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09:49 lunedì 17 agosto 2026
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

VIVA! e i festival in pandemia

Torna in versione più intima uno dei festival più amati del Sud Italia, tra sfide organizzative e logistiche. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori, Sergio Ricciardone.

di Studio
28 Luglio 2020

In origine fu Glastonbury. Non il primo festival, in realtà, a dare l’annuncio della necessaria cancellazione dell’edizione 2020 – sarebbe stato il cinquantesimo anniversario, la festa più grande di sempre – ma quello che, a leggere il messaggio “enforced fallow year”, è parso provocare per suggestione lo strappo più doloroso, immensa nostalgia. Quando era solo marzo, non eravamo nemmeno alle soglie dell’estate, ci chiedevamo già che fine avrebbero fatto i festival musicali quest’anno e che fine avremmo fatto noi, nell’eventuale drammatica ipotesi in cui non ci sarebbero stati. E infine è arrivata l’estate, quella italiana della prossimità e nello stesso tempo della lontananza, l’anticiclone delle Azzorre, i Metronomy hanno rimandato il loro tour, la Puglia di Madonna a Borgo Egnazia, della Taranta, di Solange e Iggy Pop al Medimex, di tutti i grandi festival degli ultimi quindici anni sembrava lontanissima. E invece è tornato il VIVA! Festival sempre lì, a Locorotondo in provincia di Bari, dal 6 al 9 agosto, a darci qualche speranza.

«Penso che arriveremo alla prossima settimana completamente esausti», esordisce Sergio Ricciardone, tra i membri della direzione artistica di VIVA!, esempio di festival in grado di “organizzarsi” durante una pandemia. Lo scorso marzo, insieme a Polifonic, un’altra grande realtà festivaliera, aveva infatti avviato anche una raccolta fondi con lo scopo di supportare le iniziative messe in campo per contrastare la diffusione del virus. Nato nel 2017 dalla collaborazione fra la società pugliese Turné e l’associazione Xplosiva che organizza anche C2C Festival a Torino, VIVA! giunge così alla sua quarta edizione: per riuscirci, ha coniugato una robusta dose di coraggio a quello spirito di responsabilità che accomuna chi opera nell’ambito dello spettacolo dal vivo, impegnandosi a mettere in atto le misure necessarie alla prevenzione dei contagi. «Al di là del Decreto nazionale, noi abbiamo una serie di ordinanze regionali, su cui ci sono tolleranze maggiori, a cui dover fare attenzione. Proprio in queste ore stiamo lavorando a possibili piani B, C, D. Perché oltre alla salute, dobbiamo sempre tutelare l’esperienza». Sarà una kermesse di concerti, dj set, incontri e talk come Extra VIVA!, lo spin off del festival che affronta il concetto di innovazione declinandolo su temi differenti dall’ambito musicale e strettamente connessi al mondo Audi, partner dell’evento insieme a Lavazza (qui il programma generale). Così da dare vita a un network tra concerti e vari attori che parlino di innovazione, musica e territorio – anche in streaming con il supporto di DICE TV.

Ma come si organizza un festival durante un momento come questo? «Con immensa fatica», aggiunge Ricciardone, «e anche con buon senso. È come se fosse tutto un costante work in progress, in cui si ipotizzano scenari alternativi, soluzioni diverse. Dal punto di vista del rapporto con il pubblico però, sembra paradossalmente tutto più facile. Ci sono pochi eventi strutturati, e ovviamente questo porta a un entusiasmo maggiore, una risposta incredibile». Anche per gli artisti è stato così. Come da tradizione, la line-up di VIVA! Festival è una proiezione del suono più composito del nostro tempo, come quello di 72-Hour Post Fight, di Carlo Luciano Porrini e Luca Bolognesi, in cui vengono coinvolti anche musicisti fra elettronica sperimentale, hip hop e jazz. Con loro, sul palco di VIVA! Festival 2020, salirà come special guest anche Massimo Pericolo. E poi The Dining Rooms, gruppo storico della scena nu-jazz e trip hop europea, il dj e produttore radiofonico Stefano Ghittoni (Comizi D’Amore) e il musicista Cesare Malfatti (La Crus). «Abbiamo scelto di tutelare il territorio, la scena nazionale locale che gode comunque di spirito internazionale», dice Ricciardone, motivando l’assenza di artisti internazionali per l’edizione 2020. «E gli artisti che abbiamo contattato erano contentissimi, sono stati i primi a comprendere le difficoltà del momento. Andranno anche tutti in streaming, cosa non sempre accettata dai musicisti».

Una versione più intima del “solito” festival, «con un massimo di mille persone, tutte sedute», che tanto il resto lo fa il lungomare. Appoggiati alla ringhiera sospesa nel vuoto sulla Valle d’Itria, a guardare i muretti a secco bianchi del centro storico di Locorotondo, tra masserie, vigne e trulli: l’enorme palco del VIVA. «Penso che l’esperienza dal vivo non possa essere sostituita da niente che non sia una socialità reale. Quella che dà valore alle performance e alle persone. Il resto è solo un palliativo, alternativa momentanea». Al termine di tutto, è previsto l’appuntamento all’alba dell’#UnusualBreakfast, una colazione in riva al mare accompagnata dalla dance sperimentale del duo elettronico Jima Fei + Yaffra. Come a dire è andata anche quest’anno, forse, dopotutto, è stato ancora più bello.

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