Dopo la morte di Alex Pretti, ucciso dagli agenti dell'ICE, la città ha risposto con un enorme sciopero generale, il primo negli Usa dal 1946. Ma la guerra di Trump alla Twin City continua e la vita a Minneapolis è irrimediabilmente cambiata.
C’è un video in cui si vede un altro violento scontro tra gli agenti Ice e Alex Pretti avvenuto 11 giorni prima della sua morte
Tre nuovi video rivelano che Pretti era già stato aggredito e ferito da agenti ICE, in uno scontro molto simile a quello in cui poi ha perso la vita.
Lo scontro con l’Immigration and Customs Enforcement che il 24 gennaio 2026 è risultato fatale ad Alex Pretti a Minneapolis non era il primo tra l’infermiere e la polizia federale. Come ricostruisce il Guardian a partire da tre video pubblicati e analizzati da News Movement, undici giorni prima della sua morte Pretti era stato coinvolto in un altro violento scontro con agenti dell’ICE durante una protesta contro le operazioni di immigrazione.
I video, girati il 13 gennaio scorso e già verificati nella loro autenticità da un software di riconoscimento facciale e dalla stessa famiglia dell’infermiere, mostrano Pretti mentre affronta un veicolo scuro senza insegne della polizia da cui poi scenderanno degli agenti. All’inizio del video Pretti colpisce con un calcio un fanale posteriore dell’auto, rompendolo, mentre urla improperi agli agenti. Il veicolo frena e dal suo interno scendono alcuni agenti che inseguono, circondano e immobilizzano Pretti, buttandolo violentemente a terra. Assistono alla scena alcuni testimoni, tra cui gli autori dei video, che vengono aggrediti con spray urticanti e manganellate dagli agenti. In alcune sequenze è visibile un’arma da fuoco alla cintura di Pretti (che aveva un regolare porto d’armi) che tuttavia non viene mai impugnata dall’uomo. Secondo i familiari, attraverso il loro avvocato, in quell’occasione Pretti avrebbe riportato ferite, tra cui la frattura di una costola, senza ricevere cure mediche.
Questo precedente infatti dà ulteriore credibilità al video dell’uccisione di Pretti: secondo molti analisti rafforzerebbe l’ipotesi che l’uomo non abbia mai minacciato gli agenti con la propria pistola durante lo scontro in cui alla fine è stato ucciso. Il sindaco di Minneapolis ha ribadito la sua condanna nei confronti degli agenti, dichiarando di non considerare nessuna delle cose accadute sulla scena sufficienti a giustificare l’uccisione di Pretti.