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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Le verdure hanno un problema di marketing?

14 Giugno 2017

Le verdure non sono, di norma, gli alimenti preferiti della gente: c’è chi ne apprezza alcune e non altre, e chi invece le mantiene al minimo sindacale nella sua dieta, evitandole regolarmente. Il punto, sostiene una ricerca pubblicata lunedì scorso sul giornale specialistico JAMA Internal Medicine, è che il cibo etichettato come “healthy” ha un problema non tanto di sostanza quanto di forma: venduto meglio, sarà più scelto e apprezzato.

Gli autori dello studio, tutti del dipartimento di Psicologia dell’Università di Stanford, hanno escogitato un sistema per valutare il grado di apprezzamento della verdura servita alla mensa dell’ateneo americano. Per tutto il secondo semestre del 2016, i vegetali offerti a studenti, professori e personale accademico sono stati esposti con uno di quattro tipi di etichette: il primo, standard e laconico (“Barbabietola”); il secondo, virato al 100% sul carattere salutare del cibo in questione (“Mais a ridotto contenuto di sodio”); il terzo, recante un tono più allegro ma sempre ispirato alla filosofia dietetica (“Misto salutare di cavolo cinese e funghi”); il quarto, infine, dice Vocativ, «un nomignolo vivacizzato che sembra uscito da Mad Men» (“Tocchetti di zucchine caramellate e rosolate a fuoco lento”).

The Annual Harrogate Autumn Flower Show

Alla mensa di Stanford, hanno scoperto i ricercatori, i vegetables sono stati scelti quando venivano venduti in modo più accattivante. Nello specifico, il 29 per cento delle 27 mila persone che hanno pranzato negli spazi dell’ateneo hanno mangiato verdure: non soltanto ciò è accaduto più spesso nelle giornate in cui gli erano presentate con etichette più creative, ma quando è accaduto ha anche aumentato le porzioni scelte. Paragonate alle etichette più standard, focalizzate sull’aspetto healthy dei vegetali, i piatti descritti à la Mad Men hanno attratto il 41 per cento delle persone in più.

Immagini Getty Images
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