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16:22 lunedì 5 ottobre 2026
Un festival del ginseng in Corea ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di “Storm” di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta di Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca una radice di ginseng, mentre intorno a lui i funzionari comunali si esibiscono in una coreografia simile a quella del video diretto da Roman Gavras.
In appena tre giorni Naza ha incassato quanto Avengers: Endgame, Resident Evil e Brad Pitt Più di tre milioni di euro in un fine settimana, la stessa cifra che gli altri film hanno incassato in una o due settimane di programmazione.
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.
Pedro Sanchez è il primo Presidente del Consiglio al mondo che si dimette e fa cadere il suo stesso governo a causa della crisi abitativa L'ormai ex Primo Ministro ha convocato elezioni anticipate per il 29 novembre e ha ammesso che il suo governo non è riuscito a fare tutto ciò che avrebbe voluto e dovuto.
Per smaltire dei robot umanoidi ormai vecchi e obsoleti, un’azienda li ha addestrati a buttarsi nell’acciaio fuso Se state pensando a quella scena di Terminator 2, è perché l'idea è tratta proprio da quella scena di Terminator 2.
Ci sono così tante stroncature di Digger che i produttori le stanno usando nella campagna promozionale del film (e per dire che i critici non ci hanno capito niente) Una trovata che non si è rivelata granché efficace: il film ha incassato solo 8 milioni di dollari negli Usa ed è già considerato il peggior flop della carriera di Tom Cruise.
Per la prima volta nella storia, il caffè è stato coltivato e raccolto interamente in Italia. E sì, c’entra il riscaldamento globale Dopo un secolo di tentativi falliti, c'è riuscita una famiglia di torrefattori di Palermo. È un'ulteriore prova della tropicalizzazione dell'agricoltura italiana.
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.

VIVA! e i festival in pandemia

Torna in versione più intima uno dei festival più amati del Sud Italia, tra sfide organizzative e logistiche. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori, Sergio Ricciardone.

di Studio
28 Luglio 2020

In origine fu Glastonbury. Non il primo festival, in realtà, a dare l’annuncio della necessaria cancellazione dell’edizione 2020 – sarebbe stato il cinquantesimo anniversario, la festa più grande di sempre – ma quello che, a leggere il messaggio “enforced fallow year”, è parso provocare per suggestione lo strappo più doloroso, immensa nostalgia. Quando era solo marzo, non eravamo nemmeno alle soglie dell’estate, ci chiedevamo già che fine avrebbero fatto i festival musicali quest’anno e che fine avremmo fatto noi, nell’eventuale drammatica ipotesi in cui non ci sarebbero stati. E infine è arrivata l’estate, quella italiana della prossimità e nello stesso tempo della lontananza, l’anticiclone delle Azzorre, i Metronomy hanno rimandato il loro tour, la Puglia di Madonna a Borgo Egnazia, della Taranta, di Solange e Iggy Pop al Medimex, di tutti i grandi festival degli ultimi quindici anni sembrava lontanissima. E invece è tornato il VIVA! Festival sempre lì, a Locorotondo in provincia di Bari, dal 6 al 9 agosto, a darci qualche speranza.

«Penso che arriveremo alla prossima settimana completamente esausti», esordisce Sergio Ricciardone, tra i membri della direzione artistica di VIVA!, esempio di festival in grado di “organizzarsi” durante una pandemia. Lo scorso marzo, insieme a Polifonic, un’altra grande realtà festivaliera, aveva infatti avviato anche una raccolta fondi con lo scopo di supportare le iniziative messe in campo per contrastare la diffusione del virus. Nato nel 2017 dalla collaborazione fra la società pugliese Turné e l’associazione Xplosiva che organizza anche C2C Festival a Torino, VIVA! giunge così alla sua quarta edizione: per riuscirci, ha coniugato una robusta dose di coraggio a quello spirito di responsabilità che accomuna chi opera nell’ambito dello spettacolo dal vivo, impegnandosi a mettere in atto le misure necessarie alla prevenzione dei contagi. «Al di là del Decreto nazionale, noi abbiamo una serie di ordinanze regionali, su cui ci sono tolleranze maggiori, a cui dover fare attenzione. Proprio in queste ore stiamo lavorando a possibili piani B, C, D. Perché oltre alla salute, dobbiamo sempre tutelare l’esperienza». Sarà una kermesse di concerti, dj set, incontri e talk come Extra VIVA!, lo spin off del festival che affronta il concetto di innovazione declinandolo su temi differenti dall’ambito musicale e strettamente connessi al mondo Audi, partner dell’evento insieme a Lavazza (qui il programma generale). Così da dare vita a un network tra concerti e vari attori che parlino di innovazione, musica e territorio – anche in streaming con il supporto di DICE TV.

Ma come si organizza un festival durante un momento come questo? «Con immensa fatica», aggiunge Ricciardone, «e anche con buon senso. È come se fosse tutto un costante work in progress, in cui si ipotizzano scenari alternativi, soluzioni diverse. Dal punto di vista del rapporto con il pubblico però, sembra paradossalmente tutto più facile. Ci sono pochi eventi strutturati, e ovviamente questo porta a un entusiasmo maggiore, una risposta incredibile». Anche per gli artisti è stato così. Come da tradizione, la line-up di VIVA! Festival è una proiezione del suono più composito del nostro tempo, come quello di 72-Hour Post Fight, di Carlo Luciano Porrini e Luca Bolognesi, in cui vengono coinvolti anche musicisti fra elettronica sperimentale, hip hop e jazz. Con loro, sul palco di VIVA! Festival 2020, salirà come special guest anche Massimo Pericolo. E poi The Dining Rooms, gruppo storico della scena nu-jazz e trip hop europea, il dj e produttore radiofonico Stefano Ghittoni (Comizi D’Amore) e il musicista Cesare Malfatti (La Crus). «Abbiamo scelto di tutelare il territorio, la scena nazionale locale che gode comunque di spirito internazionale», dice Ricciardone, motivando l’assenza di artisti internazionali per l’edizione 2020. «E gli artisti che abbiamo contattato erano contentissimi, sono stati i primi a comprendere le difficoltà del momento. Andranno anche tutti in streaming, cosa non sempre accettata dai musicisti».

Una versione più intima del “solito” festival, «con un massimo di mille persone, tutte sedute», che tanto il resto lo fa il lungomare. Appoggiati alla ringhiera sospesa nel vuoto sulla Valle d’Itria, a guardare i muretti a secco bianchi del centro storico di Locorotondo, tra masserie, vigne e trulli: l’enorme palco del VIVA. «Penso che l’esperienza dal vivo non possa essere sostituita da niente che non sia una socialità reale. Quella che dà valore alle performance e alle persone. Il resto è solo un palliativo, alternativa momentanea». Al termine di tutto, è previsto l’appuntamento all’alba dell’#UnusualBreakfast, una colazione in riva al mare accompagnata dalla dance sperimentale del duo elettronico Jima Fei + Yaffra. Come a dire è andata anche quest’anno, forse, dopotutto, è stato ancora più bello.

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