermi cosa avrei dovuto fotografare e soprattutto: devo per forza fotografare? Nei mesi successivi ho seguito attentamente il dibattito sulla fotografia tramite tutte le dirette di cui venivo a conoscenza, sentivo il bisogno di riflessioni per orientarmi in questa situazione inedita. Tra le più lucide ho trovato quelle di Michele Smargiassi il quale, tramite un sondaggio, chiedeva ai propri lettori quali fossero le immagini di questo periodo rimaste impresse nella memoria collettiva. La classifica è stata:

  1. Le colonne notturne di camion militari che portano via le bare;
  2. L’infermiera Elena Pagliarini che crolla addormentata al suo posto di lavoro al termine di un massacrante turno di servizio notturno;
  3. Papa Francesco che parla in una piazza San Pietro deserta.

Cito questo articolo perché penso che proprio queste immagini abbiano cambiato qualcosa nella nostra percezione dell’emergenza, dandoci più consapevolezza di ciò che stava accadendo. Un altro aspetto interessante che evidenzia Smargiassi è che 2 immagini su 3 sono state scattate da non professionisti, anche se poi aggiunge: «Credo che dovranno rimanere, di questo tempo di eccezione, come di tutti i tempi della storia, non solo le testimonianze dirette di chi lo ha vissuto, ma anche racconti e riflessioni consapevoli, in parole e in immagini, perché la memoria collettiva non è una raccolta immediata del dato di fatto, ma è rielaborazione e ripensamento».

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero